Forlì, Macrì: “Questa è casa mia! Ora testa alla salvezza”

A due giorni dalla delicata trasferta contro il Bra a Sestri Levante, Davide Macrì ha fatto il punto sulla stagione del Forlì. Il numero dieci biancorosso, tra i leader della squadra, ha analizzato il momento dei suoi, proiettandosi verso il finale di campionato e lasciandosi andare anche a parole d’affetto per la piazza

La salvezza matematica è vicina: che clima si respira nello spogliatoio? La squadra si sente a un passo dall’obiettivo?

«Sì, è quello che ci stiamo dicendo da qualche giorno anche con il mister. Sappiamo che facendo punti in questa partita possiamo ottenere la salvezza matematica, che era l’obiettivo fin dall’inizio della stagione. Poi magari si poteva pensare a qualcosa in più, ma ormai mancano poche partite. Prima bisogna salvarsi e poi chiudere nel migliore dei modi».

Come valuta la propria condizione fisica dopo l’infortunio? È tornato al 100%?

«Sto recuperando, sto abbastanza bene. Non sono ancora al 100%, ma direi intorno al 90%. Le ultime due partite mi hanno aiutato tanto a ritrovare il ritmo gara. Ogni tanto sento ancora qualcosa, ma i medici dicono che è normale, quindi vado avanti tranquillo».

È soddisfatto della sua prima stagione in Serie C? C’è un momento che porterà con sé?

«Sono molto soddisfatto, perché non mi aspettavo di fare un primo anno così da protagonista. A livello personale gol e assist fanno piacere, ma quello che mi porto dentro è soprattutto il percorso: la stagione con i compagni, lo staff, la società e i tifosi. Qui mi sono sentito a casa fin da subito, praticamente dal primo allenamento. Anche il rinnovo a dicembre è nato da questo legame con il Forlì, ed è qualcosa di davvero bello per me».

Quanto hanno inciso i numerosi infortuni nel percorso della squadra?

«Hanno pesato parecchio. Giocare sempre con tutti a disposizione è diverso rispetto a dover fare i conti con assenze continue, soprattutto in ruoli chiave come la difesa. Ad esempio, De Risio contro la Pianese ha giocato per più di un tempo al centro della difesa. È anche un discorso numerico: a volte chi subentra non è ancora al meglio della condizione e fa più fatica. Tra campi diversi e problemi fisici, qualche difficoltà l’abbiamo avuta. Senza questi intoppi forse avremmo potuto avere qualche punto in più e magari pensare anche ai playoff. Però ormai guardiamo avanti: conta questa partita e raggiungere la salvezza il prima possibile».

Che tipo di partita si aspetta dalla sfida di sabato contro il Bra, considerata la posta in palio?

«Sarà una battaglia. Anche loro hanno una grande occasione per rientrare in corsa per la salvezza, quindi daranno tutto. Sarà una partita tirata fino all’ultimo minuto. Chi avrà più voglia la porterà a casa, perché comunque entrambe le squadre hanno qualità, anche se la classifica dice altro. In campo però contano i 90 minuti: bisogna lottare fino alla fine».

Per il Forlì esiste un solo risultato possibile o anche un pareggio potrebbe essere sufficiente?

«Noi giochiamo sempre per vincere, è quello che ci chiede mister Miramari. Poi è chiaro che un pareggio, combinato con altri risultati favorevoli, potrebbe comunque andar bene. Però l’obiettivo è vincere e chiudere definitivamente il discorso salvezza, indipendentemente dai risultati sugli altri campi. Di sicuro è una partita che non possiamo permetterci di perdere: contano i punti e non possiamo sbagliarla».

Per concludere: il rinnovo lascia intendere una permanenza anche per la prossima stagione?

«Sì, il rinnovo c’è stato, quindi direi proprio di sì!».