Forlì, la scintilla è riaccesa: la scommessa verde tra fame, entusiasmo e la dura prova del campo

Nel gergo che arriva d’oltreoceano la chiamerebbero una preseason “too good to be true”, fin troppo bella per essere vera. Le vittorie schiaccianti conquistate prima al “Memorial Bortoluzzi” di Cividale del Friuli e poi alla “Us Modena Cup” sul parquet del PalaMadiba non sono state soltanto semplici successi di fine estate. Hanno mostrato il volto e l’anima della nuova Pallacanestro Forlì: una squadra giovane, intensa, di carattere, capace di esaltarsi e – soprattutto – di far riaccendere quella fiammella di entusiasmo in una tifoseria che pareva rimasta sopita.

È una svolta culturale profonda, quasi un cambio di paradigma rispetto alle ultime stagioni. Forlì era abituata a roster differenti, costituiti da giocatori navigati ed esperti, interpreti di un basket solido ma diverso. Oggi la società, complici le contingenze e la necessità di riallinearsi alle attuali possibilità, ha scelto di percorrere una strada diversa, probabilmente l’unica davvero giusta per scuotere una piazza appiattitasi e demoralizzata dopo le ultime delusioni.

I segnali estivi dicono che la direzione è quella corretta, ma da adesso in poi il percorso si fa in salita. Il campionato sarà tutta un’altra storia, un terreno ben più insidioso rispetto alle amichevoli e ai tornei prestagionali. Come ha ricordato a più riprese coach Nanni, i margini di crescita di questo gruppo sono ampi: ora il compito più profondo sarà dosare ed alimentare questa passione, proprio come quando con il ventaglio si soffia con costanza sulle braci per alimentarne l’incandescenza e trasformare la scintilla iniziale in un fuoco vivo. Sarà la fame – elemento imprescindibile per un collettivo così verde – a dover alimentare il desiderio di stupire e migliorarsi giorno dopo giorno.

In questo equilibrio sottile, il ruolo dei “senatori” diventerà cruciale. L’esperienza e la leadership di capitan Gaspardo, le letture di Mian e la saggezza cestistica di Dada Pascolo rappresentano la spina dorsale a cui i più giovani dovranno aggrapparsi. A loro spetterà il compito di fare da “chioccia” e da bussola, specialmente quando arriveranno i momenti di difficoltà e i passaggi a vuoto che, fisiologicamente, scandiranno il cammino della stagione.

Il verdetto definitivo, come sempre, spetterà al parquet. Forlì dovrà conquistarsi ogni singolo punto contro corazzate blasonate e roster costruiti con budget ben superiori per puntare al salto di categoria. Eppure, una prima grande vittoria – ben più significativa delle coppe alzate in preseason – questo nuovo corso l’ha già messa a referto: aver dimostrato che la strada dell’energia, del giusto mix tra gioventù ed esperienza, è quella capace di far battere di nuovo, forte, il cuore del basket forlivese.