Montaguti ‘scatta’ alla Vuelta de San Juan, all’esordio con l’Androni-Giocattoli

Ogni stagione deve pur avere un inizio, e mai come quest’anno per il nostro alfiere Matteo Montaguti l’inizio di stagione ha un significato particolare. Per il fatto di essere anche il battesimo con la nuova maglia ‘targata’ Androni-Giocattoli. E la stagione 2019 ha infatti preso il via proprio in queste ore dalle terre sudamericane, dal caldo, dal sole e da percorsi vari, frastagliati, che nelle ultime stagioni hanno saputo stimolare prestazioni di spessore, richiamando corridori di primo piano. Non a caso Nibali, Contador, Quintana, hanno siglato alcune delle loro prime vittorie annuali proprio in terra argentina, in quella che ormai è una classica del Calendario UCI.

La “Vuelta de San Juan” è dunque ancor più di alto lignaggio, con alti calibri a rendere la lista partenti di prestigio. Uno spessore assoluto che trasformerà queste prima battute del vasto calendario professionistico subito calde e degne di nota. Proprio per questo Matteo ha grande voglia e consapevolezza che partire bene, ben figurare in questa corsa, può essere un trampolino di lancio ideale per proseguire in una stagione esemplare.

Dopo 15 ore di volo e l’atterraggio a Buenos Aires, riceviamo il “vocale” con le sensazioni, le primissime impressioni, e dalla voce capiamo che non sono bastate le ore sull’aereo od il fuso orario a demotivare e stemperare la buona tensione che lo sta accompagnando in questi primi mesi della nuova avventura alla corte di Gianni Savio. “Si parte, siamo appena atterrati dopo il lungo volo, ma ho l’adrenalina giusta e ho una forte trepidazione per cominciare questa stagione!”.

C’è enfasi ed una buona dose di emozione nelle sue parole, si percepisce che finalmente ci sono le condizioni per correre una stagione più libera, più concentrata in sé stesso, sulle proprie ambizioni. Sto molto bene, l’avvicinamento è stato ottimale. Perlomeno mi sembra di aver fatto le cose giuste e la sensazione di stare meglio dello scorso anno a questo punto della stagione è molto forte in me. Potrei sbagliarmi, ma, usando una metafora, è come il buon vino che più invecchia e più migliora”.

Non si nasconde mai, Matteo Montaguti, la sua disponibilità a dire cosa pensa non passa di moda. La sua veridicità, naturalezza, restano ben salde nel suo modo di raccontarci le sue opinioni. Mi piace per questo, Matteo, perché, anche col rischio di apparire troppo sincero, a volte anche audace, è diretto, umano. Un vero Campione di modestia. “Veniamo in Argentina con una squadra ben equipaggiata. Abbiamo un obiettivo comune, quello di fare molto bene. Forse siamo addirittura la migliore compagine possibile. Mi auguro proprio che riusciremo a portare a casa dei risultati di spessore, perché iniziare bene può essere utile a proseguire meglio”.

L’Androni si presenta infatti alla partenza della Vuelta de San Juan con una formazione composta da Matteo, appunto, Belletti, Gavazzi, Frapporti, Cattaneo e Miguel Florez. Tutti corridori che hanno frecce da scoccare nella loro faretra, e che potranno esprimersi al meglio su percorsi nervosi ed anche in sprint più o meno numerosi. Sento che faremo bene, od almeno ci proveremo, perché siamo competitivi come formazione. Poi torneremo a casa e rifiniremo la preparazione, la gamba ed andremo decisi al Laigueglia, che per me resta una corsa ambita. Prima di proseguire poi col calendario in previsione della primavera, dove non vogliamo mancare nelle zone calde della classifiche!”. Ambizione ne abbiamo, convinzione pure, la condizione la scopriremo già nelle prossime ore.

La Vuelta argentina è infatti partita nella notte di domenica, con la prima tappa, da San Juan a Pocito, che ha visto trionfare il ‘cannibale’ Fernando Gaviria in volta proprio su un altro ‘nostro’ corridore forlivese, Matteo Malucelli, classificatosi al secondo posto [seguiremo i due ‘Mattei’ quotidianamente sulle nostre pagine: seguiteci!]. Montaguti ha invece concluso il primo appuntamento argentino soltanto in 55ª posizione nella pancia del plotone, con l’arrivo chiaramente a gruppo compatto. Le tappe in cui fare la differenza, del resto, sono altre.

7 tappe nelle lande argentine, dunque, che decreteranno le prime sentenze di stagione. Un’annata che ormai è talmente diluita ed estesa, che saprà concedere a Matteo le opportunità per lasciare un segno, od anche più d’uno. Lo aspettiamo trepidanti: come lui, siamo curiosi e ben fiduciosi che sarà un anno pieno di soddisfazioni. I buoni propositi e le emozioni positive per un esordio non sono mai fasulle, devono per forza racchiudere un fondo di solida verità. E nel caso di Montaguti sono spesso verità indiscutibili.

Vai Matteo!