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L’accento sul cognome va posto sulla “i”, quello sul campo lo deciderà Sandro Dell’Agnello, ma potete anche deciderlo voi perché quello di Riccardo Bolpin è un po’ come l’accento del tanto discusso Festival di Caterina Sforza che inizia oggi a Forlì. E’ un accento sulla libertà… Quella di spaziare tra più ruoli da vero e proprio jolly del parquet.

Come tale verrà utilizzato nell’Unieuro 2020-2021 perché questa duttilità è l’attitudine del mestrino, classe 1997 «ma con la faccia e la testa che denotano più anni rispetto a quelli impressi sulla propria carta d’identità» come ammette il presidente biancorosso Giancarlo Nicosanti nel presentarlo ufficialmente nella sede della ditta “Casadei & Pellizzaro”. Un 23enne in rampa di lancio che di esperienza ne ha già accumulata parecchia tra Nazionali di giovanili, di 3×3, Venezia (con vittoria della Fiba Europe Cup), Pistoia, Latina lo scorso anno (a 9 punti di media con il 44% dall’arco), Agropoli e Recanati giocando rispettivamente al fianco di Terrence Roderick ed Erik Rush (il che non guasta affatto), un ragazzo che per usare le parole del suo nuovo tecnico «ha le potenzialità per un grande futuro, ma ci offre già un ottimo presente». Un atleta che, se gli chiedi quali siano stati i suoi modelli ispiratori, ti risponde «Dimitris Diamantidis e Luca Vitali»: due play oversize, quindi, a dimostrazione che classificare il ragazzo non è semplice. L’auspicio è che sia un rebus soprattutto per le squadre avversarie.

Riccardo Bolpin ammette di non vedere l’ora di giocare una partita e sabato l’attesa lascerà il posto al primo test stagionale. Palla a due a Santarcangelo alle 18.30, senza pubblico, contro Riviera Banca Rimini. Un rodaggio per una squadra che solo da questa mattina può contare sulla presenza in palestra di Terrence Roderick, negativo ai tamponi di controllo e a posto con i certificati di idoneità sportiva dopo le visite mediche, ma anche la prima occasione per testarsi da parte di un gruppo rinnovato per metà dei suoi componenti e nel quale il mestrino è pronto a fare il… tuttofare.

«Ho firmato a Forlì con le idee chiare – ammette -. Il mio obiettivo è tornare in serie A e credo che questo sia il posto giusto per conquistarla. Darò ciò che il coach mi chiederà di fornire, ma sento proprio di essere un jolly perché sono stato abituato a giocare in tutti i ruoli da esterno, a Recanati persino stabilmente da play, e lo ritengo un vantaggio oltre che una fortuna. Ovviamente devo ancora migliorare su tanti aspetti, però, a partire dalla gestione dei possessi al trattamento di palla stesso». Per uno partito col calcio, subito abbandonato «perché non mi divertiva e invece la pallacanestro riesce a farlo tuttora», non avere un ruolo definito è quasi un paradosso. Meglio così, in teoria, per Forlì che di giocatori simili ne ha più d’uno. Compreso quel Roderick di cui Bolpin reca una stima assoluta. «Ad Agropoli dovevamo solo salvarci e con lui disputammo una stagione superlativa. Da allora ci ho giocato contro tante volte e l’ho visto molto più maturo pur restando un super atleta».

A margine della presentazione, il presidente Giancarlo Nicosanti dà un importante annuncio: la società sta ragionando sulla campagna abbonamenti per la stagione 2020-2021 con l’intenzione di aprirla nonostante le incertezze che ancora regnano su quando il pubblico potrà tornare sugli spalti e in che misura.

«Aspettiamo il nuovo Dpcm del 7 ottobre e vediamo se ci saranno aperture alla presenza di spettatori negli impianti: me lo auguro perché non bisogna fare disamorare gli appassionati anche se mi aspetto un ritorno al palazzetto graduale. La gente stessa deve riabituarsi e indossare le mascherine non sarà un problema, tanto le si indossa già al centro commerciale. Abbiamo tempo per studiare i meccanismi, ma vogliamo attivare la campagna abbonamenti per il quantitativo di tifosi che sarà consentito. Mettere solo in prevendita biglietti singoli nominativi con necessità di catalogare e tracciare di volta in volta i presenti, complica solo le cose».

L’importante è che il campionato parta anche con una piccola fetta di presenze perché quest’anno non ci sarà neppure copertura televisiva del campionato. «Con Sportitalia non è stato raggiunto l’accordo, niente partite in tv quindi. A maggiore ragione fateci ripartire, anche con poche centinaia di persone va bene lo stesso. Cresceranno, spero, man mano».