De Laurentiis: “Oggi siamo tutta un’altra squadra rispetto all’andata. A Forlì toglierei Gaspardo e Tavernelli”

Sabato sera la Pallacanestro Forlì 2.015 sarà di scena alla Vitrifrigo Arena di Pesaro per il recupero della 29^ giornata e si vedrà opposta all’ostacolo Carpegna Prosciutto Basket Pesaro reduce da tre sconfitte consecutive, ma che rispetto alla gara d’andata, mai in discussione e dominata dai forlivesi, è tutta un’altra squadra dopo il cambio della guida tecnica. Noi di Piazzale della Vittoria abbiamo raggiunto telefonicamente il pivot pesarese ed ex dell’incontro, Quirino De Laurentiis (credits foto Carpegna Prosciutto Basket Pesaro), per entrare in clima partita attraverso le sue parole.

Buongiorno De Laurentiis, ai nastri di partenza del campionato Pesaro era indicata dagli addetti ai lavori come una seria candidata alla promozione. Per arrivarci, però, dovrete necessariamente passare dai playoff. Alla luce del vostro cammino sin qui, siete in linea con quanto vi eravate prefissati a inizio stagione o pensavate di essere più in alto in classifica?

“Buongiorno. Mah.. è una domanda che potrebbe avere più risposte nel senso che all’inizio tutti, giocatori, staff e società, si aspettavano una partenza diversa con obiettivi diversi e così via, pertanto se dobbiamo pensare ad agosto la risposta è che ci saremmo aspettati un campionato di vertice sin dall’inizio, mentre dopo i primi due/tre mesi gli obiettivi si sono un attimo ridimensionati perché non dimentichiamoci che ad un certo punto eravamo veramente in fondo alla classifica. Una volta sistemate un po’ di cose, siamo ripartiti da zero ed ora stiamo facendo un percorso di crescita. Abbiamo fatto molto bene nei mesi di dicembre, gennaio e febbraio ed ora stiamo avendo un calo che penso possa essere anche fisiologico, ma se penso a novembre era difficile ipotizzare che avremmo fatto una risalita che ci avrebbe portato fin quasi al quarto posto prima di queste ultime tre sconfitte. E’ vero che Pesaro è scesa di categoria l’anno scorso e quindi era tra le favorite per la risalita, però è anche vero che quest’anno la Serie A2 è un campionato molto, molto difficile dove si gioca tanto e sbagliare è un attimo ed è quello che purtroppo è successo a noi all’inizio. Ad oggi l’obiettivo rimane quello della promozione passando ovviamente dai playoff ed avendo capito un po’ tutti le difficoltà che nasconde questo campionato”.

Rispetto alla gara d’andata voi siete decisamente un’altra squadra. Come è cambiata Pesaro, ma soprattutto cosa è cambiato sotto la guida tecnica di Spiro Leka?

“Sicuramente nella gara d’andata non eravamo noi. Mi ricordo che Sacripanti se n’era appena andato ed era una delle prime partite in cui c’era Baioni in panchina. Oggi siamo una squadra totalmente diversa, con un sistema di gioco completamente diverso e abbiamo concretezza e fiducia nei nostri mezzi che prima non avevamo. In questo il coach ci ha dato una grande mano soprattutto all’inizio facendoci ritrovare e risvegliando i singoli individui per poi fare squadra. Da questo punto di vista è stato veramente super dandoci anche le motivazioni giuste per rialzarci. Quando arrivò ci disse che, nonostante la squadra non l’avesse pensata lui, potenzialmente eravamo fortissimi se solo fossimo stati bravi a resettare tutto e ricominciare da capo. Ed è esattamente quello che abbiamo fatto”.

Quella di sabato sera è una sfida particolare perché siete reduci da tre sconfitte consecutive che hanno un po’ frenato le ambizioni di risalita e incontrerete una Forlì che ha le stesse ambizioni d’alta classifica, ma che quest’anno non ha avuto la regolarità delle ultime due stagioni. Che partita si aspetta?

“Mi aspetto una partita come l’ultima giocata in casa contro Rieti. Una partita difficile tra due squadre molto forti e come spesso capita quando si affrontano questo tipo di squadre, una sfida che si decide nei minuti finali. Siamo due squadre che puntano alla parte alta della classifica con Forlì che è reduce dagli ultimi anni di alta, alta classifica e noi che veniamo dagli ultimi mesi molto buoni, ma che siamo incappati in questo piccolo blackout nelle ultime settimane dal quale vogliamo assolutamente riprenderci. Sarà una sfida tosta tra due squadre molto fisiche e che cercheranno di prendersi entrambe due punti importantissimi in ottica playoff”.

Spulciando un po’ i numeri della sua stagione vediamo che sta viaggiando a 8.4 punti e 4.6 rimbalzi di media a partita, tirando col 50% da tre e il 69% da due. Come giudica il suo campionato fino a questo momento?

“Non sono mai stato un giocatore che guarda alle statistiche e ai numeri e questo possono confermarlo anche a Forlì. La mia ottica è quella di aiutare la squadra a raggiungere gli obiettivi mettendomi al servizio dei compagni, poi che le mie statistiche raccontino di tot punti e tot rimbalzi o tot assist, mi passa totalmente inosservato, sono contento se servono solo ai fini degli obiettivi di squadra”.

Nel recente passato, anche l’estate scorsa, a Forlì si era vociferato di un suo possibile ritorno in biancorosso. C’è mai stata realmente questa possibilità?

“Guardi devo essere sincero se n’è parlato un po’ all’inizio, a livello esplorativo, qualche sondaggio, ma di realmente concreto non c’è mai stato nulla. Solo l’anno in cui firmai per Scafati, era la stagione 2021/2022, ci fu una trattativa che andò un po’ avanti, ma alla fine decisi di andare in Campania. Ogni anno però capita di sentirsi perché conosco bene Renato (Pasquali n.d.r.) ho fatto due anni belli a Forlì e nutro bei ricordi e quindi è sempre piacevole parlare ed avere rapporti con le persone nei posti in cui sei stato bene. Ma di realmente concreto non c’è stato nulla”.

Prima di salutarla ci dica che cosa teme di più di Forlì, chi estrometterebbe dalla partita e dove si vince la sfida sabato sera?

“Questa è una bella domanda. Penso che Forlì abbia un bel mix tra esperienza e talento che possono e hanno già saputo far male alle avversarie quest’anno. Hanno giocatori, anche solo pensando agli americani, davvero fortissimi, perché parliamo di un tiratore incredibile come Perkovic e di un giocatore all-around come Harper, che è il classico giocatore che ha dimostrato nella sua carriera di poter essere un realizzatore, ma soprattutto un giocatore di squadra, quando serve fare una difesa decisiva come fatto a Cantù, dove numeri alla mano diresti che non ha fatto nulla, però poi vai a vedere la partita e vedi tre/quattro azioni difensive che hanno fatto la differenza, o anche domenica scorsa con Cremona. Azioni che hanno permesso a Forlì di vincere le partite. Unitamente a questo Forlì ha giocatori di grande esperienza come Tavernelli, Magro, Gaspardo, Pascolo, Cinciarini o lo stesso Del Chiaro che un campionato lo ha già vinto o ancora Pollone che ormai è lì da qualche anno. In più possono contare sulla freschezza di Parravicini, dello stesso Pollone che con Gaspardo portano dinamismo e atletismo. L’Unieuro è una squadra che può vantare un mix che può fare male a tutte le squadre e questo un po’ mi preoccupa. Noi dovremo esser bravi e compatti e leggere le varie situazioni tattiche e i vari quintetti che metterà in campo Martino che ha molteplici soluzioni, dai quintetti grossi a quelli più piccoli, con Gaspardo da cinque e Pollone da quattro. La chiave secondo me sta proprio qui, chi delle due squadre sarà in grado di adeguarsi meglio alle situazioni tattiche dell’avversario e lottare fino alla fine potrà aggiudicarsi la partita. Per rispondere a quale giocatore toglierei a Forlì, se parliamo di talento puro credo che un giocatore come Gaspardo sarebbe quello che toglierei volentieri, ma in questo preciso momento della stagione a Forlì toglierei Tavernelli, che conosco molto bene, e che da un paio di mesi ha preso per mano la squadra, ha incrementato il proprio minutaggio e si sta dimostrando il cervello dei biancorossi”.

Si ringraziano la Victoria Libertas Pesaro e l’atleta Quirino De Laurentiis per la disponibilità concessa nella realizzazione della presente intervista.