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La 14^ giornata di Serie A2 del girone rosso offre il sentitissimo derby con la Pallacanestro Forlì 2.015 vs Fortitudo Bologna che sarà però privo dello spettacolo sugli spagli per ordine dell’Osservatorio Nazionale sulle Manifestazioni Sportive che ha posto il divieto a tutti i residenti di Bologna e provincia di poter acquistare un biglietto e seguire la propria squadra in terra di Romagna. Un derby così non è vero derby senza la sua meravigliosa cornice di pubblico. Coach Antimo Martino presenta così la sfida: “Quella di domani è certamente una partita prestigiosa per la classifica perché si affronteranno due squadre che stanno facendo molto bene e sono ai vertici sin da inizio campionato, ma è anche una partita molto sentita da entrambe le parti e quindi una sfida molto importante che da parte nostra abbiamo preparato, per la seconda volta, con una settimana spezzata dal turno infrasettimanale e quindi con una preparazione un po’ diversa rispetto alle classiche partite nelle quali si ha a disposizione l’intera settimana. L’obiettivo però è quello di cercare di arrivare alla gara nel miglior modo possibile facendo tesoro anche di quanto successe all’andata dove, dopo un primo tempo non buonissimo, ma nel quale rimanemmo abbastanza in contatto con la Fortitudo, esibimmo un terzo periodo decisamente negativo a livello di energia e concentrazione che poi ci costò nell’economia del match. Ecco, questi credo siano due aspetti in funzione della partita di domani molto importanti. Bologna vinse meritatamente la gara dell’andata perché giocò con grande determinazione ed energia indirizzando la sfida sui propri punti di forza e noi non fummo capaci di fare altrettanto. Questi sono gli aspetti su cui dovremo cercare di porre la nostra attenzione e trasformarli in fatti durante il match di domani”.

Buongiorno coach, domani nei primi due quarti la Curva Nord resterà vuota in segno di protesta verso la decisione relativa all’esclusione dei tifosi ospiti. Qual è il suo pensiero in merito a questo aspetto?

“E’ un argomento molto delicato. Certamente sono uno di quelli che ha la fortuna ed il piacere di andare in campo insieme allo staff e ai giocatori e viviamo di emozioni ed è chiaro che se potessi scegliere vorrei giocare sempre in palazzetti numerosi, pieni di tifosi dove c’è goliardia e sfottò sempre nell’ambito del rispetto dei valori dello sport. In generale i divieti non mi piacciono e questo vale per il nostro come per tutti gli altri sport, anche perché abbiamo capito che non è vietando le trasferte ai tifosi che si risolvono i problemi. Dispiace che nel corso del primo tempo non avremo il supporto della curva, ma mi auguro che i nostri tifosi, dal momento in cui entreranno sapranno creare l’atmosfera giusta, ma ne sono sicuro, quell’atmosfera che una partita del genere merita”.

Nel percorso di crescita che sta avendo la sua Unieuro a che punto siete e dove invece ancora mancate e quindi lei non è contento?

“Sicuramente riguardando la partita dell’andata contro la Fortitudo dal punto di vista generale la mia squadra è cresciuta ed oggi ha degli equilibri più definiti ed una conoscenza reciproca ovviamente migliore. Dobbiamo continuare a lavorare e dobbiamo cercare di essere regolari sia offensivamente che difensivamente perché ancora è una cosa che non ci riesce come vorrei. Abbiamo dimostrato di avere qualità, di avere energia e possibilità di avere impatto sia offensivo che difensivo e le statistiche lo dimostrano. Credo però che ancora all’interno di alcune partite, o in alcuni momenti della gara, anche in quelle positive, abbiamo delle pause che dobbiamo provare a limitare, così come un altro aspetto importante sta nel fatto che nel tempo dovremo cercare di ottenere anche dai singoli giocatori un po’ più di continuità che potrebbe aiutare anche il sistema della squadra su ambo i lati. Gli up and down individuali chiaramente si ripercuotono anche sugli up and down di squadra”.

Per quanto riguarda la condizione generale come sta fisicamente la squadra?

“Abbiamo disputato una gara sicuramente molto dispendiosa all’interno di una trasferta molto impegnativa, la più lunga della stagione, però credo che siamo stati bravi a coinvolgere un po’ tutti e a distribuire anche i carichi di lavoro per arrivare alla partita di domani nel migliore dei modi. Credo che partite del genere aiutino a recuperare meglio le energie nervose perché la componente emotiva aiuterà sicuramente a sentire di meno la stanchezza. Quest’ultima comunque non deve essere un alibi anche perché la Fortitudo ha giocato giovedì e quindi con un giorno in meno di recupero, che è esattamente il contrario di quanto accadde all’andata quando furono loro a beneficiare di un giorno di recupero in più avendo giocato il sabato contro Rimini”.

Bologna è una squadra fisica, ma che dispone anche di ottimi esterni. Dove vi siete focalizzati maggiormente per contrastare la Fortitudo?

“Parliamo di una squadra che ha delle caratteristiche e dei punti di forza ben definiti. Senza voler nulla togliere alla tattica, e sapete quanto mi piaccia tatticamente preparare le partite e analizzare le gare, domani sarà importante pareggiare la loro energia innanzitutto sotto canestro perché oggettivamente hanno dei giocatori dall’impatto fisico notevole sia offensivo che difensivo. Sono bravi ad andare a rimbalzo offensivo creandosi seconde opportunità e quindi dovremo giocare con più energia e più durezza rispetto alla gara dell’andata ed è lì che mi aspetto una partita migliore”.

Il concetto di importanza può avere diverse connotazioni e sfaccettature. In cosa consiste l’importanza della sfida di domani?

“Sarei ipocrita se dicessi che tutte le partite dal punto di vista emotivo sono uguali. Non è così perché chiaramente ci sono sfide come questa che hanno dei valori ed una carica emotiva all’interno, ma soprattutto all’esterno della squadra, che è diversa. Allo stesso tempo personalmente, per come mi approccio a questo tipo di gara e per come chiedo allo staff di approcciarsi a questo tipo di gare, non cambia molto e questo è il messaggio che cerchiamo di trasferire sempre alla squadra nella preparazione alle partite, nella cura ai dettagli e credo che questo sia confermato da quello che è stato fatto da quando sono arrivato qui a Forlì. Lo dimostrano i risultati, lo dimostrano i fatti e la mentalità che abbiamo cercato di costruirci partita dopo partita è proprio quella di preparare le sfide sempre allo stesso modo e con la stessa attenzione. Quindi concludendo ci sono sfide che da una parte hanno un valore emotivo diverso e dall’altra, dal punto di vista di preparazione del match, una partita è uguale all’altra. Ovviamente cambiano i contenuti perché quando affronti squadre più forti le variabili sono molteplici e ti mettono davanti a scelte più difficili”.