Forlì, riecco Diego Rossi: «Qui mi sento a casa. Uniti possiamo uscire da questo momento»

Forlì riabbraccia Diego Rossi. Il terzino classe 2005 torna sotto San Mercuriale a titolo definitivo, chiudendo il percorso in prestito che lo aveva visto crescere al Cesena. Ritrova una piazza che per lui rappresenta molto più di una semplice tappa di carriera. Dopo la stagione 2023/24 vissuta in biancorosso in Serie D, ai tempi della gestione Antonioli, Rossi è ora pronto a rimettersi in gioco in un contesto diverso, più esigente, ma con lo stesso calore che aveva accompagnato i suoi primi passi nel calcio dei grandi.

«Ho trovato un ambiente totalmente diverso – racconta – perché è cambiata la categoria, sono cambiati molti compagni e anche l’allenatore. Però ho ritrovato un gruppo positivo, con tanta voglia di uscire da questo momento difficile. L’accoglienza è stata subito buona e questo per me è fondamentale».

Cresciuto nel settore giovanile del Cesena, Rossi ha costruito il proprio percorso attraverso diverse esperienze in prestito, passaggi fondamentali per la sua maturazione. Il primo vero impatto con il calcio senior è arrivato proprio a Forlì in Serie D, una tappa che gli ha permesso di affrontare successivamente il salto tra i professionisti. «Forlì è stata la mia prima esperienza importante – spiega – eravamo sempre nelle zone alte della classifica e questo mi ha aiutato molto anche quando sono salito di categoria».

Dopo il passaggio in Serie C, il terzino ha avuto modo di confrontarsi con realtà e gironi differenti, accumulando un bagaglio di esperienze già significativo nonostante la giovane età. «Il salto dalla Serie D alla Serie C si sente, soprattutto all’inizio. Serve tempo per adattarsi, ma è un passaggio naturale se vuoi crescere. Ho avuto la possibilità di conoscere tutti e tre i gironi e il girone C, soprattutto quest’anno, è sicuramente il più complicato: ci sono squadre con storia e organici importanti che rendono il campionato durissimo».

Un percorso non sempre lineare, fatto anche di momenti con meno spazio, ma che Rossi considera parte integrante della crescita. «Nel calcio entrano in gioco tanti fattori: allenatori, scelte, momenti. In alcune esperienze ho giocato meno, in altre di più, ma ho sempre lavorato per farmi trovare pronto».

Ora però il capitolo dei prestiti è chiuso. Il ritorno a Forlì avviene a titolo definitivo, segno di una scelta chiara e condivisa. «Quando si è presentata l’ipotesi di tornare qui l’ho accettata subito. Conoscevo l’ambiente, sapevo cosa poteva darmi anche in un momento delicato come questo. Forlì è una piazza che mi ha sempre fatto sentire a casa».

In questa fase della stagione, la sosta può rappresentare un’opportunità. «Può aiutarci a conoscerci meglio, soprattutto dopo il mercato di gennaio, e a recuperare giocatori importanti. Sono settimane preziose per lavorare e ritrovare compattezza».

Dal punto di vista tattico, Rossi si mette a disposizione nel suo ruolo naturale. «Ho sempre fatto il quinto, ma il calcio moderno ti chiede di saper fare più cose. Mi piace difendere e attaccare, è un ruolo dispendioso ma stimolante. Credo che il terzino sia quello che mi rappresenta di più, ma ho imparato ad adattarmi».

Forlì ritrova così un giocatore giovane ma già consapevole, che conosce il peso della maglia e l’importanza dell’ambiente. In un momento delicato della stagione, il suo ritorno rappresenta una risorsa in più: per ripartire servono identità e appartenenza, e Diego Rossi a Forlì sa già cosa significa.