Miramari: “Sarà una partita complicata!”

Il Forlì gioca d’anticipo e per la 7ª giornata di campionato scenderà in campo già sabato pomeriggio (h.15,00) al Centro Sportivo “Allegretti” (erba naturale) a San Damaso, casa del Cittadella Vis Modena.
La formazione modenese, matricola ed alla prima esperienza in Serie D, viaggia a metà classifica a quota 9 (3 vinte e 3 perse), forte dei suoi due attaccanti: Formato e Guidone (però squalificato per 3 turni!), due autentici califfi della categoria, oltre a Bertini, oggetto dei desideri estivi anche del Forlì.
La squadra di Mr. Salmi è comunque da prendere con le molle e sarà l’ennesimo duro ed attendibile banco di prova per i Galletti, arrivando al match reduce da due impreviste sconfitte consecutive che “sarà desiderosa di rivalsa, con grandi motivazioni per cercare di muovere la classifica!”.
Parole di Mr. Miramari, che nel presentare la partita non nasconde le insidie che il Forlì potrà trovare, anche se “conosciamo abbastanza bene sia l’allenatore che molti loro giocatori; sappiamo bene cosa ci aspetta. D’altro canto a noi cambia poco, andando in campo sempre con lo stesso spartito, a meno che non ci rubino il piano gara!”
Il tecnico forlivese poi prosegue così: “È ancora troppo presto, si fa fatica a dare giudizi, d’altronde nessuno si aspettava il Tau a punteggio pieno e che qualche corazzata fosse ancora indietro. Il Cittadella Vis Modena è comunque una buona squadra, così come lo era domenica scorsa anche il Fiorenzuola, che a me era piaciuto molto e che ci ha concesso pochissimo, meno anche del Tau, che pure ci ha fatto due gol! I modenesi viaggiano con 9 punti, o vincono o perdono, anche se questo statisticamente dopo 6 partite lascia il tempo che trova. Mi aspetto che giocheranno molto sulle seconde palle, forti di due grandi attaccanti come Formato e Guidone, che però è squalificato e che gli dava peso e centimetri. Ad inizio stagione i giudizi si possono dare prevalentemente sul budget e questo dice che il Cittadella Vis Modena è sicuramente una buona squadra! Ci aspettiamo una partita complicata, dove loro ci aspetteranno. Non credo che giocheranno a viso aperto.”

Per la gara di sabato Miramari non potrà disporre degli ormai lungo degenti Lupattelli “ancora alle prese con una fastidiosa tendinopatia” e Barbatosta, per il quale i tempi di recupero sembrano allungarsi: “l’ematoma non si è ancora riassorbito e sarà necessario cambiare terapia. Sembrava sulla via del rientro, invece la strada si è allungata!”
Il resto del gruppo sarà invece disponibile e allenatore biancorosso non fa mistero di aver pensato al turnover: “La rosa è ampia e qualitativamente dà garanzie. Il ricambio è fisiologico e l’avrei potuto attuare anche senza turno infrasettimanale. Ultimamente abbiamo trovato un buon equilibrio, anche se nell’arco di una stagione gli equilibri sono mutevoli. È per questo che ogni settimana io e lo staff facciamo valutazioni, cercando di operare sempre la scelta migliore.”

Infine una chiosa sull’utilizzo di Drudi da centrocampista e sulle condizioni di Petrelli ed Okitokandjo.
“La scelta di Drudi centrocampista è stata peculiare di quel momento. La squadra tendeva ad abbassarsi e pur non soffrendo particolarmente potevamo avere problemi sulle palle inattive. Inserendo Drudi, che in carriera ho ricoperto anche il ruolo di mezzala e trequartista e che quindi ha i piedi per poter giocare anche a centrocampo, abbiamo aumentato i centimetri e soprattutto avevamo un uomo a fare da schermo davanti alla difesa, ma è stata una scelta di quel momento e non definitiva. Riguardo a Petrelli ed Okitokandjo, noi amiamo avere punte centrali strutturate, tipo Trombetta, che non solo possano agevolarci nella manovra, ma darci anche centimetri soprattutto nelle palle da fermo, avendo molti brevilinei. Questo giustifica la scelta di Elia e Stevy, che essendo però rimasti fermi a lungo, per motivi diversi, ancora non hanno raggiunto una condizione accettabile. In questo percorso, diverso per entrambi, è sicuramente più avanti Petrelli, che già abbiamo schierato in diverse circostanze. Stevy invece è ancora più indietro.”