Elia Petrelli: “La vittoria di un grande gruppo!”

Elia Petrelli: “Futuro? Mi godo il presente! Restare? Perché no? È un’opzione e potrei dare la precedenza al Forlì, ne parleremo”, prosegue Petrelli: “Dovevo dimostrare a me stesso quanto valessi! Fondamentale essere tornato a casa” e ancora  “Stagione bella, importante e divertente: non avevo mai vinto prima!”

A promozione ottenuta parla uno dei maggiori artefici dell’impresa biancorossa, colui in cui, fin dal suo arrivo, erano riposte la maggior parte delle speranze per il salto di qualità dei Galletti, ovvero: Elia Petrelli!
Il centravanti di Savignano, scuola Cesena e Juventus, è stato infatti prima il colpo a sorpresa dell’estate e poi il trascinatore a suon di gol (13!), spesso decisivi, oltre a svariati assist, dell’armata forlivese, risolvendo con vere e proprie prodezze più d’una partita.
Il Jolly che ha fatto andare al loro posto tutte le carte in mano a mister Miramari e fatto saltare il banco di un campionato che aveva già un vincitore designato (il Ravenna, ndr).
Lui si schernisce: “Il merito è del gruppo e di chi lo ha diretto (Mr. Miramari, ndr), devo ringraziare tutti i miei compagni, che mi hanno prima sopportato e sostenuto, nei momenti in cui non ero al meglio, e poi supportato, il Mister, i Direttori: Chicco e Mariani (testuali parole) ed il Presidente, per l’opportunità che mi hanno dato, e la mia compagna, che mi è sempre stata vicina vivendo le mie gioie come fossero state sue, oltre che la mia famiglia, che mi ha sostenuto. Fondamentale essere tornato a casa!”
Un campione umile, che è sceso di categoria per ritrovarsi dopo anni bui: “Quest’anno per me era iniziato come un’ultima spiaggia, dovevo dimostrare a me stesso, più che agli altri, quanto valessi, dopo anni in cui facevo fatica a crederci e non ero riuscito ad esprimermi.”
Quanto ha contato, in questa stagione, l’ambiente Forlì e quello che ti ha dato, specialmente i compagni?
“Ha contato in maniera clamorosa! Dopo un inizio balbettante, in cui non avevo avuto l’atteggiamento giusto e facevo i capricci, facevo fatica a mettermi in condizione, non giocavo e non ero in forma, sono cresciuto, anche grazie a qualche strigliata, ma soprattutto a tante belle parole. I miei compagni mi hanno capito, sopportato e sostenuto. Se devo ricordare qualcuno dico Gaiola, Rossi, Farinelli, per non parlare di Macrí.”
I suoi gol, mai banali, hanno entusiasmato il pubblico forlivese, quale il più bello, il più importante, per lui e la squadra?
“Il gol più bello? Contro il Cittadella e la Pistoiese, all’andata su punizione. Quello più importante? Per me quello contro il Sasso Marconi, che mi ha sbloccato, lì c’è stata la svolta; mentre a livello di squadra, che è la cosa che più conta, per il momento in cui sono arrivati, in partite non facili, quelli con Tau, che ci ha dato consapevolezza, e quello col Cittadella, per la partita che era, molto complicata.”
Un giocatore, un solista, che alla fine ha fatto gruppo e la differenza. Qual è stato il momento in cui avete capito di potercela fare ed il segreto della vostra vittoria?
“Il segreto della vittoria? Il gruppo! Dopo la sconfitta, per colpa nostra, contro lo Zenith ci siamo compattati. Era un momento in cui facevamo fatica in attacco a segnare e le quattro vittorie per 1-0 sono state decisive. Non prendere gol per tanto tempo ci ha reso più forti e convinti di potercela fare.”
Vi aspettavate di vincere il campionato?
“Si, perché avevamo visto il tipo di mentalità che stavamo acquisendo, quindi per noi non è stata una sorpresa. Dobbiamo ringraziare il mister per questo, perché oltre ai concetti di gioco che ci ha dato, ha avuto fiducia in noi, dandoci la giusta libertà e noi dovevamo ripagarlo.”
Aveva già vinto in passato?
“No! È stata la prima volta, non avevo mai vinto prima!”
Che emozioni prova ed ha provato?
“Forti e belle. Sono contento in primis per me, ma anche per tutte le persone che mi sono sempre state vicino aiutandomi: so di aver dato loro una grande gioia!”
Adesso ancora due partite di campionato e poi la ‘Poule Scudetto’: come le affronterete?
“Per vincerle! Quando si scende in campo non si pensa ad altro. Inoltre è probabile che il mister darà più spazio a chi ha giocato meno. È responsabilità di chi ha giocato sempre aiutare i compagni a mettersi in mostra: lo meritano! Se siamo riusciti a raggiungere l’obiettivo e vincere è anche e soprattutto per merito loro, che si sono sempre impegnati in allenamento.”
La squadra, che lui esalta continuamente, che futuro potrebbe avere in Serie C? Che differenza c’è fra le due categorie?
“La differenza c’è, ma in squadra ci sono molti giocatori già pronti per la C, o che l’hanno già fatta. Credo che dopo il giusto periodo di assestamento possa fare bene anche in Serie C.”
E Petrelli? Che farà? Pensa già al futuro? Resterà al Forlì?
“Futuro? Mi godo il presente! Restare? Perché no? È un’opzione e potrei dare la precedenza al Forlì, ne parleremo. Quest’anno ho vissuto una stagione bella, importante e divertente, se rimarranno questi presupposti e sarà possibile continuare su questa falsariga, mi piacerebbe rimanere!”