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La brutta sconfitta di Verona, un primo bilancio di questo scorcio di stagione, il momento difficile e la prossima sfida a Chiusi sono gli argomenti trattati con il playmaker dell’Unieuro Forlì, Fabio Valentini (foto copertina di Massimo Nazzaro) in esclusiva per Piazzale della Vittoria.

Buongiorno Valentini. Le prime otto giornate di campionato le abbiamo messe alle spalle, come giudica il cammino dell’Unieuro fino ad ora?

“Sicuramente positivo. Siamo una squadra nuova, c’è tanto da lavorare per conoscerci e anche se con alcuni siamo gli stessi della passata stagione, gli interpreti che sono arrivati quest’anno sono diversi da quelli che avevamo l’anno scorso. Queste otto partite ravvicinate in un mese da un lato è stato bello viverle ma dall’altro, essendo noi una squadra che deve ancora trovare il giusto amalgama, non è stato semplice giocarle. Siamo comunque a sei vinte e due perse, mi pare in linea con la scorsa stagione e pur sapendo che c’è ancora molto da migliorare direi che il nostro cammino è positivo”.

Da Verona in Supercoppa a Verona in campionato cos’è cambiato, che differenze e difficoltà in più avete incontrato?

“Mah.. sicuramente sabato abbiamo sbagliato l’approccio alla partita e al tempo stesso Verona ha lavorato per affrontarci in maniera diversa rispetto alla partita di Supercoppa. Poi c’è da dire che loro hanno fatto molto canestro e molti canestri facili derivanti da nostri errori che in questo tipo di partite non puoi permetterti o, comunque, sbagliare può succedere ma devi limitare gli errori al massimo”.

Lei è al suo secondo anno a Forlì ma pur sempre alla prima esperienza lontano da casa. Tracci un bilancio e ci dica quanto è soddisfatto della scelta fatta?

“La scelta che ho fatto è una scelta sentita e la rifarei altre mille volte perché venire a Forlì è stata un’opportunità importante che mi è stata data e che volevo. Approdare in una piazza ambiziosa che respirasse basket per il giocatore che sono era un obiettivo perché mi piace molto il rapporto giocatore-pubblico, quindi dico che il bilancio è positivo, che sono soddisfatto e lo rifarei altre mille volte”.

È innegabile che lei non stia attraversando il suo miglior momento. Quanto le pesa il fatto che il tiro non entri e come si superano momenti come questi?

“Eh.. vorrei dire con certezza come si superano. In realtà non ho ancora maturato una certa esperienza, ma credo che questi momenti si superino lavorando come sto facendo giorno dopo giorno, tirando in allenamento e applicandomi perché penso che alla lunga il lavoro paghi. Il fatto che questo mio inizio sia altalenante mi dispiace, però da un certo punto di vista, anche se non sto facendo canestro, stiamo vincendo e questo mi rassicura e mi dà più stimoli per fare bene. Per adesso vinciamo con il sottoscritto che è in difficoltà, chissà come sarà bello vincere quando tornerò a fare canestro con regolarità ed aiuterò i miei compagni non solo in difesa ma anche in attacco”.

Dopo Bologna siete caduti anche a Verona. Due scontri diretti e due sconfitte. Che cosa, secondo lei, non sta girando come dovrebbe in questo inizio di stagione?

“Non è tanto un girare, in realtà è difficile da spiegare perché sono, sì, scontri diretti, ma sono venuti tutti nell’arco di un mese molto intenso di partite ravvicinate dove non abbiamo potuto lavorare sulla conoscenza di squadra. Non dobbiamo trovare scuse, però su certe partite devi avere un’energia mentale e fisica piuttosto alta e noi contro Bologna e Verona siamo stati sopraffatti in questo e ciò non deve accadere perché dobbiamo abituarci a questo tipo di partite non tanto segnando di più, bensì difendendo forte e cercando di pareggiare se non addirittura vincere la battaglia energica. A Bologna e a Verona abbiamo concesso troppi punti e in queste partite non deve succedere perché saranno le partite che giocheremo ai playoff e sono le partite che devi vincere con la difesa e con l’energia”.

Spesse volte nella passata stagione coach Martino ricorreva a Penna in cabina di regia e lei nel ruolo di guardia. È una situazione sulla quale state lavorando anche quest’anno o, per caratteristiche di squadra, è un’ipotesi meno attuabile?

“Come accadeva con Lorenzo la stagione scorsa, anche quest’anno con Fede (Zampini n.d.r.) possiamo giocare insieme. Certo è che siamo sei esterni e quindi è una situazione che può verificarsi meno, ma ogni tanto quando ci sono stati problemi di falli è avvenuto anche quest’anno. Non nego che sia una soluzione che mi piace quella di giocare da guardia, ma al di là di tutto sono situazioni queste che stiamo allenando e che potranno verificarsi ancora”.

Lei è un punto di riferimento dei tifosi biancorossi che in questo momento non sono sereni nel vederla in difficoltà. Percepisce questo senso di responsabilità?

“Sì perché quando fai una stagione come quella scorsa il senso di responsabilità inconsciamente aumenta e quando non giochi bene è normale esser dispiaciuti sapendo di non dare alla squadra e al pubblico quello che si aspettano. Mi piacerebbe ovviamente fare canestro ed è una cosa sulla quale, come ho detto prima, sto lavorando e quindi spero di sbloccarmi il più presto possibile per gioire insieme alla squadra e al nostro pubblico”.

Fare paragoni è spesso antipatico, ma Forlì attraverso il suo Presidente ha dichiarato di voler alzare l’asticella e fare meglio dello scorso anno significa in pratica una sola cosa. Questo può essere un peso ed uno scoglio per voi? Può togliervi leggerezza e serenità o è una cosa a cui non pensate?

“Da un certo punto di vista noi non ci pensiamo, dall’altro ci pensiamo nel senso che lavoriamo per ottenere il massimo dei risultati e il massimo dei risultati in questo campionato è vincere. Come si suol dire tra il dire e il fare c’è di mezzo il mare, ma noi guardiamo partita dopo partita, domenica dopo domenica e ci prepariamo in allenamento per migliorarci. Certo, noi vogliamo fare meglio dell’anno scorso perché ogni anno devi fare uno step superiore, uno step di crescita, ma non sarà facile perché non ci siamo solo noi e il livello della Serie A2 si è alzato e di parecchio”.

Siete tornati in palestra e coach Martino dopo aver analizzato i  problemi contro Verona avrà già iniziato a prepararvi alla sfida di domenica a Chiusi. Che squadra è la San Giobbe Chiusi?

“Al momento abbiamo lavorato molto più su di noi, su Chiusi cominceremo a farlo presto. In ogni caso avendola già affrontata in Supercoppa posso dire che sono una squadra che ti fa giocar male, che chiude molto l’area e in attacco si conoscono perché sono un gruppo abbastanza consolidato da tempo anche se hanno cambiato l’americano ed hanno qualche problemino fisico. Ovviamente tutto questo non può essere un motivo per arrivare là senza la giusta tensione e voglia di vincere per riscattare immediatamente la brutta sconfitta di Verona”.

Si ringraziano la Pallacanestro Forlì 2.015 e Fabio Valentini per la disponibilità nel realizzare la presente intervista.