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Alla vigilia di Gara 3 dei Quarti di Finale dei Playoffs Serie A2 contro l’Elachem Vigevano 1955 noi di Piazzale della Vittoria abbiamo raggiunto telefonicamente coach Lorenzo Pansa (foto copertina NPV 1955) per analizzare ciò che è stato nei match disputati all’Unieuro Arena e ciò che si aspetta a partire da domani sera davanti al proprio pubblico che dovrà avere un ruolo determinante.

Coach Pansa buongiorno, al netto del passivo di 2-0 che ovviamente conta, che cosa non l’ha soddisfatta nella doppia sfida con Forlì e cosa invece si porta a casa di positivo nel computo globale della doppia sfida?

Sicuramente non mi ha soddisfatto l’approccio di gara 1 perché siamo partiti troppo soft e troppo spaventati rispetto a quello che avremmo dovuto fare e che era il nostro obiettivo. Di contro in gara 2 sotto questo aspetto siamo molto migliorati e mi porto a casa un approccio ed una consistenza completamente diversi e credo che la grossa differenza, che poi ha portato al fatto che non siamo riusciti a rimanere a galla sino alla fine, arrivi dall’elevato numero dei rimbalzi offensivi che ha conquistato Forlì. Chiaramente questo aspetto lo si spiega da una diversità di conformazione fisico-atletica e lo sapevamo, ma proprio per questo motivo abbiamo bisogno di mettere un livello di attenzione decisamente più alto per ridurre il numero dei secondi possessi”.

Quanto ha inciso, nell’atteggiamento di gara 1 dei suoi ragazzi, il fattore esperienza?

“Sicuramente l’esperienza o meglio l’inesperienza ha inciso, ma è dall’inizio del campionato che paghiamo questo scotto che è legato alla categoria perché non dimentichiamo che noi partiamo in quintetto con tre giocatori italiani al primo anno di Serie A2 della loro vita e lo stesso dicasi per gli americani che sono al primo anno in questo contesto. Pertanto è inevitabile che dal punto di vista dell’esperienza noi si vada sotto, non solo contro Forlì, ma è un leit motiv abbastanza costante che si ripete da agosto”.

Gara 1 e Gara 2 sono state due partite che i suoi hanno approcciato in maniera completamente diversa. Che cosa si aspetta da Gara 3, ma soprattutto dai suoi ragazzi per quella che è una sfida da dentro o fuori?

“Anche qui c’è un leit motiv della stagione che sta nel fatto che da ogni sberla ricevuta abbiamo sempre imparato qualcosa. In virtù di questo mi aspetto che facciamo un ulteriore passo avanti rispetto a gara 2 e mi aspetto che possiamo godere dell’energia che sa darci il pubblico di casa col quale, non senza fatica, siamo riusciti ad instaurare una sinergia importante nel corso della stagione. Questa sinergia spero diventi un fattore per gara 3”.

Che impressione le ha fatto Forlì?

“Mah.. Forlì è una squadra che, come dico dal torneo di pre-season a Lignano Sabbiadoro, estremamente solida fatta da giocatori mentalmente solidi, quattro dei quali ho allenato e conosco bene. Mi riferisco a Valentini che ho allenato, credo, dai 9 ai 17 anni, Radonjic che ho avuto a Tortona prima e Fabriano poi, Zampini a Torino e Maurizio Tassone anche. Li conosco bene personalmente e conosco le loro qualità umane. A questi si aggiungono giocatori di una solidità straordinaria come Cinciarini, Pascolo, Pollone ed ora anche Magro e per questo la reputo la squadra più solida di questo campionato. E’ chiaro che l’assenza di Allen avrà un peso specifico sicuramente importante in ottica di prosieguo dei playoffs, ma a livello di solidità credo sia la formazione più compatta di questo campionato”.

Che impressione le ha fatto l’Unieuro Arena?

“Beh l’Unieuro Arena non mi è nuova avendoci fatto la semifinale con Valsesia ormai tanti anni fa. Da allora i numeri sono decisamente cresciuti, quindi ha ancora più impatto, ed è chiaro che è un impianto in cui il fattore campo ha un peso consistente così come per fortuna lo ha Vigevano. Ecco perché ci teniamo a fare bene in gara 3 per vedere se riusciamo ad arrivare a domenica e poi chissà.. Adesso comunque pensiamo ad una partita per volta perché è la prima situazione in stagione che ci vede con le spalle al muro e quindi ci concentriamo su domani sera”.

Venerdì giocherete davanti ai vostri tifosi e Forlì troverà un clima, sportivamente parlando, piuttosto caldo. Può il pubblico colmare il gap e quale secondo lei può essere la chiave di volta della sfida?

“Il pubblico può darci una mano concretissima essendo noi una squadra non tanto di talento, non tanto di esperienza come dicevo prima, ma che ha costruito le sue fortune sull’energia. Pertanto è chiaro che giocare davanti al proprio pubblico sia una cosa completamente diversa e l’altro fattore è quello che già citavo all’inizio, ovvero ripetere la partita giocata martedì e aggiungere un’attenzione e una solidità completamente diverse per togliere i secondi possessi a Forlì”.

Siamo in chiusura e le chiedo se in vista di gara 3 conta di recuperare D’Alessandro e Strautmanis.

“No no, inutile che mi nasconda perché per entrambi si tratta di stagione finita. Avrebbero potuto darci una grossa mano a rimbalzo ma, ahimè, non abbiamo potuto goderne molto”.

Si ringraziano la Nuova Pallacanestro Vigevano 1955 e coach Lorenzo Pansa per la disponibilità mostrata nel rilasciare la presente intervista.