Era una partita da dentro o fuori, una stagione appesa a un filo. Ma quando il pallone pesava di più, Forlì ha risposto presente. In un PalaGesteco a tratti molto famigliare grazie alla nutrita presenza dei tifosi biancorossi al seguito, l’Unieuro ha conquistato con orgoglio e determinazione Gara 5 contro Cividale, ribaltando una serie che sembrava compromessa dopo il 2-0 iniziale, ma soprattutto inanellando una serie di tre vittorie consecutive dopo aver perso le precedenti ultime cinque sfide contro Redivo e compagni ( 1 nella passata stagione e 4 in questa). Ma la pallacanestro, come la vita, premia chi non molla e Forlì ha avuto il grande merito di non mollare mai. Ora è semifinale playoff, ed è una semifinale che sa di impresa. Decisiva la prova di un gruppo che ha saputo cambiare pelle, trascinato da tre protagonisti quali capitan Cinciarini, Gaspardo e Del Chiaro. Tre uomini, tre storie diverse, un unico obiettivo: portare Forlì dove merita di stare.
Daniele Cinciarini, eterno capitano, ha guidato i suoi con lucidità ed esperienza. Spesso al centro di discussioni in stagione regolare, ha sfoderato una prestazione da leader vero: concreto, determinato e presente nei momenti chiave. È nei playoff che si vede la stoffa dei vincenti, e Cinciarini ha dimostrato, ancora una volta, di essere fatto per queste sfide. E’ nei playoff, quando il margine d’errore si assottiglia, che l’esperienza diventa un fattore. E il “Cincia” lo ha dimostrato sul campo. Al suo fianco, Raphael Gaspardo che ha confermato di essere il giocatore totale che Forlì aspettava: energia, tecnica e solidità su entrambi i lati del campo, autore di canestri importanti nei momenti clou, fondamentali per respingere gli assalti friulani. Ma la copertina e vera rivelazione di Gara 5 è tutta per Angelo Del Chiaro, il centro che per lunghi tratti della stagione aveva deluso aspettative e tifosi, si è reso protagonista di una gara davvero sontuosa rispondendo con punti, rimbalzi e intensità a chi lo aveva dato per perso. Una prova di forza che potrebbe segnare la svolta della sua stagione e quella di tutta Forlì.
Merito, però, va anche – e soprattutto – alla guida tecnica. Coach Antimo Martino e il suo staff hanno saputo ricompattare il gruppo, lavorando sul piano tattico e mentale dopo il 2-0 iniziale in favore di Cividale. Soprattutto in Gara 5 si sono visti accorgimenti tattici ed un piano partita ben chiaro per trovare le giuste contromisure ai padroni di casa. Forlì avanza, dunque, con pieno merito e lo fa con la consapevolezza di avere una squadra viva, unita e guidata con competenza. “La vita è come andare in bicicletta: per mantenere l’equilibrio, devi muoverti”. Albert Einstein aveva ragione. E Forlì, quando ha rischiato di cadere ha trovato il coraggio di pedalare più forte. Sotto 2-0, con l’ennesima stagione che sembrava sfuggirle di mano, l’Unieuro ha trovato dentro di sé le risorse per cambiare il destino. Carattere, gruppo, identità. Forlì è viva, e ora sogna. “È nel momento più buio che si vedono le stelle”. E l’altra sera, sopra il PalaGesteco, la stella biancorossa brillava più che mai.
Foto copertina dal profilo facebook della PF2.015