Prendendo spunto dalle recenti vicissitudini della Pallacanestro Forlì 2.015, che ha rivoluzionato nelle ultime settimane il proprio assetto di squadra inserendo nuovi giocatori (cambiando tra gli altri ambedue gli stranieri), scrivo qui le mie personalissime riflessioni su quali sono i fattori di cui tener conto per scegliere “l’americano”.
Doti irrinunciabili per chi è deputato alla scelta (Gm, staff tecnico, Ds, o Presidente che sia) sono sicuramente tanta competenza ed elevata disponibilità al lavoro, in modo da considerare al meglio:
1) Budget– Argomento sicuramente poco “romantico”, ma da subito dobbiamo essere in grado di sapere chi/che cosa possiamo prendere in modo da evitare di perdere tempo ed energie su prospetti che non possiamo permetterci;
2) Conoscenza dei giocatori – E’ abbastanza agevolata quando si considerano giocatori che abbiano già militato nel nostro campionato, o che si è avuto la possibilità di veder più volte giocare dal vivo (Coppe, Summer Leagues, etc) ; ma tralasciando il relativamente facile e le cose da ricchi, nella stragrande maggioranza dei casi ci si trova a considerare giocatori semi (o del tutto) sconosciuti, che non hanno mai militato nei nostri campionati, molti dei quali alla prima esperienza in Europa. Per non parlare dei Rookies…
3) Statistiche – La lettura e la interpretazione delle statistiche e soprattutto di certe statistiche è fondamentale nelle nostre valutazioni. Infatti oltre ai dati macro (punti, rimbalzi, minuti, percentuali, recuperi, assist, palle perse, stoppate, etc), che credo tutti gli appassionati di basket sappiano leggere, credo sia molto importante considerare:
– il rapporto tra il numero di tiri da 2 e da 3 (giocatore più o meno perimetrale);
– numero tiri liberi battuti a partita (per capire se sa procurarsi dei falli e soprattutto se è disponibile ai “contatti”);
– somma recuperi + assist meno palle perse per partita (squadra, scelte, etc);
– è importante anche osservare l’evoluzione delle statistiche del giocatore negli anni.
Tyler Cain, miglior centro del girone d’andata 2014-15 in Gold, l’estate successiva firmò con il Pau-Orthez. Gioca ancora nella massima divisione francese con la maglia di Châlons-Reims. Prima di firmare con Forlì era in Lettonia
A questo punto inizia il nostro vero lavoro per cercare di operare le scelte giuste. Lavoro che, secondo me, non potrà prescindere dalla visione, analisi e valutazione dei prospetti disponibili attraverso video di partite intere degli stessi, e sottolineo partite intere (gli highlights lasciamoli agli amanti di Facebook) e recenti (relative all’ultima stagione). Quante partite? Direi almeno tre per chi intendo valutare concretamente, altre tre aggiuntive per gli “osservati speciali”. Tanto, tanto lavoro che unito alla nostra competenza ci permetterà di farci un’idea fondata e precisa su:
4) Skills – cioè le qualità del giocatore: le sue capacità tecniche, le sue doti fisiche ma anche e soprattutto le scelte che effettua e come sa interpretare i vari momenti della partite.
Qualità che dovranno poi essere interfacciabili con il nostro modo di giocare: se nel nostro attacco usiamo molto il pick & roll dovrò tenere in particolare considerazione chi sa procurarsi un vantaggio da tale situazione; così come per le uscite dai blocchi o i giochi in isolamento, etc.
Qualità che dovranno andare a completare e ad esaltarsi con le caratteristiche dei compagni di squadra con cui poi dovrà giocare.
Per quanto riguarda la valutazione delle doti fisiche sarà importante anche la storia medica ed eventuali infortuni subiti in carriera (una approfondita valutazione medica sarà eventualmente da effettuarsi in una fase successiva immediatamente precedente alla firma del contratto).
5) Livello del campionato in cui ha militato – Sicuramente la conoscenza diretta dei vari campionati può essere di grande aiuto, ma credo che ben pochi GM o DS possano assicurare una conoscenza approfondita di tanti campionati. Credo invece che anche questa voce sia facilmente valutabile dall’attento studio dei filmati mediante l’osservazione competente di:
– Altezze: a che altezza si prendono i rimbalzi? A che altezza si stoppa? A che altezza si appoggia la palla a tabellone su un aiuto difensivo?;
– Velocità di esecuzione: tempi impiegati per le transizioni (offensive e difensive), l’esecuzione dei giochi, le uscite dai blocchi;
– Qualità difese: fisicità, organizzazione degli aiuti e rotazioni, sistematicità raddoppi, capacità di eseguire la prima e seconda rotazione…
– Qualità attacchi: qualità dei blocchi, in-out, ribaltamenti, etc;
E tutto questo, di nuovo, dovremo essere in grado di confrontarlo con la nostra realtà.
6) Attitude – Tutto quello che riguarda allenabilità e spirito di squadra, personalità e carattere, leadership, etc.
Su questo aspetto, sicuramente fondamentale per le nostre valutazioni, possiamo talvolta avere informazioni dirette da allenatori, giocatori, dirigenti che abbiano avuto in squadra il giocatore che stiamo valutando, ma dobbiamo guardare anche alla sua:
– Storia cestistica: ha cambiato molte squadre in carriera? Quante stagioni vincenti ha avuto? All’università ha per caso cambiato ateneo?
Credo però che anche per quanto riguarda l’Attitude, sia ancora fondamentale lo studio dei video e qui sottolineo ancora la necessità di avere partite complete, dove dovremo porre molta attenzione a:
– Comportamento, attenzione e atteggiamento durante i time-out e quando siede in panchina;
– Linguaggio del corpo verso compagni e allenatore;
– Quanto è coinvolto e interessato ai cosiddetti untangibles, cioè tutte quelle cose che non vengono conteggiate nelle normali statistiche (aiuti, rotazioni, tagliafuori, etc) ma che in una squadra, in un gruppo, fanno spesso la differenza tra una stagione vincente o meno?;
– Continuità di concentrazione: come gioca difensivamente l’azione successiva ad un bel canestro in attacco? Oppure come gioca subito dopo un errore banale?;
– Come reagisce dopo che in attacco non riceve palla per un paio di azioni di fila? Torna e lavora forte in difesa? In attacco subito dopo prende una buona iniziativa di sistema o tende a forzare?;
– E’ un leader? E’ in grado di fare la cosa che serve alla squadra in un determinato momento della partita, cioè il tiro decisivo, ma anche il rimbalzo o il recupero importante, o il richiamo e/o l’incitamento per i compagni.
LAVORO e COMPETENZA, COMPETENZA e LAVORO. Molti penseranno che stia dimenticando il fattore FORTUNA: si, in effetti, credo sia abbastanza importante ma tanto meno importante quanto più è elevato il livello dei primi due e il compito di chi sceglie deve essere anche quello di far si che l’incidenza del fattore C si riduca ai minimi termini.