Domani contro Rimini si torna finalmente a casa, all’Unieuro Arena, per un derby sentito e tutto da vivere. Coach Antimo Martino parla così della sfida: “Rimini domenica si è sbloccata giocando un finale importante recuperando un grosso gap contro Verona e sfruttando le qualità e il talento dei propri giocatori. Mi aspetto una partita difficile per il loro valore e anche dal punto di vista psicologico per l’entusiasmo che la vittoria di domenica gli ha sicuramente dato. Per questo dovremo essere molto bravi a farci trovare pronti a giocare una partita concentrata e solida perché troveremo di fronte un’ottima squadra e saremo chiamati a dare il massimo. In settimana, nonostante qualche acciacco, ci siamo allenati bene, stiamo continuando ogni giorno a crescere anche se il processo è ancora lungo come lo sarà per tutte le altre squadre. Però siamo contenti di come i ragazzi stiano lavorando e in ultimo, ma certamente non meno importante, domani finalmente torneremo a casa nostra a giocare davanti ai nostri tifosi perché fino ad oggi, per quanto sia, siamo stati costretti a quattro trasferte che dal punto di vista gestionale e del dispendio delle energie non è stato semplice gestire. Bisogna riconoscere alla squadra di esser stata brava a mascherare questo disagio iniziale”.
Come sta Xavier Johnson?
“Johnson per fortuna non ha riportato lesioni importanti ma solo un affaticamento, una contrattura. Ha iniziato a lavorare individualmente, sta facendo un lavoro differenziato rispetto al resto del gruppo e valuteremo per domani se utilizzarlo e come utilizzarlo”.
Dopo un inizio difficile Valentina domenica ha dato importanti segnali di ripresa. Da cosa sono dovuti questi alti e bassi per un giocatore fondamentale nello scacchiere della Pallacanestro Forlì?
“Valentini ha disputato un precampionato notevole e solo un mese fa a Verona in Supercoppa gioava una partita con cifre molto importanti poi ha faticato nelle prime tre partite, ma è un giocatore che avendo una decisa propensione offensiva corre il rischio che le sue prestazioni vengano un po’ condizionate dalle percentuali al tiro. Però devo dire che sta giocando con grande intensità ed è un giocatore che, se paragonato a un anno fa quando arrivò a Forlì, oggi gioca una pallacanestro molto più intensa. Soprattutto difensivamente mette più il corpo di come, spende più energie di quanto era abituato a fare e quindi, al di là delle percentuali offensive, siamo molto contenti di lui. Chiaro che essendo un giocatore importante anche da lui ci si aspetti un contributo importante”.
Visto l’exploit di Rimini con Verona anche a livello di rimbalzi può essere la capacità di contrastarli a rimbalzo una chiave del match?
“La voce rimbalzi ha sempre avuto nella pallacanestro una rilevanza notevole perché difensivamente ti permette di non concedere all’avversario secondi tiri, ti permette di correre e dall’altra parte avere opportunità extra con rimbalzi offensivi che aumentano il numero dei tentativi. Pertanto è ovvio che è una voce che influisce su ogni partita e dovremo essere attenti in questo, ma dovremo essere bravi in tanti altri aspetti non solo domani, ma in generale”.
Il derby di domani se lo aspetta differente rispetto alla sfida di Supercoppa da un punto di vista di impostazione del match e chi teme maggiormente di Rimini?
“Rimini è una squadra con grandissimo talento negli esterni, con tanti giocatori pericolosi col tiro dalla lunga distanza. Non credo sarà una partita uguale a quella di Supercoppa che arrivò un po’ presto per tutti e nella quale mancavano diversi giocatori. In generale però dovremo limitare il talento di Rimini, per cui ci vorrà grande intensità da parte nostra e grande concentrazione sulle loro caratteristiche individuali per fare una partita che vogliamo”.
E’ solo un’impressione o la Forlì di quest’anno cerca maggiormente di attaccare in velocità e di spingere la transizione per prendersi tiri rapidi? Quella con Rimini sarà una gara da mettere sul ritmo o, invece, da tenere più controllata?
“Questa squadra ha nelle sue caratteristiche quella di giocare a un ritmo più alto e ha qualità nel farlo per cui è giusto che questa propensione vada assecondata anche da parte dello staff tecnico. Come mi succede spesso nella parte iniziale della stagione, insieme al mio staff, mi piace andare ad analizzare quali possono essere i punti di forza della squadra che, lo sottolineo, non è mai uguale a quella precedente, perché credo che la cosa giusta sia essere flessibili sullo sviluppo del proprio sistema di gioco adattandolo alle caratteristiche dei giocatori. Continuo, e non ne sono molto contento, a leggere dei paragoni con la squadra dello scorso anno perché questa è una squadra che ha poco in comune con quella dello scorso anno. Ha sì mantenuto quattro giocatori, ma è cambiata per struttura e per caratteristiche. Il nostro, quest’anno, sarà un percorso diverso e l’augurio è quello che, anche usando strade diverse, nel tempo la squadra diventi competitiva. Questo è un aspetto che personalmente ho ben chiaro. Ho parlato di almeno una decina di giornate per capire il nostro potenziale e per capirlo anche rispetto alle avversarie, per questo non guardo la classifica adesso, non guardo alle singole partite nel senso che non mi dispero per la sconfitta con la Fortitudo e non mi esalto per le vittorie convincenti. Quello che stiamo cercando di fare con lo staff tecnico è di analizzare la nostra crescita e di proiettarci un po’ più in là. Detto questo siamo sicuramente una squadra che ama correre di più, può farlo e deve farlo perché ha nelle caratteristiche individuali di tanti giocatori questa forza”.