Della sconfitta interna maturata nella serata di domenica contro la Real Sebastiani Rieti eravamo convinti di aver raccontato, come sempre senza la pretesa di aver la verità assoluta, tutte le sfaccettature attinenti al campo, perché il contorno è lo spazio, spesso bellissimo dello sport, riservato ai tifosi. Che Demonte Harper non stia attraversando il suo miglior momento in carriera e che questo coincida con la sua venuta in Romagna è sotto gli occhi di tutti e lo si può scrivere, così come noi di Piazzale della Vittoria riteniamo di aver fatto, e al tempo stesso lo si può sottolineare anche dalle poltroncine o dai posti numerati dell’Unieuro Arena, perché chi paga il biglietto ha assolutamente il diritto di esprimere il suo eventuale disappunto. C’è un limite però che non andrebbe mai valicato, perché educazione e rispetto dovrebbero sempre accompagnarci e ancor di più dovrebbero farlo se si parla di sport. Se si parla di una partita, due, tre (fate voi) di pallacanestro. Se c’è una cosa che non finiremo mai di stancarci di sottolineare è quella di prendere le distanze da fatti che nulla hanno a che fare con lo sport appunto. Perché un giocatore della propria squadra va sempre sostenuto a maggior ragione se le performance al di sotto delle aspettative non sono ascrivibili ad un atteggiamento di mancanza di rispetto verso i colori che indossa o verso il pubblico che paga il biglietto. Si può giocar male e si può non esser all’altezza della situazione pur mettendoci tutto l’impegno di questo mondo, si può criticare, certo, ma i “buu”, gli insulti e ancora peggio gli atti vandalici di cui ignoti si sono resi protagonisti infrangendo il parabrezza dell’auto dell’americano di Forlì sono quanto di più incivile e lontano da quello che dovrebbe accompagnare le domeniche al palazzetto. Che il tifoso non apprezzi l’operato della società relativamente alla scelta degli americani ci sta tutto così come ci stava che qualcuno avesse fatto sentire il proprio sostegno ad Harper esponendo uno striscione con l’aiuto di qualche bambino come fatto in precedenza per altri giocatori perché se è vero che si può criticare è altrettanto vero che ognuno ha il diritto di esprimere il proprio sostegno. Evidentemente anche in questo caso si è perso il senso dello sport se uno striscione pro-Harper è stato motivo di irritazione per qualcuno. La stagione, già difficile di suo, rischia di divenire molto pesante se non si recupera il senso dello sport. Le considerazioni di ognuno di noi verso prestazioni che possono essere insufficienti quanto vogliamo dovrebbero rimanere unicamente limitate al rettangolo di gioco.
A conferma di quanto anticipato ieri sulla nostra pagina web è arrivato il comunicato ufficiale da parte della Pallacanestro Forlì 2.015 riguardo la volontà di proseguire fino al termine della stagione il rapporto con l’atleta Toni Perkovic.