Il tecnico biancorosso parte dall’avvio complicato del Forlì, subito costretto a inseguire dopo il gol di Di Stefano.
«Abbiamo commesso un errore importante e contro giocatori di quella qualità vieni punito. La squadra, però, ha reagito bene, giocando una partita intensa e concedendo molto poco».
Nella ripresa il Forlì ha cambiato assetto e atteggiamento, aumentando progressivamente la propria pericolosità. L’allenatore romagnolo sottolinea proprio questo aspetto:
«A un certo punto avevamo perso un po’ di serenità e ritmo, così abbiamo cambiato spartito. Abbiamo ragazzi duttili e questo ci permette di modificare il sistema anche a gara in corso. Dopo il cambio siamo diventati più produttivi e nel finale abbiamo provato anche a vincerla».
Il mister riconosce poi il valore della Torres, squadra costruita su una base importante e reduce da stagioni di alto livello.
«Parliamo di una formazione che negli ultimi anni è sempre stata ai vertici e che ha mantenuto tanti giocatori di quel gruppo. Per questo, considerando anche come si era messa la partita, il risultato è sicuramente importante».
Uno dei temi affrontati riguarda la scelta di Gabellini al posto di Perini. La spiegazione è soprattutto tattica:
«Avevamo bisogno di profondità e più gamba. Nel primo tempo loro ci venivano a prendere forte e avremmo dovuto attaccare meglio lo spazio alle spalle della loro linea. Invece, in diverse situazioni, abbiamo giocato palloni troppo morbidi e abbiamo favorito il lavoro dei loro difensori».
Il tecnico del Forlì torna poi sull’identità della propria squadra, costruita per proporre gioco e portare molti uomini nella metà campo avversaria.
«Non è sempre semplice trovare il giusto equilibrio quando hai tanti giocatori offensivi in campo. Però questa squadra crea molto e vogliamo continuare a essere pericolosi, tenere palla e provare a comandare le partite. Dobbiamo soltanto essere più precisi e regalare meno situazioni agli avversari».
Il pareggio, secondo l’allenatore biancorosso, è arrivato al termine di una fase in cui il Forlì aveva alzato nuovamente il ritmo.
«Il gol non è arrivato per caso. C’è stato un momento in cui facevamo più fatica a essere pericolosi, poi abbiamo accelerato e siamo riusciti a mettere la Torres in difficoltà. È stata un’azione costruita bene e penso che il pareggio sia stato meritato».
Tra gli aspetti più apprezzati dal mister c’è soprattutto la capacità della squadra di restare dentro la partita anche nei momenti più complicati.
«Mi è piaciuta la voglia di non mollare. Anche cambiando modulo, i ragazzi hanno saputo adattarsi e riordinarsi. Questo è importante, perché significa avere più soluzioni e riuscire a reagire quando la partita cambia».
L’allenatore romagnolo difende inoltre la scelta di continuare a costruire dal basso e giocare la palla anche sotto pressione.
«I nostri centrocampisti sono quasi tutti tecnici e qualche rischio fa parte del nostro modo di giocare. Naturalmente rischiare non significa regalare palloni o gol agli avversari. Su questo dobbiamo migliorare, ma non vogliamo perdere la nostra identità».
In chiusura, il tecnico si sofferma sulla situazione di Gaiola, nuovamente fermato da un problema alla caviglia.
«Ha avuto una distorsione e ora aspettiamo gli esami. È davvero sfortunato perché viene da un periodo molto complicato. Nonostante tutto è sempre vicino alla squadra, sostiene i compagni e non fa mai mancare una parola positiva. Per noi, soprattutto per i giovani, è un punto di riferimento importante».