Forlì verso Guidonia, Miramari: «Abbiamo lavorato soprattutto sul recupero delle energie»

Un punto a Pesaro per muovere la classifica, tre contro il Pontedera per ritrovare fiducia e consapevolezza. Ora per il Forlì arriva un’altra tappa delicata del suo percorso: domenica 15 febbraio i biancorossi saranno di scena sul campo del Guidonia Montecelio 1937 per la 27ª giornata del Serie C Girone B Sky WiFi.

Una trasferta insidiosa, che arriva al termine di settimane intense, sia dal punto di vista mentale che fisico. Alessandro Miramari, alla vigilia, mette subito il focus su ciò che ha guidato il lavoro in settimana:

«Abbiamo lavorato soprattutto sul recupero delle energie. Era il nostro obiettivo principale: recuperare i giocatori, recuperare energie e anche qualche elemento a livello numerico, perché le partite lasciano sempre degli strascichi dal punto di vista fisico».

L’infermeria resta infatti un tema centrale. «Ci sono giocatori borderline che dobbiamo valutare, stiamo continuando questo processo di verifica». Tra le situazioni da monitorare ci sono Saporetti, alle prese con un problema al ginocchio, Scaccabarozzi, affaticato dopo la gara disputata su un campo molto pesante, e Macrì che non ha ancora recuperato dallo sforzo di giovedì.

C’è poi un’assenza praticamente certa che è quella di Franzolini: «Abbiamo provato a testarlo ieri, ma non è possibile farlo giocare. Ha ancora troppo dolore e, anche con i medicinali, non è in grado di fare una performance da atleta. Siamo obbligati a lasciarlo fuori».

Solo il percorso, non la classifica

Nonostante il momento positivo dopo la vittoria contro il Pontedera, Miramari non cambia linea e non guarda né verso l’alto né verso il basso.

«Dall’inizio dell’anno non ci siamo mai posti il problema se guardare in alto o in basso. Per noi conta trovare il nostro percorso. Anche adesso siamo ancora alla ricerca del nostro percorso».

Un concetto ribadito con lucidità: «Se provi a fare meglio tutte le partite, alla fine dell’anno raccogli la somma di quello che hai meritato. Non ci preoccupiamo né dietro né davanti, ma solo di fare una buona prestazione a Guidonia».

Indici di pericolosità altissimi

I dati, però, raccontano una squadra viva e capace di creare, sopratutto dopo il mercato di gennaio che ha rimpolpato la rosa in termini numerici e di qualità. «Abbiamo avuto indici di pericolosità stratosferici contro il Pontedera, tra i più alti dell’anno. Quando tocchi quota 100 (valore che misura la quantità e la qualità delle azioni offensive create nell’area avversaria, ndr) significa che sei entrato tante volte nell’area avversaria».

Resta però il margine di miglioramento nella scelta finale: «Fin dall’inizio abbiamo cercato il gioco anche dentro l’area, quando forse sarebbe stato più opportuno andare al tiro. Però le scelte sono dei giocatori: se in quel momento hanno visto un passaggio in più, è giusto che lo abbiano tentato».

Domenica servirà equilibrio, concretezza e gestione delle energie. Il Forlì arriva a Guidonia con fiducia ritrovata, ma con la consapevolezza che la strada per il porto è ancora lunga.