I tre moschettieri… l’HANNO VISTA COSÌ! Capitan Cinciarini taglia la retina: la Coppa Italia è di Forlì!

Grande Forlì! Dopo un’incredibile sfida la Fortitudo è sconfitta 51-61 e finalmente i biancorossi sollevano la tanto attesa coppa. Il tutto è stato ancora più magico nell’atmosfera del PalaTiziano di Roma, sotto gli applausi scroscianti dei tifosi forlivesi, che hanno percorso oltre 300 km di strada per vedere i loro ragazzi trionfare.  L’MVP della finale è stato Federico Zampini, vero trascinatore dei biancorossi e autore di una prestazione clamorosa, oltre ai 10 punti e 8 rimbalzi catturati. Fondamentale è stato l’apporto di Capitan Cinciarini, che oltre ai tiri liberi guadagnati d’astuzia ha segnato 3 bombe fondamentali, una delle quali ha siglato il +9 chiudendo la partita. Il top scorer della finale è stato con 13 punti e un solo errore al tiro Todor Radonjic, premiato anche come giocatore Rivelazione con il trofeo dedicato a Matteo Bertolazzi, ex giocatore di basket scomparso nel 2013. Maestosa la difesa dei biancorossi, che hanno concesso solamente 51 punti agli avversari, a cui rimangono molti i rimpianti per la sfortuna che dopo l’assenza di Aradori ha costretto anche Freeman ad abbandonare il campo per infortunio, episodio che forse ha cambiato le sorti della gara, come da vero uomo ha affermato coach Martino in conferenza stampa. 

È Ogden a dare il via alla finale, segnando allo scadere del primo minuto su assist di Freeman. Per Forlì il primo a trovare la via del canestro è Xavier, seguito subito da un buon movimento sotto le plance fortitudino e da un gioco da 3 punti finalizzato di Allen, più fortunato rispetto alla semifinale dal punto di vista fisico. A metà primo parziale, il punteggio è inchiodato sul 7 pari, dimostrando quanto le due squadre riescano a difendere forte. Le Effe provano più volte a portarsi in vantaggio, ma una Forlì attenta (soprattutto grazie a Zampini e ad un’importantissima tripla di Radonjic) riesce a tenere botta e congela il primo atto 15-15. 

Ancora Freeman smuove le acque al ritorno in campo, seguito da un canestro di Conti da due punti a causa del piede sulla linea. Il risultato, così marchiato, si protende fino a 5 minuti dall’intervallo, per i molti errori al tiro e le difese di altissimo livello. A quel punto inizia il disastro biancorosso: un Freeman immarcabile, con Pascolo che non può nulla contro le prese di posizione del centro bolognese, e un Ogden attento anche a rimbalzo fanno volare Bologna addirittura a +11, massimo vantaggio nel primo tempo. Solo un canestro dalla media di esperienza di Allen suggella il secondo quarto 24-32. 

Forlì rientra dagli spogliatoi con un atteggiamento completamente diverso dai primi due periodi iniziando a rimontare punto su punto la squadra bolognese, sicuramente condizionata dall’infortunio durante il corso del quarto di Freeman per un colpo preso in viso. Il primo a macinare canestri per la rimonta è Zampini, che oltre alle sue grandi giocate offensive con cui porta Forlì a -6 aggiunge un arcigna difesa. Per agganciare definitivamente gli emiliani, i biancorossi si affidano a Radonjic, che con le sue triple riaccende la fiamma della speranza di tutto il popolo biancorosso. Il quarto si conclude 42-45 per i fortitudini.

E’ ancora una volta Todor a segnare quando conta e in apertura del quarto la sua tripla aggancia sul 45-45 i fortitudini, che si vedono addirittura superati qualche minuto dopo. La partita continua con la difesa di Forlì che si fa sempre più incisiva e, dopo il pareggio a quota 50 grazie ai 4 punti consecutivi di Fantinelli, l’Aquila non sembra più in grado di segnare, e per 4 lunghi minuti rimane a bocca asciutta. Solo l’1/2 ai liberi di Ogden ferma il digiuno, ma quando ormai grazie al canestro di Radonjic e alla tripla di Johnson i biancorossi sono sul +8. La Fortitudo ci crede ancora, ma a 45” dal termine la tripla dell’inesorabile Capitan Cinciarini spezza le gambe ai bolognesi, e un prezioso Radonjic sigla il 61-51, risultato che non cambia negli ultimi secondi di gara. E’ Forlì a sollevare la coppa, ed è ancora vivo il grido gioioso dei tifosi biancorossi.