Antimo Martino: “Con Piacenza sarà una sfida di livello. Servirà grande attenzione mentale sin dalla palla a due”

La 6^ giornata di Serie A2 impone alla Pallacanestro Forlì la difficile trasferta di Piacenza contro l’Assigeco reduce dalla sconfitta di Nardò e vogliosa di pronta rivalsa. Coach Antimo Martino (Foto copertina di Massimo Nazzaro) presenta così la sfida: “Domani sarà sicuramente una partita di livello perché analizzando Piacenza è evidente che ci troveremo di fronte un’ottima squadra che può contare su diversi giocatori italiani che stanno facendo molto bene e che stanno giocando con grande entusiasmo. Loro hanno un’ottima taglia fisica, vantano due americani di cui uno, Skeens, che viene da una stagione importante e l’altro Malcolm Miller che non ha bisogno di tante presentazioni e che è molto importante per questa categoria. A completare il roster hanno un giocatore che è un po’ la mente e la guida della squadra, Gherardo Sabatini, che conosco molto bene per avere avuto il piacere di allenarlo e da cui dovremo stare molto attenti. Sabatini da anni ha dimostrato che in questa categoria può fare la differenza sia in termini di punti realizzati che di assist. E’ un giocatore particolare per caratteristiche però è sicuramente un giocatore che gioca sempre con grande energia e grande qualità. Piacenza è una squadra ben organizzata, noi dal canto nostro dovremo avere grande attenzione mentale sin dalla palla a due per cercare di metterli in difficoltà”.

Valentini, Zilli e Pascolo non hanno fatto benissimo nell’ultima partita. E’ una questione di alchimia di squadra o di condizione?

“Innanzitutto ci tengo a sottolineare che non sono preoccupato perché tutti e tre hanno le possibilità di fare meglio di quanto stiano facendo iniziando da Valentini, un giocatore che in questo momento non è brillante soprattutto al tiro, ma sono preoccupato zero tanto che ho detto a Fabio di stare molto sereno perché uno non dimentica come si fa canestro. E’ solo una questione di tempo anche se chiaramente per la sua pallacanestro l’aspetto realizzativo è importante. Però tutto ciò che non è realizzativo Fabio lo sta dando alla squadra in termini di approccio difensivo nel quale è decisamente cresciuto rispetto al Valentini che arrivò a Forlì lo scorso anno e quindi gioca una pallacanestro molto più dispendiosa rispetto alle sue abitudini e questo probabilmente lo condiziona in attacco. Chiaramente volendo essere ambiziosi le due fasi del campo sono indispensabili e in quanto playmaker deve anche adeguarsi alle nuove caratteristiche di questa squadra che sono diverse rispetto a quelle della precedente ma, ripeto, sono molto sereno. La stessa cosa vale anche per “Dada” Pascolo e Giacomo Zilli che nell’ultimo periodo hanno avuto degli acciacchi ed anche se non siamo stati a parlarne apprezzo la disponibilità con cui stanno comunque dando il massimo. Sono i primi a sapere che possono fare meglio ma da allenatore, nel momento in cui c’è gande disponibilità e voglia di dare tutto quello che si ha non mi preoccupo perché, per abitudine, la mia attenzione va sempre al collettivo e quindi sia nel bene che nel male non sono le prestazioni individuali a preoccuparmi”.

Quali ritiene possano essere i duelli chiave del match?

“Sicuramente il ritmo sarà una chiave. Piacenza e Forlì sono due squadre che amano giocare al proprio ritmo e quindi la capacità delle difese di creare problemi all’attacco avrà un ruolo determinante. Alla fine ci sarà molta fisicità perché anche noi crediamo di essere una squadra abbastanza fisica, ma anche Piacenza, se si esclude Sabatini, ha tutti gli esterni sopra i 195 cm. con un lungo di grande presenza e grande atletismo nelle ali, per questo l’impatto atletico della gara sarà un aspetto importante. Per quanto mi riguarda per noi sarà determinante la capacità di fare una partita regolare nell’arco dei 40 minuti perché quando si affrontano squadre di livello la differenza spesso la fa la bravura di essere concentrati e disputare una partita solida. E questo va fatto nell’arco dell’intero incontro e non a sprazzi”.

Come sta la squadra?

“E’ stata un settimana regolare. Stiamo lavorando al completo e stiamo cercando di aggiungere sempre qualcosa di nuovo, di aggiustare e togliere qualcosa di ciò che non va. Come ho detto nelle settimane precedenti siamo in una fase in cui la squadra deve conoscersi e deve pian piano strutturarsi. Negli ultimi dieci giorni il fatto di aver potuto lavorare al completo ci ha dato un po’ di continuità nel lavoro e ci ha permesso di lavorare su cose che avevamo messo momentaneamente da parte”.

Anche questa settimana avrete diverse partite ravvicinate, tre in sette giorni, come le affronterete?

“Quando parlo di costruzione della squadra è perché dall’inizio della Supercoppa stiamo giocando tantissimo, cosa anomala se vogliamo però ci adeguiamo a questo calendario, ma ritengo che soprattutto nei mesi iniziali per una squadra sarebbe meglio avere più tempo per allenarsi. Adesso entriamo in una settimana in cui faremo tre partite in sei giorni con due trasferte ed è evidente che tra una partita e l’altra ci sarà solo da recuperare energie e da fare lavori più tattici che intensi e allenanti e quindi probabilmente il fatto che molte squadre in questo momento stiano dando un’idea di essere ancora “working progress” credo sia dovuto a questo”.

La scelta di Johnson da “cinque” e Pollone da “quattro” era una cosa provata e quindi eravate pronti per poterla applicare o è nata per le esigenze del momento e potremo rivederla in futuro?

“E’ una cosa allenata e pensata nella costruzione della squadra perché non ho inventato nulla di nuovo. Xavier Johnson ha vinto un campionato giocando i playoff per molti minuti da finto cinque come poi spesso succede a tutti i livelli nella pallacanestro attuale e Pollone già lo scorso anno ha avuto dei momenti in cui ha giocato da finto quattro. Quindi è una cosa che non solo continueremo ad allenare, ma è anche una situazione che avevamo immaginato nella costruzione della squadra ipotizzando degli assetti diversi e più piccoli. C’è anche grande soddisfazione perché probabilmente quell’assetto finale ci ha dato dei benefici reali nei termini della partita con Rimini ed è un qualcosa che utilizzeremo ancora al bisogno, ma mi auguro ovviamente di poter contare nella maniera giusta anche sugli altri punti di forza”.

Nell’ottica del processo di crescita che cosa si aspetta dalla sfida di domani in termini di passi avanti rispetto alla partita di domenica?

“Sicuramente dovremo cercare di giocare con più ritmo e più energia perché nel primo tempo contro Rimini abbiamo iniziato in maniera molto contratta e per tutta la prima parte del match abbiamo giocato sotto ritmo. Quest’anno siamo una squadra che ha bisogno di energia, di ritmo e di campo aperto e per assurdo è una cosa che dobbiamo cercare anche dopo un canestro subito. Non per forza dobbiamo pensare di alzare i ritmi dopo una palla rubato o dopo un rimbalzo, ma dobbiamo avere un’aggressività mentale costante perché questo potrà rappresentare un nostro punto di forza. Ciò detto va riconosciuto che Rimini ha fatto una partita solida, che è una squadra forte, perché l’altro aspetto da non sottovalutare è che le difficoltà quest’anno saranno superiori perché, non voglio essere ripetitivo e noioso, ma il livello medio di questo campionato si è alzato in maniera importante e soprattutto perché quest’anno, senza entrare nel merito di questioni non di mia competenza, non vedo squadre con lacune importanti e questo è il motivo per il quale il livello soprattutto del nostro girone è molto alto. Rimini ne è stato un esempio, ma aspettiamoci una partita molto difficile anche domani a Piacenza contro una squadra di valore. Non accettare e capire questo aspetto rappresenterebbe un errore grossolano, però da parte mia c’è massima sia attenzione nell’averlo ben in mente, sia nel trasmetterlo alla squadra, altrimenti faremmo l’errore di sottostimare gli altri o sovrastimare noi stessi e questo non possiamo permettercelo”