Screenshot

Forlì, Coveri suona la carica: “Voglio diventare una certezza!”

Dopo la buona prova contro la Juventus Next Gen, Valentino Coveri è pronto a caricarsi sulle spalle l’attacco del Forlì con imprevedibilità e personalità. L’ex Cesena è tornato a titolo definitivo dopo il prestito della scorsa stagione e si è dimostrato maturato dopo un primo anno di ambientamento. Tra il rapporto con mister Campedelli e l’imminente stagione, una cosa appare chiara: Coveri si vuole consacrare.

Forlì ha investito molto su di lei, sente maggiori responsabilità? E quanto ha influito l’arrivo di Campedelli sulla sua decisione di restare a Forlì?

“A livello di impegno, di importanza e di voglia di fare, rispetto all’anno scorso non è cambiato assolutamente niente. Un aspetto diverso è che indubbiamente mi sento molto più responsabile, perché c’è fiducia: da parte del mister, dello staff intero, dei compagni e della dirigenza.

Ho parlato con Mariani e la trattativa è stata in realtà molto semplice. Io volevo tornare qua perché è una bella piazza e si è circondati da persone che mi vogliono bene. Rispetto all’anno scorso vorrei fare anch’io un passo in avanti, perché sembrava fosse più una cosa un po’ occasionale, che io giocassi a sprazzi e che mi sentissi non fuori dal progetto, ma quasi.

Quest’anno, invece, per me le cose sono cambiate, anche perché sento un altro tipo di forza, un altro tipo di parole dallo staff e da tutti i miei compagni. Anch’io voglio diventare una certezza per tutti, sia come calciatore che come compagno.

Campedelli ha influito tanto sulla mia decisione. Quando ha capito che sarebbe venuto qua, ci siamo sentiti subito. Infatti, dopo ci siamo incontrati, abbiamo parlato anche con il direttore e posso dire che Campedelli ha influito tanto.”

Che rapporto ha con Campedelli?

“Campedelli l’ho avuto per tre anni a Cesena, prima di arrivare qua a Forlì: l’ho avuto in Under 18 e nei due anni di Primavera.

La mia evoluzione, anche a livello fisico, l’ho avuta soprattutto con lui. Sapeva e ha sempre saputo prendermi, sapeva come trattarmi e come potevo rendere al meglio. Con lui, dal giorno zero, c’è sempre stato un confronto diretto, da mister a giocatore. È sempre stato una persona diretta e che ho sempre stimato, soprattutto per il suo modo di fare. Ci siamo trovati subito anche a livello caratteriale.”

Rispetto all’anno scorso è cambiato anche il suo ruolo: da esterno offensivo gioca maggiormente come seconda punta. È una situazione nella quale si trova meglio?

“Diciamo che l’anno scorso è stato un anno dove sono cresciuto tanto. Mi è servito fare quello che ho fatto, perché erano altre idee, un altro stile di gioco e tutto quello che andava fatto cercavo sempre di farlo al meglio.

Io con Campedelli ho sempre giocato seconda punta e magari in questo ruolo mi sento un po’ più libero di andare a destra o a sinistra e di stare un po’ più vicino alla porta. Però sì, io devo cercare di fare il meglio per la squadra, per me stesso e soprattutto per il Forlì, che dobbiamo portare a casa più punti possibile.”

Ha fissato degli obiettivi personali per questa stagione?

“Gli obiettivi non li dirò mai. Io devo pensare a fare il meglio possibile e a fare più gol possibile. Per una punta l’obiettivo è far giocare bene la squadra, ma soprattutto è segnare.”

Campedelli ha portato con sé diversi suoi ex compagni del Cesena. Quanto è importante ritrovarvi tutti nello stesso gruppo?

“Ci siamo trovati in tanti. Oltre a Petrelli, è arrivato Mattioli, ma anche Perini, con cui ho giocato diversi anni e con il quale mi trovo molto bene. È un giocatore forte, si vede anche in allenamento quando giochiamo e ci troviamo bene. Anche da quel punto di vista lì c’è un’amicizia che va oltre alla squadra. Quest’anno abbiamo avuto la fortuna di ritrovarci tutti nella stessa realtà e nello spogliatoio si sente questa forza.”

Per domenica che tipo di gara si aspetta a San Benedetto? Vi preoccupa anche il fattore ambientale, considerando che troverete un ambiente molto caldo?

“Non dobbiamo pensare che la Sambenedettese sia più scarsa o più forte di altre realtà. Noi siamo una piazza umile: dobbiamo pensare che ogni partita sarà una finale. Siamo una squadra giovane e quindi non ci dobbiamo fare tanti pregiudizi sulle altre squadre. Sono sicuro che in qualche modo ce la caveremo anche quest’anno.

Per quanto riguarda l’ambiente, se tu guardi una squadra giovane puoi trovare i pro e i contro, come in tutto. Io penso proprio che, più che essere una squadra giovane, siamo una squadra con degli innesti. Che poi ci sia mancanza di esperienza, quello senza ombra di dubbio. Però ormai è più di un mese che ci alleniamo, ci stiamo capendo, abbiamo fatto tante amichevoli e stiamo capendo cosa ci aspettiamo l’uno dall’altro.

L’idea è quella di entrare in campo con le idee chiare. Poi, certo, le partite avranno sempre momenti nuovi, momenti in cui magari devi rincorrere e tutto, ma lì devi stringere i denti e lottare per i compagni.”

Quanto è diverso questo Forlì rispetto a quello che ha vissuto l’anno scorso?

“Direi che non è cambiato molto: il nucleo bene o male è rimasto sempre quello, nel senso che i giocatori su cui puntare sono rimasti gli stessi: Farinelli, Macrì, Petrelli, De Risio, Gaiola. Loro sono rimasti, così come Martelli, che è un giovane come noi, ma anche lui ormai è qua da tanti anni.

Quello che penso è che noi giovani abbiamo il compito di completare la squadra. Quest’anno, a parte me e pochi altri, gli under più o meno sono cambiati un po’ tutti. L’obiettivo è consolidare un po’ il gioco che vuole Campedelli e aiutare appunto i più grandi. Dobbiamo essere una squadra di 20 ragazzi in cui, se gioca uno o gioca l’altro, deve cambiare poco.”

Domenica sarete pronti per un impegno già difficile?

“Abbiamo già parlato con il mister e mi è stato detto più o meno come sarà e come verrà gestita a livello difensivo la partita. Riguardo alla Sambenedettese, mi aspetto una partita maschia, però sono sicuro che noi possiamo fare bene. Abbiamo un buon gioco quest’anno, credo proprio di poterlo dire, e quindi dobbiamo pensare più al nostro che al resto.”

Come sta fisicamente dopo la febbre e lo scontro contro la Juventus?

“La febbre è stata di passaggio. Ho avuto un giorno, ma bassa, 37 e mezzo, una roba da niente. Infatti ieri ero già in campo. Mentre per lo scontro, vi dirò, è andato bene. Ero convinto di fare gol, però in realtà non mi sono fatto nulla. A livello fisico mi sento pronto, sto bene e vorrei partire domenica nel migliore dei modi.”

Che messaggio vuole dare ai tifosi?

“Che stiamo bene, che ci stiamo allenando forte e che abbiamo tutti lo stesso obiettivo. Siamo carichi per questa stagione, crediamo l’uno nell’altro e si è creata proprio una bella situazione, sia tra staff che giocatori.”