“Forlì 2020 – Atleti in Missione”: rotta su Tokyo per Loris Cappanna

Quella che vi proponiamo non è una rubrica, o almeno non lo è ancora. E’ una galleria di atleti forlivesi per i quali il 2020 ha e avrà un significato speciale. Atleti che il grande pubblico conosce ed altri che sudano e faticano dietro le quinte e poco sotto i riflettori mediatici. Atleti, in alcuni casi,  che hanno conosciuto grande popolarità per il loro essere speciali ancor prima come uomini o donne che come sportivi. Poi, se ci si aggiunge il fatto che nella loro disciplina sono anche campioni a tutti gli effetti, allora bisogna semplicemente fare una cosa: spingerli con tutto il nostro entusiasmo affinché il 2020 sia quello che sognano diventi.

Il riferimento di cui sopra va al primo personaggio di cui vogliamo parlarvi: Loris Cappanna. Lo abbiamo “scelto” non tanto per scrivere su di lui un articolo degno del Premio Pulitzer, quanto perché ci sembrava giusto iniziare il nuovo anno e questa carrellata di “forlivesi in missione”, con lui che del 2019 è stato indiscusso protagonista e che, da oggi, ha davanti un obiettivo concreto da programmare: conquistare le Olimpiadi di Tokyo e, possibilmente anche vincervi una medaglia. Più precisamente la 16ª edizione dei Giochi Paralimpici estivi che si svolgeranno nel Paese del Sol Levante dal 25 agosto al 6 settembre.

Chi è Loris? Molti di voi lo sanno, ma per sommi capi basta dire che nasce il 15 dicembre 1972 a Frauenfeld (Svizzera – Cantone tedesco) da genitori italiani. Vive oltralpe per 11 anni, poi con la famiglia si trasferisce a Pesaro e dopo il servizio militare in Marina, frequenta la scuola per “sottoufficiali raggiungendo la qualifica di “meccanico navale elicotterista”. Dopo il congedo, la sua vita prosegue normalmente tra lavoro, sport e famiglia fino a quando non gli viene diagnosticata una malattia congenita agli occhi: il cheratocono bilaterale.

Dopo essersi sottoposto a trapianto di cornea in entrambi gli occhi, un incidente domestico nell’ottobre 2005 crea problemi ben maggiori rispetto alla patologia di base. Seguono terapie, interventi e ricoveri e nel frattempo Loris si trasferisce a Forlimpopoli, ma nel 2009 capisce che non potrà più recuperare la vista. Per lui arriva un lungo periodo cupo, di autentica depressione come lui stesso l’ha definita, ma nel 2013 la vita torna a pulsare forte e Cappanna se ne riappropria e svolta.

Anche grazie allo sport. Alla corsa in particolare. Con il Gruippo Podisti Avis di Forlì ritrova stimoli e sorriso. Poi il forlimpopolese Daniele Zattini decide di dedicare parte delle sue giornate ed aiutarlo a fare qualche chilometro di corsa, con l’ausilio di un cordino che diventerà poi con il passare del tempo «un vero e proprio simbolo di amicizia, fiducia, rispetto, affiatamento ma soprattutto coraggio» come scrive Loris stesso sul suo sito web.

Da quel momento lo sport diventerà il riscatto umano di una persona che non si è voluta arrendere. Anzi uno che non ha paura del buio come recita il suo motto e che vuole correre, divertirsi, vincere e vivere.

Ecco, tanti successi nella Maratona e poi dal 2018 anche nel Triathlon grazie al sostegno e all’amicizia degli atleti-guida di Asd Disabili Faenza e Cesena Triathlon che si allenano e gareggiano con lui. Compagni fidati di strada, ma anche sostegni nella vita.

Già nel 2016 poteva ambire alle Olimpiadi di Rio nella categoria T11, ma la delusione per la mancata convocazione viene superata in breve tempo. Anzi, rappresenta uno stimolo per risultati ancora più prestigiosi che, puntualmente, arrivano.

A marzo ed aprile 2017 arrivano, prima ad Oristano e poi a Roma, i titoli italiani di mezza maratona e di maratona paralimpica, i suoi tempi continuano ad abbassarsi sino a toccare ad aprile 2018 le 2 ore 55 minuti e 37 secondi sulla maratona.

L’anno appena concluso è stato sensazionale. Il 31 marzo si laurea campione italiano di Paraduathlon per non vedenti totali a Montelupo Fiorentino. Titolo cui abbina il 28 aprile quello di Campione del Mondo di Duathlon Sprint a Pontevedra.

E il 2020? Tokyo. Fortissimamente Tokyo.

Per questo vogliamo lasciarvi con ciò che Loris Cappanna stesso ha scritto di sè sul proprio profilo Facebook il 31 dicembre. Perché un anno meraviglioso è alle spalle, uno tutto da vivere è davanti.

«Un anno che passa, un anno indimenticabile, immense soddisfazioni sportive frutto di impegno e costanza. Con atleta guida Davide Rossetti a marzo presso Montelupo Fiorentino, difendendo i colori di appartenenza di Cesena Triathlon, vittoria e titolo Italiano di Paraduathlon sprint categoria PTVI. Ad aprile a Pontevedra (Spagna) e sempre con atleta guida Davide, difendendo con estremo onore i colori della nazionale italiana, vittoria e titolo mondiale di paraduathlon sprint categoria PTVI. Un ringraziamento particolare a tutto il Cesena triathlon per il supporto e condivisione, sintomo di grande squadra e spessore umano. Un ringraziamento speciale e dal cuore alla Nazionale italiana e tutta la federazione per avermi concesso questa grande opportunità di indossare quei colori unici ed emozionanti. Sono fiero ed orgoglioso di essere italiano! Un grazie speciale a tutte le guide, amici e simpatizzanti del team “Non ho paura del buio“ perché certi obiettivi si costruiscono solo con il cuore. Un grazie a tutti gli sponsor perché senza il vostro contributo e sensibilità difficilmente si costruisce un capolavoro. Un sentito grazie per i dottor Pietro Maria Picotti e tutto lo staff, che nella seconda parte di stagione è stato un ottimo atleta guida, tirandomi fuori da un brutto infortunio e rimettendo su strada un vecchio usato e speriamo garantito come il sottoscritto. Grazie di vero cuore a tutti e ora sotto con il 2020…».