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Prenderà il via tra poche ore, sabato 11 maggio, la 102^ edizione della corsa ciclistica più importante d’Italia, il Giro. Un vero marchio di fabbrica che abbiamo esportato nelle sue edizioni, capaci di raccontare storie, leggende, catturare la passione straripante del pubblico, che col passare della carovana riesce a trasmettere ed assorbire quella magia unica di un evento culturale, che unisce sport e storicità.

Saranno 21 frazioni complessive, con la partenza di Bologna in una forma assai intrigante quale una crono individuale con arrivo sul San Luca. Il percorso non scenderà sotto il Gargano e quindi la parte più a Nord della Puglia, esprimendo le sue insidie e trabocchetti nell’Italia centro-settentrionale. Le Alpi determineranno come di consueto le gerarchie, con i passaggi su Mortirolo, Gavia, ed ancora prima le vette Valdostane. Per chiudere i giochi, probabilmente, sulle Dolomiti.

I big non mancheranno di certo. Perché il ‘nostro’ Vincenzo Nibali se la vedrà con Tom Dumoulin, Primoz Roglic, Simon Yates, Miguel Angel Lopez, solo per citare alcuni dei più aristocratici tra i partenti. Una lista di partecipanti che proprio pochi giorni dalla partenza ha perso per malanni personaggi del calibro di Valverde e Bernal, atleti che avrebbero colorato in maniera ancora più indelebile quella che si preannuncia una lotta serrata, sino all’ultimo metro. Metri, gli ultimi, che verranno poi percorsi in quel di Verona, con una cronometro individuale di 17 km che potrebbe anche decidere all’ultimo respiro una corsa infinita.

Vivremo passo dopo passo la Corsa, attraverso gli spunti e le vibrazioni di un inviato specialissimo, Matteo Montaguti. Che proverà a donarci ogni giorno uno spaccato di quello che vuole dire correre 21 giornate attraverso lo Stivale. Ritagliandosi degli spazi nei quali descrivere le emozioni forti, trasportarci dentro un viaggio che saprà regalare gioie, dolori e speriamo molte soddisfazioni. “Sino a giovedì sera, prima della presentazione delle squadre in Piazza Maggiore a Bologna, ammetto di non aver provato pressioni particolari – afferma Matteo alla vigilia dello ‘start’ – Quasi sorpreso da questo, mi sono poi emozionato in modo più intimo proprio durante la cerimonia. E da ieri sera continuo a provare quelle vibrazioni naturali che anticipano una partenza di un Giro d’Italia”.

Qualche spunto sul percorso, che vedrà una partenza limitrofa alle zone famigliari della Romagna e di casa. “Conosco bene le strade che andremo a percorrere proprio nella cronometro. A me piace, direi quasi che ami correre una cronometro. Sono da solo, io e la strada: me la gioco volentieri”. Al Giro di Sicilia Matteo era però incappato in un inconveniente, che lo aveva tenuto lontano dal Tour Of Alps, il vecchio Giro del Trentino così rinominato. Mi sento bene, come spesso mi capita alla partenza. Mi sono preparato bene e non voglio esagerare, ma non posso nascondere che ho buone sensazioni”.

Ormai possiamo considerare Montaguti un corridore di grossa e profonda esperienza, a tutti gli effetti, che conosce sé stesso e non difetta in consapevolezza di ciò che serve per affrontare e farsi valere durante le 21 tappe. “Non vedo l’ora che si cominci. Sono al mio nono Giro d’Italia, ho provato a fare classifica, a rincorrere le tappe, mi sono sempre impegnato a fondo e ritengo di aver sempre corso con la giusta dose di grinta e passione”. Le occasioni, del resto, non mancheranno, specie quando si farà di tutto per andargli incontro, rincorrendo quello che è mancato in queste nove edizioni ma che è stato a portata di mano in qualche frangente. “L’obiettivo è sempre il solito, non lo sbandiero per scaramanzia, ma un sigillo di tappa sarebbe il coronamento a tutti questi anni corsi con il coltello tra i denti e la massima volontà per lasciare il segno.

Si comincia, prende vita una nuova sfida, una sfida nella sfida, i big che si daranno battaglia per quella Maglia Rosa che indissolubilmente colpisce i cuori degli appassionati. Un Rosa che sa di leggenda, mito, enciclopedia del ciclismo. Ma non solo. Ci saranno le sfide quotidiane per tagliare il traguardo a braccia alzate e mettere una firma speciale in una delle 21 storie che vivremo sulle nostre strade, le vie che disegnano un percorso impareggiabile al mondo, un itinerario che innegabilmente non ha eguali sul pianeta. Perché, anche se non sempre lo vogliamo vedere, l’Italia unisce bellezza e tradizione, umanità ed epicità.