Elia Petrelli: “La Juve mi ha cresciuto. A Forlì ho ritrovato fiducia”

Dalla Juventus Next Gen ai gol che hanno acceso il “Morgagni” nella cavalcata verso la Serie C, Elia Petrelli sta vivendo una nuova fase della sua carriera con la maglia del Forlì, diventando poco alla volta il terminale offensivo di riferimento della squadra di Miramari. Dopo gli anni di formazione in bianconero e le esperienze tra Serie B e C, l’attaccante cesenate classe 2001 è tornato vicino a casa per ritrovare continuità, fiducia e soprattutto quella leggerezza che spesso fa la differenza in area di rigore. Con entusiasmo e maturità rinnovata, Petrelli è oggi uno dei simboli di una squadra che punta a fare sempre meglio ogni settimana e non vuole smettere di sorprendere. E nella prossima partita di campionato affronterà quel passato che l’ha fatto avvicinare al mondo dei grandi.

Dalla Juventus al Forlì, cosa le ha insegnato l’esperienza in bianconero e come valuta quel periodo della sua carriera?

“La Juventus mi ha cresciuto, basti pensare che sono arrivato lì a 15 anni e sono andato via che ne avevo 20. Sono arrivato bambino, cresciuto come ragazzo e diventato uomo. C’è poco da dire, mi sono trovato benissimo: è una società incredibile e un percorso che porterò sempre con me. La Juve è la Juve, lì senti davvero la responsabilità di quello che rappresenti. È stata una scuola di calcio e di vita”.

Alla Juventus segnava tanti gol, poi in altri club ha trovato più difficoltà. Ha risentito di questo cambiamento?

“C’è da dire che il calcio dentro e fuori dalla Juve è una cosa diversa, lo senti proprio. In bianconero sei protetto da tutto, vivi in un ambiente organizzato e perfetto sotto ogni punto di vista, l’unica cosa a cui devi pensare è allenarti bene e fare il massimo durante le partite. Fuori invece è un ambiente diverso, è giusto fare le proprie esperienze, sbagliare, capire, crescere. Io stesso avevo bisogno di questo passaggio per maturare davvero, tutto quello che ho passato mi ha portato ad essere il giocatore che sono ora e ne sono contento”.

Il Forlì ha visto alcune partite giocate molto bene, così come altre più in difficoltà. Come vive momenti come questo da attaccante di riferimento. Cosa pensa possa servire al gruppo per trasformare queste situazioni in tre punti?

“Ogni partita ha la propria storia, è difficile riviverla due volte. Ogni giornata ci sono difficoltà ed episodi che possono renderla più o meno complicata. In più, a volte serve anche inevitabilmente un pizzico di fortuna. A prescindere da chi ti trovi davanti sono tutte partite complicate in questo campionato, lo dicono i risultati e la classifica. Con il Pineto, ad esempio, meritavamo sicuramente di più ma purtroppo non è andata così. Però, l’importante quando non vinci è non perdere. Siamo andati sotto per un errore nostro, ma siamo stati bravi a reagire: abbiamo avuto la mentalità giusta”.

Ha avuto modo di confrontarsi con grandi campioni nella sua carriera. Qual è il consiglio che le è rimasto più impresso?

“Il più importante è quello di credere in me stesso. Avere fiducia nei propri mezzi è la base di tutto. Ognuno ha la propria storia e i propri tempi, puoi fare bene o meno bene, e ci possono sempre essere momenti di difficoltà come ne sono capitati anche a me. Ma se lavori e ci credi, prima o poi il risultato arriva, anche con un po’ di fortuna”. 

Domenica non sarà una partita come le altre, come si sente ad affrontare il suo passato?

“Sì, sarà un momento particolare affrontare la Juve Next Gen, conosco bene il collaboratore tecnico Edoardo Sacchini perché è stato un mio allenatore nelle giovanili bianconere. Come ho detto, torno in un ambiente in cui sono cresciuto e a cui sono molto legato, con lui e i compagni a volte ci sentiamo ancora, ma quando inizierà la partita, metterò da parte l’emozione, penserò solo al Forlì e a portare a casa il risultato”. 

Il Forlì sta sorprendendo molti. Come vive lo spogliatoio questo momento positivo e come lei vuole contribuire per continuare con questo rendimento?

“Siamo contenti di quello che stiamo facendo e viviamo alla giornata, pensando partita dopo partita. Sappiamo che la voce che siamo una sorpresa ha iniziato a girare, ma noi vogliamo restare concentrati: affrontiamo ogni gara, che sia contro una grande o una piccola, con lo stesso spirito. Per noi la cosa che conta di più è che ci divertiamo e siamo tranquilli, motivo per il quale siamo un bel gruppo. Non è una vittoria che ci porta sulle stelle, né una sconfitta che ci abbatte, continuiamo a lavorare con il nostro mister, che per noi è un punto di riferimento. Personalmente ora sto bene, sto ritrovando continuità e di conseguenza gol, spero di continuare con questo trend. Ma più che per soddisfazione personale, lo faccio per aiutare e ringraziare i compagni, la squadra e la società che mi ha rilanciato e mi è stata vicina da quando sono arrivato qui”.