Biciclet-Ti-Amo | Reno Club: il gruppo, lo spirito prima della bici

In bici con stile ed eleganza, col fine di farsi riconoscere ed appagare se stessi. Attenzione per il look ma, prima di tutto, accumunati sempre più dalla passione per la bici, costruendo un Gruppo che si è unito convivendo fatiche col perdonabile vezzo di ben apparire. Essere una squadra oppure un Gruppo, differenza minima, in questo caso una semplice sfaccettatura, uniti dallo stesso “attrezzo del mestiere”: la bicicletta.

A Forlì, da qualche tempo, esiste un considerevole numero di ciclisti che circola sotto lo stesso “emblema”, una crescita esponenziale, questa, che porta noi di Piazzale Della Vittoria ad allargare il concetto di squadra amatoriale; una variazione sul tempo che ci porta a studiare un fenomeno che diventerà sempre più frequente, con persone disparate che troveranno diversi modi di coltivare la passione, seguendo comunque il fattore di “unione”.

Questo Gruppo specifico prende il Nome di “Reno Club”. Reno sta per Renova, brand che marchia il folto gruppo di appassionati, derivanti da varie realtà locali. Dentro a questo insieme vi sono disparate filosofie: dal turista casalingo, all’escursionista estremo, al singolo corridore che partecipa alle Granfondo e non meno, triatleti che si aggregano per allenare una parte della loro disciplina. Per fare un po’ di chiarezza e vedere di dare dei connotati ancora più definiti, dobbiamo tornare al 2008 e ricordare che questa nuova realtà ha in realtà una progenitrice: la Scuderia Renova. Che per qualche stagione aveva messo in piedi un progetto di tutto rispetto, con immagine ben definita, una Società ben organizzata e l’appoggio dell’omonimo negozio di bici, nella persona di Gabriele Limarzi che rendeva il tutto molto ambizioso: “Ci credevamo, pesavamo potessimo iniziare un periodo lungo di programmi, reclutando sempre più amatori. Avevamo in effetti alcuni atleti di un certo spessore, ma il tempo da dedicare all’avventura, e le energie sono poi scemate ed abbiamo dovuto accantonare il progetto”.

Gabriele è ideatore e fondatore del marchio registrato “Renova”: “Forlì è un bacino complicato, ma assai fertile; negli anni le mie bici brandizzate “Renova” sono diventate sempre più esclusive e rare, per questo ho dirottato la mia vena realizzativa verso altro.” Nasce così l’idea di giocarsi le carte nel mondo dell’abbigliamento per Biciclette e dettare il passo con look sempre più accattivanti: “ed è qui che ho conquistato i miei clienti più fedeli, che me ne hanno portati altri!” Il modo migliore per non passare inosservati è vestirsi bene, curando il dettaglio, l’accessorio e non solo pensando ad andare forte, sempre più veloce.

Il Reno Club prende forma in maniera autonoma: trainati da alcuni membri, sotto l’ala dei più fedeli clienti, che senza obiettivi personali, hanno pubblicizzato e spinto sempre più persone a partecipare a questa congrega. Il Club vanta 50/60 membri che a seconda degli impegni singoli – come abbiamo detto prima, sono le più disparate, le iniziative che molti di questi, preparano e portano a termine – partecipano a questo fenomeno. Gli “affiliati” sono in aumento, attratti e stimolati dalla voglia di pedalare insieme senza troppi eccessi, con la motivazione più grande: stare bene.

Il Club è nato quasi per caso, saranno oramai 2 anni, forse, una chat di whatsapp, amicizie fatte in negozio, per strada, gruppetti di amici randagi che si sono poi uniti, siamo cresciuti e continuiamo a farlo.”

Ad aiutarmi a capire meglio il contesto, ed accompagnarmi dentro il Gruppo mi appoggio a Gilberto Benassi che ricopre il Ruolo di Capofila: “Adoro il concetto di fare gruppo, stare insieme, ritrovarsi e fare tutto il percorso unitamente. Ci sono ciclisti di tutti i generi, da quello che esce il sabato a quello che alla Nove Colli ha fatto sei ore e 20. C’è di tutto nel gruppo, ma non esiste ad ora ancora qualcuno che faccia valere la sua superiorità in fatto di vanteria. Importante poi è la quota ‘rosa’ che ci caratterizza, le ragazze sono in buona percentuale, anche questo rende la cosa più affascinante”. Quindi Gibi (il suo soprannome) ci spiega come si sviluppa l’attività insieme: “Ci diamo appuntamento o davanti al Negozio oppure in un altro paio di posti ben identificati, di raduniamo e poi si parte. Inverno, estate, autunno, primavera, poco importa, ci si adatta, conseguentemente disegniamo percorsi per ogni stagione.”

Sono delle scampagnate in parole povere?
No! Affatto… quello che non troverai mai è la frenesia, ma la fatica che si può identificare con salite o km, la troverai. Il gruppo ha ogni sorta di atleta, se vuoi toglierti la pelle qualcuno che si presta per levartela c’è (ride…). Se vieni a Bar Edicola od al Baracchino al sabato, troveresti alcuni di noi a fare ritmo! (andrebbe fatto un inciso su ciò che significa questo RIMANDO nel vocabolario forlivese che si riferisce al ciclismo).”

Ho compreso che siete un Gruppo ben assortito, numeroso, ma volete crescere per diventare cosa?
Saremo sempre un gruppo variegato, ci vestiamo senza una linea guida, ma abbiamo sposato l’abbigliamento Renova che ci identifica, rendendoci una formazione unica. Per “senza” linea guida intendo che non abbiamo tutti la stessa divisa, lo stesso colore di maglia, ma ci basta sapere che c’è il “Re” sulla manica… (il Re è il simbolo stilizzato del Marchio). Ora che abbiamo un numero adeguato e che diventeremo ancora di più, faremo i passi decisivi per strutturare la cosa e formare l’Associazione sportiva che, anche se non posso svelare in che formula ed i dettagli, avrà un virtuosismo che ci renderà unici in Italia. Per il 2019 poi avremo l’imperativo di farci disegnare una Divisa speciale.

Mi racconti qualcosa che non sia il Giro del Sabato o la passeggiata Domenicale:
Gite ne abbiamo fatte, dal Cimone, alle Alpi, alle Dolomiti, qualcuno è andato in Abruzzo e l’Isola d’Elba ci accoglie ogni stagione. Abbiamo idee divertenti da mettere in campo, dobbiamo attendere solo di essere ben organizzati!

Me ne anticipi qualcuna?
Vorremmo creare una sorta di “Brevetto” ottenibile raggiungendo vari livelli di dislivello superato, organizzare una competizione con Grazielle sulla salita di Bertinoro e portare qualcuno alle Granfondo o creare una Renocoppia per disputare la Transalp.

Capiamo che molto bolle in pentola, per uscire dalla monotonia e senza nulla togliere al mondo amatoriale, si tenta di incentrare tutto sulla passione e l’aggregazione: “In primavera-estate poi, favoriti dal clima, riprende vigore l’attività, il gruppo torna ad essere numeroso, mentre in inverno qualcuno tira i remi in barca e questa smania di riprendere porta ad organizzare per una sera a settimana che a volte diventano anche due sere, delle uscite notturne in Mountain Bike, alternando strada e fuori strada a dimostrare che il senso ludico non manca mai!

Per seguire i ragazzi ci sono i Social molto attivi, contattarli per poter aderire al progetto basta usare questi canali e troverete una disponibilità totale, per entrare nella loro famiglia non serve molto, se non avere voglia di pedalare e divertirsi.