A queste latitudini, e nessuno può negarlo, ci siamo sempre, in maniera anche autoreferenziale, descritti come una redazione super partes, in grado cioè di scrivere ed esprimere nei e con i propri articoli, a volte, concetti scomodi riferiti a protagonisti a diversi livelli dello scenario cestistico cittadino, in altre occasioni, invece, abbiamo onestamente incensato il lavoro svolto dai suddetti protagonisti.

Nessuno può negare ad esempio che a mercato concluso, ma anche a mercato ancora in corso, avessimo giudicato la compagine forlivese che stava prendendo forma non all’altezza delle dichiarazioni rilasciate sul nostro sito da alcune figure apicali della società. Questo articolo non ha lo scopo di tornare sulle nostre posizioni, ma di analizzare il momento che sta vivendo la squadra, dopo 16 giornate di campionato abbiamo abbastanza dati per poterlo fare con cognizione di causa, e stigmatizzare alcuni atteggiamenti, a nostro parere, riprovevoli dei tifosi, sui social e sulle tribune dell’Unieuro Arena, nei confronti di alcuni, se non di tutti, i protagonisti che vestono la canotta bianco rossa in questa stagione.

Punto primo: la squadra ha indubbiamente delle pecche; Martino può avvalersi in ruoli chiave solo di pochissimi interpreti, ad es. nel roster bianco rosso non esiste il cambio del playmaker. Ci sono 5 esterni ma fra questi è presente un unico regista.

Una identica analisi può essere copiata e incollata se si passa a parlare delle rotazioni nel ruolo di ala piccola, considerando che Dawson non è mai stato a disposizione dello staff tecnico: se a Pollone venisse un raffreddore l’Unieuro potrebbe trovarsi in grosse difficoltà.

Capitolo Americani: spesso si sente dire che la coppia Harper – Dawson rappresenta una delle peggiori viste sotto S. Mercuriale. Con tutto il rispetto per i tifosi che pagano il biglietto e quindi possono esprimere, sempre educatamente e con rispetto, senza mai scendere sul piano personale, il loro punto di vista, ci permettiamo di dissentire. Dawson e Harper non sono giudicabili né come coppia, non hanno praticamente mai giocato insieme, né come singoli: il primo in buona sostanza non ha mai giocato a Forlì, mentre il secondo, inserito in una squadra monca, ha sì steccato completamente dal punto di vista offensivo la partita di Bologna, ma nelle restanti 15 uscite non ha demeritato, costretto spesso a fare in campo cose che non sono nel suo DNA per aiutare una squadra in difficoltà.

Ciò detto, le critiche piovute sull’ex Derthona sono parse eccessive e fuori luogo.

Capitolo Perkovic: il Croato arrivato per aiutare una squadra in difficoltà ha risposto presente e i bianco rossi hanno tratto indiscutibile giovamento dal suo inserimento nelle rotazioni. A nostro modesto avviso, tuttavia, non possiede le caratteristiche del giocatore utile a questa squadra per come è stata pensata in estate.

Per concludere, la responsabilità della costruzione della squadra è stata erroneamente attribuita alla dirigenza, ebbene, non farà piacere a molti, ma da due anni, l’ultima parola riguardo alla scelta dei giocatori ricade sull’area tecnica che rivendica oneri e onori delle proprie scelte, molti onori nelle due precedenti stagioni, in questa si vedrà.

I dati dicono che la compagine biancorossa, pur attraversando mille difficoltà, è sesta in graduatoria, cioè in linea con gli obiettivi stagionali e, se avesse vinto con Livorno….

Permetteteci una piccola postilla a chiosa di tutta la riflessione: una tiratina di orecchie la merita anche la stampa che, sempre a nostro modesto avviso, dovrebbe evitare di esacerbare gli animi dei tifosi, dipingendo scenari irreali e apocalittici; i tifosi, d’altro canto, farebbero meglio a ricordare il loro ruolo e che il campionato si vince a maggio….

Arrivare ai primi caldi con Dawson e Harper tirati a lucido e quindi giocare i playoff, non importa da quale posizione di partenza, con la squadra pensata dallo staff tecnico a giugno al completo, potrebbe cambiare radicalmente il sentire di tutti gli appassionati forlivesi!