Forlì saluta senza rimpianti. Ma la vera A2 si decide adesso

La stagione dell’Unieuro Forlì è ormai arrivata ai titoli di coda. La salvezza matematica conquistata con un turno d’anticipo ha tolto pressione e significato alle ultime uscite, e la sconfitta contro Pesaro ha semplicemente reso ufficiale ciò che era già nell’aria: il sogno play-in, fragile e distante, è definitivamente sfumato. Anche una vittoria, infatti, non sarebbe bastata, vista quella di Torino.

Il punto, però, non è tanto come finisce, quanto come si è arrivati fin qui. Forlì chiude senza veri rimpianti, ma anche senza aver mai dato l’impressione di poter ambire a qualcosa in più. È stata una stagione complicata, fatta di alti e bassi, di tentativi di rilancio subito frenati e di una continuità mai davvero trovata. La salvezza resta un risultato importante, ma non cancella la sensazione di un’annata incompleta, che difficilmente ha preso una direzione chiara.

Ora resta un’ultima partita, poco più di una formalità. Poi sarà tempo di guardare avanti e capire da dove ripartire.

Se per Forlì il campionato è di fatto chiuso, in vetta si vive tutt’altra atmosfera. La lotta per la promozione diretta è più aperta che mai: Pesaro e Scafati arrivano all’ultima giornata appaiate a quota 50, pronte a giocarsi tutto negli ultimi 40 minuti. Scafati si presenta con il vento in poppa, forte di otto vittorie consecutive e di una squadra che sembra aver trovato equilibrio e certezze proprio nel momento decisivo. Il vantaggio dello scontro diretto le consegna anche il destino nelle proprie mani: vincere a Rimini significherebbe promozione, senza dover guardare altrove.

Diversa la situazione di Pesaro, costretta a fare il proprio dovere e sperare in un passo falso degli avversari. Una posizione scomoda, resa ancora più amara da una stagione in cui alcuni episodi – come la cancellazione dei risultati contro Bergamo – hanno inciso più del previsto.

Alle loro spalle resta la Fortitudo Bologna, formalmente ancora vicina ma di fatto fuori dalla corsa alla promozione diretta. Il distacco di due punti non deve ingannare: i giochi, per il primo posto, non la riguardano più. Resta però una squadra da tenere d’occhio, forse la più attrezzata per dire la sua nei playoff.

Anche nella parte centrale della classifica la tensione resta alta. Cividale lancia un segnale forte superando Rimini con autorità e confermandosi una realtà solida, mentre i romagnoli continuano ad alternare buone prestazioni a passaggi a vuoto nei momenti decisivi. Mestre, invece, deve abbandonare le ambizioni play-in dopo la sconfitta contro Livorno, trascinata ancora una volta dalla coppia Woodson-Tiby, sempre più determinante. Milano, al contrario, sfrutta il momento e conquista matematicamente un posto nei play-in, mentre Rieti, pur cadendo, riesce comunque a rimanere agganciata alla zona playoff grazie ai risultati favorevoli dagli altri campi.

È una A2 che, ancora una volta, si conferma imprevedibile e tirata fino all’ultimo. Promozione diretta, griglia playoff, ultimi incastri: tutto si deciderà negli ultimi 40 minuti.

Forlì, questa volta, resterà a guardare. Le altre, invece, sono ancora dentro fino in fondo. E in una partita può davvero cambiare tutto.