Forlì e la pallacanestro. Un amore infinito, una lunga storia fin dagli anni ’60 e anche prima. Tanti sono stati i volti dei protagonisti che prima al glorioso Villa Romiti e poi dall’87 al Palafiera. Molti campioni, qualche bidone… però quando vestono la maglia della nostra città entrano nel cuore e non ci escono più. Poi, quando vanno via, si mettono i loro volti in un baule ampio e disordinato, di quelli in cui poi non riesci più a trovare i ricordi. Non si riesce a dare risposta alle domande che spesso gli appassionati tra di loro si fanno. Ma dove sarà andato quello? Chissà che fine ha fatto quell’altro! Degli italiani molto si sa, ma sugli americani cala la nebbia. “Hai visto John Fox.. è passato da qua con la moglie ed è venuto al Palafiera a vedere una partita”… “Oh lo sai che l’estate scorsa ho visto McAdoo in spiaggia a Lido di Classe”… “Pensa che l’altro giorno ho visto Griffin al Conad Stadio, mi sa che con tre allenamenti lui è ancora meglio di quelli che ci sono adesso”. Ma ci sono molti altri di cui si sa poco o proprio niente.
KIM ANDERSON (77/78)
Recordman per Forlì con 52 punti in una partita (in a1). Dopo la parentesi forlivese un anno di Nba a Portland. Tornato in Europa ha chiuso la carriera in Francia, per poi diventare coach al College di Central Missouri. Ha allenato ad ottimi livelli fino a quattro anni fa e ora si gode la meritata pensione.
MARC IAVARONI (81/82)
Ha lavorato a lungo come assistente di D’Antoni a Phoenix e in altre franchigie Nba. Ha avuto la grande opportunità come capo allenatore alla guida dei Memphis Grizzlies dove è stato dal 2007 al 2009. Oggi, superate le 70 primavere, Iavaroni è lontano dalle panchine e dai riflettori del basket professionistico e si gode la vita privata negli Stati Uniti.
MARK LANDSBERGER (84/85)
Soprannominato “il Toro”, conduce una vita privata e riservata lontano dai riflettori. Subito dopo il ritiro a 38 anni, si è stabilito a Phoenix, in Arizona, dove è diventato co-proprietario di un night club, di un ristorante e di un negozio di gioielli e pegni. Attorno al 2006 ha deciso di vendere le sue attività per tornare a St. Cloud, in Minnesota, riavvicinandosi alle sue radici per assistere i genitori anziani e ricominciare a lavorare in contesti ordinari. È tornato all’attenzione del grande pubblico grazie alla serie TV della HBO Winning Time: Regole vincenti (2022), incentrata sulla dinastia dei Los Angeles Lakers degli anni ’80 (con cui Landsberger ha vinto due anelli NBA), in cui è stato interpretato dall’attore Austin Aaron.
KENNY GATTISON (88/89)
Arrivato a Forlì a 25 anni, si è ritirato a soli 32 anni dopo sette anni in Nba. L’anno seguente sedeva già sulla panchina Nba di New Jersey Nets con il mitico coach John Calipari dal ’96 al ’98, per poi andare a New Orleans (gli attuali Hornets) dove rimane fino al 2009. Nel 2015 viene nominato vice presidente della NBRPA, l’associazione che protegge gli interessi dei giocatori professionisti che si sono ritirati.
DEAN GARRETT (89/90)
È stato uno dei lunghi più dominanti e amati degli anni ’90 in Italia. In seguito è tornato negli Stati Uniti disputando ottime stagioni in NBA, in particolare con i Minnesota Timberwolves (dove ha fatto da chioccia a un giovanissimo Kevin Garnett) e infine con i Golden State Warriors. Dopo aver terminato la sua carriera da giocatore, dopo varie attività imprenditoriali successive al ritiro, si è stabilito a Las Vegas in Nevada, dove vive dedicandosi completamente alla vita privata e al relax.
MIKE SMREK (89/90)
Carriera Nba con intervallo di una stagione a Forlì in cui si era ambientato bene ed oltre a parlare bene l’italiano, in particolare apprezzava molto la piadina romagnola. Ha vinto due volte il campionato Nba con i Los Angeles Lakers. Di lui non si sapeva granché, fino a quando il cognome Smrek è venuto alla ribalta delle cronache in quanto la figlia Anna (205 cm) è una stella di prima grandezza del volley mondiale.
DAVE CORZINE (91/92)
Medaglia d’oro alle Universiadi di Sofia nel ’77, arrivò a Forlì con un bagaglio importantissimo di 13 anni di Nba fra Washington, San Antonio, Chicago, Orlando e Seattle. A dire il vero al Palafiera non fece sfracelli. Dopo il ritiro dal basket giocato ha sempre lavorato alla sua Alma Mater, DePaul University in vari ruoli tecnici. Ultimamente ha ricoperto il ruolo di commentatore per il DePaul Broadcast Radio. Nel 2024 il College ha ritirato la maglia con il suo numero 40.
ROB LOCK (1992/93)
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Particolare la sua storia. Dopo l’addio al basket alla giovane età di 30 anni ha cambiato completamente vita, intraprendendo una carriera di successo nel mondo dell’aviazione vintage. Dopo il ritiro l’ex centro statunitense desiderava diventare un pilota commerciale, ma a causa della sua notevole altezza (208 cm) non ha potuto soddisfare i rigidi requisiti fisici delle compagnie di linea. Nonostante questo ostacolo, ha saputo reinventarsi con originalità. Nel 2000 ha fondato in Florida la sua compagnia aerea a conduzione familiare, la Waldo Wright’s Flying Service, specializzata nel restauro di biplani storici e nell’offrire al pubblico l’esperienza di volo turistico con cabina aperta. Oggi vive stabilmente negli Stati Uniti continuando a coltivare questa passione per i cieli.
JOHNNY ROGERS (92/93)
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Johnny Rogers ha costruito una solida e stimata carriera come scout e dirigente sportivo nella NBA e nel basket europeo dopo il suo ritiro dal basket giocato nel 2003. Grazie alla sua profonda conoscenza del basket globale dovuta ai suoi 15 anni trascorsi a giocare in Europa ha ricoperto diversi ruoli. E’stato Direttore Sportivo al Valencia Basket (Spagna), Scout Internazionale per gli Oklahoma City Thunder, Direttore del Personale Pro ai Los Angeles Clippers. Nell’estate del 2019, i Washington Wizards lo hanno ingaggiato per una posizione di vertice appositamente creata, nominandolo Vice President of Pro Personnel. La figura di Rogers è universalmente rispettata nell’ambiente NBA per la sua capacità di fare da “ponte” perfetto tra il basket statunitense e la cultura cestistica europea.
KENNY WILLIAMS (dal 94 al 97)
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Particolarmente amato dai tifosi forlivesi e soprannominato Becks per qualche dopopartita appena movimentato. Dopo Forlì e l’Italia ha svolto una carriera tutta in Israele. Dopo il ritiro Kenny ha fatto l’agente di giocatori ed oggi vive ad Atlanta in Georgia dove fa l’allenatore.
BRENT SCOTT (95/96)
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Arrivato in Romagna al primo anno di professionismo, ha poi giocato a buon livello in Europa (Spagna, Grecia ed ancora Italia a Reggio Calabria e Udine). Dal 2007 assistente allenatore nei College. Uomo di fiducia di coach Rhoades, prima tanti anni a Virginia Commonwealth (dove ha avuto in squadra il capoverdiano ora biancorosso Santos-SIlva) ed attualmente a Penn State.
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