Talmente bella da sembrare un sogno, ma terribilmente concreta. La vittoria con cui la Pallacanestro Forlì ha sbancato il PalaGesteco, annichilendo una realtà solida come Cividale, va ben oltre il semplice risultato sportivo dell’esordio. Il successo conquistato sul campo della formazione di coach Pillastrini non regala soltanto i primi due punti del campionato, ma firma ufficialmente l’inizio del secondo ciclo della storia biancorossa.
Dopo la rifondazione del 2015 e il percorso di crescita culminato nelle scorse stagioni, il nuovo corso — guidato ancora da un pilastro come Gigi Garelli in una nuova veste dirigenziale — ha imboccato con coraggio la strada a lungo invocata dalla piazza: scommettere sui giovani e proporre una pallacanestro intensa, energica e spensierata. Un’inversione di tendenza fondamentale per affrancarsi definitivamente dai nostalgici ricordi della Libertas 1946 e costruire un’identità fresca, moderna e fortemente identitaria.
Sul parquet friulano, l’Unieuro capitanata da Gaspardo e magistralmente preparata da coach Francesco Nanni ha sfoderato una prestazione che soltanto qualche mese fa pareva impensabile. La squadra non si è limitata a vincere, ma ha letteralmente “schiantato” Cividale utilizzando le sue stesse armi storiche: ritmi alti, aggressività e una dote atletica che da sempre rappresenta il marchio di fabbrica della programmazione societaria del Presidente Micalich.
Se la vigilia imponeva cautela, ricordando come i test precampionato non potessero offrire reali certezze, la risposta fornita sul campo è andata ben oltre le più ottimistiche previsioni. L’Unieuro ha dominato la contesa sotto ogni voce statistica e tattica:
Controllo del ritmo e circolazione: 20 assist di squadra contro i 14 avversari, con una straordinaria capacità di alternare le soluzioni dentro e fuori dal pitturato.
Dominio sotto i tabelloni: un netto 48 a 31 a rimbalzo che ha garantito possessi ed energia.
Balistica e percentuali: 56,8% contro 47,7% da due e un eccellente 42,9% da tre punti (a fronte del 20% friulano).
Impatto della panchina: un emblematico 33 a 15 è il dato dei punti arrivati da coloro che sono saliti a gara in corso.
È stata una vittoria mai in discussione, edificata sulla determinazione di chi vuole stupire, sulla precisione di chi ha applicato alla lettera il piano partita e sulla consapevolezza collettiva che ogni singolo elemento debba portare il proprio mattoncino. In questo contesto spicca la gestione impeccabile delle rotazioni da parte di coach Nanni, capace di coinvolgere l’intero roster ed esaltare il collettivo anziché la giocata del singolo.
Ora, però, viene il bello e al contempo il difficile. Una squadra matura si riconosce dalla capacità di gestire un entusiasmo debordante, evitando cali di concentrazione che si pagherebbero a caro prezzo. Servirà tornare subito in palestra con la testa bassa, lasciandosi alle spalle l’impresa friulana per incanalare questa carica nel lavoro quotidiano.
L’appuntamento è fissato per sabato all’Unieuro Arena per l’esordio casalingo contro Cento: l’auspicio è che Forlì sappia regalare ai suoi ragazzi una cornice di pubblico all’altezza dello spettacolo e del cuore mostrati in Friuli. Il viaggio è appena iniziato, ma la rotta è tracciata.