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Domani prenderà il via la seconda fase della stagione regolare meglio conosciuta come “fase a orologio” che vedrà la Pallacanestro Forlì 2.015, fresca di conquista del primo posto nel girone rosso, ricevere tra le mura amiche la Real Sebastiani Rieti che ha chiuso, invece, in quarta posizione nel girone verde. Coach Antimo Martino presenta così la sfida: “Domani iniziamo questa fase a orologio con grande entusiasmo e la voglia di provare a mantenere la posizione in classifica conquistata ben sapendo che non sarà facile perché ci aspettano 10 partite molto difficili in cui sono sicuro che ogni squadra vorrà migliorare o mantenere il proprio posizionamento conquistato fin qui in stagione. E’ una fase che porta con sé la novità dell’incrocio tra squadre di due gironi diversi e di conseguenza che si conoscono relativamente, pertanto ci sarà da gestire anche questo effetto sorpresa che andrà ad incidere sulle partite e sarà importante, come sempre del resto, affrontarle con la giusta mentalità”.

Buongiorno coach, può farci una breve presentazione della Real Sebastiani Rieti come squadra?

“Innanzitutto è una squadra molto ostica che gioca una pallacanestro fatta di energia e grande fisicità in quanto mettono aggressività in entrambe le fasi di gioco, sia offensiva che difensiva. Sono una squadra molto profonda perché nelle ultime partite sta avendo una rotazione a 11 giocatori con una coppia di americani molto affidabile quali Jazziel Johnson, giocatore dotato di talento e grande pericolosità, che tutti conosciamo per averlo affrontato diverse volte lo scorso anno a Rimini, e Dustin Hogue, un’ala-centro che sicuramente ha un impatto fisico notevole in questo campionato, che conosco ormai da tanti anni da quando giocava a Trento in A1 ed è un giocatore che sta facendo valere le proprie qualità. Poi c’è una lunga serie di italiani che conoscono molto bene la Serie A2 come Spanghero, Raucci, Italiano, Ancellotti e giovani come Sarto e Piccin che rendono Rieti una squadra molto difficile da affrontare. Noi come sempre dovremo essere bravi”.

L’euforia che si è creata e si respira fuori dal campo tra i tifosi è un qualcosa in più che teme e che deve gestire da qui in avanti lavorando sull’aspetto mentale e tenendo la squadra ancora più sul pezzo e isolata da facili entusiasmi?

“L’entusiasmo ce l’abbiamo e lo abbiamo avuto al di là dell’ultimo posto raggiunto all’ultima giornata e questo si è evidenziato sempre in tutte le partite, specie in quest’ultima fase, con grande determinazione e grande mentalità. Siamo felici che questo entusiasmo sia oggi definitivamente esploso, ma non credo ci sia il rischio di lasciarci condizionare da questo perché in questi ultimi due anni abbiamo dimostrato di avere grande capacità di concentrarci sulle partite e su ciò che dobbiamo fare, senza farci distrarre da ciò che accade fuori. Le difficoltà che arriveranno adesso saranno determinate dalle prossime partite, non credo a un calo di concentrazione o di distrazione a livello mentale”.

Com’è il clima nello spogliatoio e come stanno i ragazzi prima del via di questa seconda fase?

“Il clima è positivo anche se abbiamo il problema di Valentini che sicuramente non ci sarà, però la squadra è chiaramente e giustamente serena. Lavoriamo bene insieme e stiamo bene insieme e quindi siamo pronti per affrontare questa seconda fase”.

Coach può esprimere un suo parere sul primo incrocio tra i due gironi che è valsa la prima “sorpresa” con la caduta di Trapani a Cividale? Un incrocio tra squadre di due gironi nei quali in uno, quello verde, ha primeggiato il talento offensivo e nell’altro, quello rosso, il talento difensivo. La cosa l’ha sorpresa?

“Mah.. sorpresa relativamente perché Cividale ha già dimostrato anche contro di noi di avere le capacità per battere una grande. E’ un campo difficile con una squadra molto solida che con l’aggiunta di Doron Lamb ha due stranieri a Serie A, perché Revivo e, appunto Lamb, sono due americani che possono giocare tranquillamente nella massima serie. In più hanno un’ossatura e un’organizzazione che sicuramente la rendono una squadra ostica. Trapani dal canto suo ha perso dopo pochi secondi Imbrò e questo probabilmente ha un po’ condizionato la gara, ma resta il fatto che questo è un campionato dove fuori casa si può perdere ovunque come vado dicendo da sempre, pertanto da una parte sono sorpreso, ma in realtà relativamente sorpreso. Come dico sempre le vittorie non te le porti da casa e non vinci per grazia divina o perché ti chiami A piuttosto che B. Le partite sono tutte da giocare e dobbiamo partire dal presupposto che ogni squadra ha degli elementi che possono essere in grado di fare la partita e se non giochi bene e al meglio, soprattutto fuori casa, in questo campionato si può perdere ovunque”.