Forlì, Nanni lancia la sfida a Cividale: «Rispetto, ma senza timore»

Domani l’esordio in campionato sul campo di Cividale. Il coach biancorosso: «È una bellissima opportunità. Dobbiamo essere pronti al cambio di livello dopo la pre-season»

La stagione comincia da Cividale. La Unieuro Forlì è pronta a fare il proprio esordio in campionato sul parquet della UEB Gesteco, in una sfida che rappresenta subito un banco di prova importante per la squadra di Francesco Nanni.

Il tecnico biancorosso affronta l’appuntamento con entusiasmo e grande rispetto per l’avversario, ma senza alcun timore reverenziale. «Per noi andare a Cividale e iniziare il campionato è una bellissima opportunità», ha spiegato Nanni alla vigilia.

Cividale, un modello da rispettare

Il coach forlivese riconosce alla formazione friulana un percorso costruito negli anni, dentro e fuori dal campo.

«Cividale è una società che rispettiamo moltissimo per quello che ha fatto negli ultimi anni, non solo per i risultati ottenuti sul campo, ma anche per la quantità di giocatori lanciati e per la qualità del basket espresso».

Un avversario, dunque, che arriva all’appuntamento con una struttura consolidata e che per Forlì rappresenta un test subito ad alto coefficiente di difficoltà.

«Sappiamo che è una squadra che vuole confrontarsi alla pari con tutte le grandi della categoria e siamo molto entusiasti di affrontarla».

«La pre-season non conta più»

Nanni non vuole però che i risultati del precampionato condizionino l’approccio alla prima giornata.

«Abbiamo chiesto ai giocatori di non sedersi su quello che è successo in pre-season. Quello che è successo non rispecchia il valore delle squadre».

Il campionato, secondo il tecnico, presenterà infatti un’intensità completamente diversa. E Cividale parte anche con il vantaggio di avere già disputato due partite ufficiali di Supercoppa.

«Sono state gare di intensità vera di campionato che sicuramente hanno preparato benissimo i loro giovani e, in generale, il loro roster alla partita».

Forlì, dal canto suo, ha risposto con una settimana di allenamenti particolarmente intensa.

«Abbiamo fatto il meglio possibile: intensità molto alta, grande collaborazione da parte dei ragazzi e grandissimo focus. Sono molto contento».

L’esordio di Nanni: «Sarà emozionante»

Quella di Cividale sarà anche la prima giornata di campionato di Nanni nel nuovo ruolo di capo allenatore. Un passaggio importante, che il tecnico ammette di non aver ancora avuto modo di metabolizzare completamente.

«Se mi fermo a pensarci mi fa molto effetto. Per fortuna abbiamo avuto tanti impegni e siamo talmente dentro alla quotidianità che non mi sono fermato troppo a pensare».

L’emozione, però, arriverà probabilmente a ridosso della palla a due.

«Non ho dubbi che l’ultima mezz’ora prima della palla a due sarà emozionante. Però il bello è che allenare è allenare: sono sempre cinque giocatori in campo e la palla deve entrare nel canestro».

Redivo osservato speciale

Tra i principali pericoli della formazione friulana c’è sicuramente Lucio Redivo, uno dei giocatori offensivi più importanti della categoria.

«È uno dei migliori stranieri della categoria e non sta a me dirlo: sono i numeri che parlano per lui».

Ma Nanni sa bene che limitare Redivo non significa automaticamente aver risolto la partita.

«È un giocatore anche in grado di fare una partita da 14 punti e 10 assist, mettendo in ritmo gli altri».

Per questo l’obiettivo sarà soprattutto impedirgli di trovare canestri facili.

«Dobbiamo essere bravi a togliere a Redivo le cose facili e quelle che arrivano dalle nostre disattenzioni».

E se arriveranno le prodezze individuali? Nanni ha già indicato ai suoi la reazione da avere.

«Se segna un canestro difficile, dobbiamo avere la forza di prendere la palla, fare la rimessa veloce e andare dall’altra parte. Non dobbiamo avere quell’istinto umano di pensare: “Ha segnato anche questa”».

Scelte difensive, senza voler togliere tutto

La chiave sarà anche la capacità di accettare determinati rischi difensivi.

«Contro una squadra di A2 bisogna fare delle scelte, avere la forza di farle coerentemente e capire nel corso della partita se vanno cambiate».

Nanni non vuole una squadra schiacciata dall’idea di dover annullare ogni arma dell’avversario.

«Non possiamo pensare di togliere tutto. Dobbiamo sapere che c’è un certo tipo di tiro che accettiamo».

E dall’altra parte del campo sarà altrettanto importante riuscire a imporre la propria pallacanestro.

«Dobbiamo riuscire a imporre il nostro gioco nella metà campo offensiva».

Giovani, niente paura di sbagliare

Uno dei temi principali del nuovo progetto forlivese è la presenza di diversi giovani chiamati ad avere responsabilità importanti. Un aspetto che Nanni non considera un problema.

«È normale avere dei periodi di adattamento. La nostra forza deve essere quella di sostenerli e la loro forza deve essere quella di fare errori, ma non di mancanza di intensità e di energia».

Il messaggio rivolto ai ragazzi è chiaro: nessuna paura di sbagliare.

«Non voglio avere giocatori spaventati di sbagliare. Noi non giocheremo una pallacanestro basata sul fare un errore in meno degli altri, ma sul fare una cosa giusta in più».

Una filosofia che diventa ancora più importante con un gruppo giovane.

«Con un gruppo di ragazzi di 20 anni sarebbe una sfida a perdere cercare di fare zero errori».

Gli under chiamati a essere protagonisti

Nanni non vuole giovani semplicemente inseriti nel quintetto per fare presenza. Tommaso, Pinza, Ceccato, Josovic e Zanetti saranno chiamati a incidere concretamente.

«Ceccato deve anche fare dei tiri difficili, Pinza deve fare delle difese contro i migliori avversari dell’altra squadra, Iosovic dovrà attaccare dei vantaggi anche in post basso».

L’idea è quella di una squadra nella quale tutti abbiano responsabilità.

«Non sono gli under che stanno in campo nell’angolo, tirano se sono liberi e altrimenti passano la palla al play. Devono giocare la pallacanestro».

Il campo già conosciuto? «Non credo conti»

Forlì tornerà infine su un parquet già calcato durante il precampionato. Una coincidenza dovuta al calendario e alla programmazione estiva, che secondo Nanni non dovrebbe incidere sul risultato.

«La mia sensazione da allenatore è che non conti troppo. Quando abbiamo organizzato il precampionato non sapevamo quale fosse il calendario e il torneo di Cividale doveva essere organizzato a Lignano».

Il tecnico non attribuisce dunque particolare peso al fattore campo già conosciuto.

«È un campo abbastanza normale, simile ad altri in cui abbiamo giocato».

Ora, però, il precampionato è definitivamente alle spalle. Domani si farà sul serio: Cividale sarà il primo esame della nuova Forlì. Una sfida da affrontare con rispetto, intensità e personalità. Come sintetizza Nanni, «senza timore».