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La 22^ giornata del girone rosso di Serie A2, nonché l’ultima partita della stagione regolare, coincide con un altro big match da vivere tutto d’un fiato, da vincere e aspettare notizie dal campo di Verona dove l’altra capolista è attesa da uno scontro con coefficiente difficoltà elevato. Coach Antimo Martino (foto copertina di Massimo Nazzaro) presenta così la sfida contro la Pallacanestro Trieste: “Ultima partita di stagione regolare, una partita contro una squadra forte che, priva di Reyes, uno dei giocatori più forti di questo campionato, resta per profondità del roster, per talento e atletismo una delle squadre più forti della Serie A2 e quindi servirà massima attenzione. Da parte nostra c’è tanta voglia di provare a finire alla grande e soprattutto mantenere il nostro campo inviolato. Non sarà facile perché statisticamente il 100% delle vittorie casalinghe non è mai una cosa scontata e banale e quindi vogliamo provare ad andare contro a questa statistica che spesso vede anche le squadre imbattute commettere almeno un passo falso tra le mura amiche come successo a Udine contro di noi domenica scorsa o a noi stessi lo scorso anno. Vogliamo fare di tutto davanti ai nostri tifosi, grazie al loro aiuto, per provare a vincere una partita che varrebbe tanto, al di là della possibilità di arrivare ancora primi, in chiave di classifica perché quest’anno la fase a orologio permette a tutti di portarsi dietro i punti della stagione regolare e quindi significherebbe mettere ulteriori 2 punti tra noi e Trieste e ci darebbe sicuramente un grande aiuto in chiave di seconda fase”.

Buongiorno coach e complimenti ancora per la vittoria di Udine tutt’altro che scontata così come il percorso della squadra che è stata abbondantemente rivoluzionata in estate. A tal proposito cominciano a udirsi sirene attorno al suo nome e al fatto che lei sia il miglior allenatore del campionato. Cosa vuole dirci in merito?

“Ringrazio per i complimenti che ovviamente fanno piacere e che voglio condividere con la squadra, ma soprattutto con tutto il mio staff, però non dobbiamo lasciarci condizionare e abbassare la guardia e dobbiamo continuare a lavorare e ad essere sempre ambiziosi. Per questo motivo nonostante la vittoria di Udine, una vittoria molto importante sia per il suo valore, sia per quello che ha comportato, che per il modo in cui è arrivata, domani vogliamo affrontare questa partita con grande determinazione e provare a fare il massimo come stiamo cercando di fare dal mio arrivo a Forlì. Credo che nel corso di questi due anni la mentalità sia stata quella di lavorare tutte le settimane per migliorarsi e provare ad alzare il nostro livello e ad oggi penso che tutti insieme ci siamo riusciti. Ovviamente sfruttando le ottime qualità a nostra disposizione, ma anche sfruttando un po’ l’effetto sorpresa rispetto a quelli che erano i valori iniziali di partenza. Detto questo non abbiamo ancora fatto niente perché siamo ancora in una fase intermedia, ma il percorso compiuto finora conta ed ha un valore specifico”.

In virtù del coefficiente di difficoltà di questo campionato e della vittoria in trasferta a Udine le chiedo se questa vittoria può essere una chiave di svolta nel vostro percorso e quanto accresce la convinzione e l’autostima di un gruppo un successo così?

“Sicuramente accresce l’autostima e la consapevolezza delle nostre capacità perché è stato il primo big match vinto in trasferta, e quindi parliamo di un qualcosa che quest’anno non era mai successa, a dimostrazione di una crescita sia mentale che tecnica della squadra e per come è arrivata ci deve dare grande convinzione e grande forza. Allo stesso tempo ci deve dare ancora più voglia di provare ad alzare l’asticella delle nostre sfide e cercare di trovare sempre una motivazione per affrontare la partita successiva con grande voglia e grande desiderio”.

A Trieste mancherà Reyes mentre come sta Forlì?

“La squadra è al completo e anche questa settimana abbiamo gestito alcune situazioni per tre/quattro giocatori, nulla di straordinario, ma di assolutamente normale. Abbiamo sempre Zilli che stiamo cercando di gestirlo per permettergli di arrivare alla domenica nelle condizioni di poterci dare una mano e detto questo confidiamo di essere al completo”.

A Udine Kadeem Allen è stato un fattore determinante caricandosi la squadra sulle spalle nei momenti in cui serviva, mentre sino ad oggi era stato fin troppo altruista. Può essere un’ulteriore svolta nella sua comunque già positiva stagione?

“Personalmente me lo auguro nel senso che Kadeem ha iniziato questa stagione dimostrando comunque qualità, ma anche di non essere il classico americano di A2 che fa 30 tiri a partita o che guarda alle proprie statistiche. Al tempo stesso quello di cui avevamo bisogno era un po’ più di aggressività perché ha le qualità per farlo ed è successo un episodio particolare durante il primo tempo di Cividale dove aveva rinunciato in diverse occasioni a prendersi un tiro o a cercare di osare qualcosa in più. Nel tunnel gliel’ho fatto notare e poi in settimana ci siamo ritornati sopra ed abbiamo parlato molto seriamente di questa cosa. Gli ho fatto capire che, seppur apprezzando l’idea di un giocatore al servizio dei compagni e non concentrato sulle proprie statistiche o su se stesso, cosa che peraltro si sposa perfettamente con la mia visione di pallacanestro, non doveva passare dall’altra parte soprattutto per un giocatore come lui e per quello che lui può darci. Sono contento che dalla partita successiva abbia recepito ciò su cui abbiamo lavorato e sia coinciso con una prestazione importante dove, al di là del fatto che abbia fatto canestro, si sia preso dei tiri che sino ad ora non si era mai preso. Mi auguro che questa lezione e il fatto che l’abbia sperimentata in prima persona gli dia il là per affrontare questa seconda parte di stagione con lo stesso approccio che ha avuto nell’affrontare la partita di Udine. Probabilmente è anche un giocatore che deve capire questo campionato perché a volte si commette l’errore di pensare che per chi ha giocato in NBA poi sia tutto facile, invece la Serie A2 è un campionato che ha delle dinamiche diverse e quindi probabilmente c’era bisogno di adattamento e di comprensione del campionato nel quale sta giocando quest’anno”.