Forlì risorge a Brindisi, ma mercoledì servono conferme

Certe vittorie valgono più di due punti in classifica. Certe vittorie, come quella conquistata dall’Unieuro Forlì al PalaPentassuglia, possono diventare un punto di svolta, un segnale forte e chiaro che la rotta, per quanto sembrasse segnata, può ancora essere invertita.

La squadra di coach Antimo Martino (nella foto di Stefano Albanese), reduce da quattro sconfitte consecutive e precipitata in fondo alla classifica, si è presentata sul parquet della prima della classe con il peso del momento e la consapevolezza di non poter più sbagliare. Ma proprio lì, dove tutto lasciava presagire un’altra serata amara, Forlì ha tirato fuori orgoglio, lucidità e — finalmente — spirito di squadra.

Il successo di Brindisi non è solo un risultato: è un messaggio. È la dimostrazione che questa squadra, se resta compatta e fedele ai principi del proprio allenatore, può ancora dire la sua. E se anche la classifica continua a raccontare di un inizio complicato, ciò che si è visto in Puglia deve essere il seme da cui ripartire.

La zona difensiva, scelta tecnica quasi obbligata vista la lista di assenti e le caratteristiche del roster, si è rivelata l’arma giusta. Non solo per spezzare i ritmi di Brindisi, ma per restituire alla squadra quella fiducia collettiva che sembrava smarrita. È stata una mossa coraggiosa, figlia della necessità ma anche della competenza di un allenatore che non ha mai perso la bussola, neppure nei momenti più difficili.

Ora, però, viene la parte più complicata: dare continuità. Perché la vittoria di Brindisi rischia di restare un lampo isolato se non verrà alimentata dallo stesso spirito visto al PalaPentassuglia. Quello spirito fatto di aiuti difensivi, di sacrificio, di voglia di lottare su ogni pallone. Di una squadra vera, insomma. L’ambiente, diciamolo, stava diventando pesante. I mugugni, la sfiducia, le prime crepe nella serenità di un gruppo che, fino a un mese fa, veniva indicato come esempio di equilibrio ed esperienza. Serviva una scossa, e quella scossa è arrivata nel momento più inatteso e più importante.

Non sarà una vittoria a cancellare i problemi, ma può essere la scintilla per rimettere in moto tutto. Per tornare a guardarsi negli occhi e credere, davvero, che questa stagione possa ancora regalare soddisfazioni. Perché a volte, nello sport come nella vita, serve passare attraverso la tempesta per ritrovare la direzione. E a Brindisi, l’Unieuro ha dimostrato che il vento può ancora cambiare.