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Il caso Pistoiese non è chiuso!
Questo in sintesi quanto trapelato dalle segrete stanze della Società di Viale Roma. La settimana scorsa (15 novembre, ndr), appena appresa, con stupore, la decisione del Giudice Sportivo di far ripetere la gara di Pistoia, la dirigenza biancorossa si è attivata con i propri legali, presentando, nei modi e termini perentori stabiliti dal C.G.S. (il Codice di Giustizia Sportiva), “Appello” al C.S.A.N. (Corte Sportiva di Appello Nazionale).
In tale sede è previsto il dibattimento, cosa impossibile presso il Giudice Sportivo monocratico, con gli avvocati di parte che giocheranno le loro carte.
Non è ancora stata ufficializzata la data della discussione, che però dovrebbe tenersi nel giro di una settimana (pare venerdì 2 dicembre).
Ovviamente tale “Appello” congela la precedente decisione di replay della partita Pistoiese-Forlì, che per la cronaca, nella sua prima versione, aveva visto il successo dei Galletti col punteggio di 2-0 (A. Ballardini su rigore e Tascini), il 23 ottobre scorso.
IL RICORSO
Ma su cosa verte principalmente l’appello del Forlì? 
Al momento si può dare solo un’interpretazione della memoria presentata dagli Avvocati della  Società biancorossa.
È comunque chiaro e lampante che ci sia stata un’applicazione non del tutto legittima dell’articolo 61, comma 2, del C.G.S., che prevede l’utilizzo, solo ed esclusivamente da parte del Giudice Sportivo, delle immagini, se presenti, per irrogare squalifiche ed ammonizioni ai giusti soggetti nei casi di scambio di persona da parte dell’arbitro.
In sintesi, per correggere il cosiddetto: “errore di percezione” del Direttore di gara.
Nulla più di tutto ciò.
Ma può un “errore di percezione” essere considerato un “Errore Tecnico”?
È questa alla fine la domanda a cui sarà chiamato a rispondere il Collegio Giudicante.
Nel caso in cui la risposta fosse affermativa, si potrebbe asserire, non a torto, che allora basterebbe l’errata assegnazione di un corner, di una rimessa laterale, di uno sbandieramento di un fuorigioco inesistente o al contrario la sua non segnalazione, finanche alla non concessione di una punizione, o ancor peggio di un calcio di rigore, per far scattare reclami e ricorsi a iosa, chiedendo di ripetere una partita. È chiaramente una cosa improponibile ed altamente improbabile da ottenere ed attuare.
L’errore di percezione da parte dell’arbitro è da sempre presente in qualsivoglia partita di calcio, ad ogni livello, ed è altresì accettato alla stregua dell’errore di un giocatore durante la stessa. Fa parte del gioco e va di conseguenza universalmente accettato!
“L’Errore Tecnico”, di cui tanto si parla in questi giorni, si configura invece quando l’Arbitro, e/o la Terna nel suo complesso, omette, o si dimostra incapace, di applicare il regolamento, finanche di conoscerlo ed esserne pienamente padrone, cosa che nella fattispecie non si profila affatto.
Questa la linea interpretativa del ricorso del Forlì. Staremo ora a vedere se troverà terreno fertile presso il Consiglio Sportivo di Appello Nazionale, il quale pronuncerà una nuova parola su questo spinoso caso, che tiene in ansia sia la Società biancorossa, che tutti gli sportivi forlivesi, anche se, probabilmente, neanche questa sentenza sarà l’atto conclusivo della vicenda.