Dopo la sconfitta interna contro Cividale per la Pallacanestro Forlì 2.015 è già tempo di rituffarsi sul campionato nel turno infrasettimanale della 21^ giornata che la vedrà opposta alla Tezenis Verona degli ex Gazzotti, Penna e Palumbo che precede di 2 lunghezze in classifica proprio i biancorossi, 24 punti per Verona e 22 per l’Unieuro, rispettivamente all’ottavo e al decimo posto in graduatoria. Noi di Piazzale della Vittoria abbiamo voluto sentire la voce dell’ala/pivot Giulio Gazzotti (foto copertina Scaligera Basket) costretto ai box nelle ultime due contro Piacenza e Udine, ma rimasto legato all’esperienza in Romagna.
Buongiorno Gazzotti, innanzitutto come procede il suo recupero dopo l’infortunio al polpaccio che l’ha costretta a saltare le ultime due gare di campionato?
“Buongiorno innanzitutto. Il mio recupero procede abbastanza bene, sono alle prese con un fastidio che mi porto dietro da un pochino e vediamo nel corso della giornata di domani (oggi per chi legge n.d.r.) come reagisce, però direi che prosegue abbastanza bene”.
Entrambe siete accomunate da due sconfitte con le squadre friulane nell’ultimo turno, ma mentre Verona viene da 3 vinte e 2 perse nelle ultime 5, Forlì registra numeri inversi con 3 perse e 2 vinte. Alla luce della classifica attuale quella contro l’Unieuro può definirsi una sfida tra due big che hanno reso al di sotto delle aspettative o comunque che occupano un posto in graduatoria al di sotto delle aspettative?
“Premesso che seguo molto la realtà di Forlì, diciamo che sono due squadre che hanno vissuto un problema abbastanza analogo avendo anche noi cambiato un giocatore in corsa che è arrivato da poco e ci ha dato un equilibrio diverso e anche Forlì, comunque, viene da un periodo dove doveva cercare di recuperare l’americano e adesso dispone di tre giocatori da ruotare e ritrovare la chimica di squadra non è mai semplice. Poi sicuramente vincere aiuta a vincere ed è anche più facile così inserire i giocatori, cosa che noi nell’ultimo periodo, a parte la partita di Udine, siamo riusciti a fare, mentre Forlì un pochino meno. Però sono d’accordo con lei nel dire che siamo due squadre che meriterebbero qualche punto e posizione in più, due squadre non da prime tre posizioni, ma sicuramente qualche punto in più sì”.
Sempre alla luce di questa classifica a Forlì il pubblico è deluso. Come sta reagendo, invece, quello gialloblu?
“Mah.. credo che il pubblico di Verona in generale abbia capito che venivamo da un momento nel quale non siamo riusciti, per colpa nostra e per colpa di tanti motivi, a inserire al meglio Pullen, dopodiché col cambio che abbiamo fatto a mio avviso il pubblico ha visto una squadra un pochino più coesa, una squadra forse con meno talento, ma con più voglia di lottare su ogni pallone che è poi quello che il pubblico di qualsiasi squadra credo si aspetti. Ultimamente noi ripeto, a parte la partita contro Udine nella quale avevamo diverse defezioni, direi che siamo sempre riusciti, da quando è arrivato Zach Copeland, ad offrire una prestazione da squadra che cerca sempre di dare il 110% e si percepisce che il pubblico questo lo apprezzi di più”.
Nella partita di andata Forlì ebbe la meglio su di voi dopo un supplementare, ma entrambe le squadre oggi sono cambiate. L’Unieuro attualmente sta attraversando il momento più difficile da quando Martino è alla guida tecnica. Che Forlì vi aspettate e soprattutto come si prepara una partita non avendo certezza della coppia straniera avversaria che scenderà in campo?
“Conosco Antimo e conosco l’ambiente, conosco tutti i giocatori che giocano a Forlì quindi probabilmente, ne parlavamo in questi giorni con lo staff, a livello di esperienza credo sia, senza nulla togliere a tutte le altre, con Cinciarini, Pascolo, Tavernelli, lo stesso Pollone, Gaspardo, tanta gente che gioca da tempo questo campionato, una squadra in grado di venir fuori da momenti difficili come quello attuale. Antimo lo ritengo un grande allenatore quindi credo sia in grado di tirar fuori Forlì da questo momento al netto del fatto che non è mai facile gestire tre giocatori stranieri di cui uno appena rientrato da un lungo infortunio. Per quanto riguarda noi, molto semplicemente abbiamo preparato la partita su tutti i giocatori, poi in base a quelli che giocheranno faremo come si dice in gergo un “game time decision”, però in generale la coppia straniera non cambia molto perché stiamo parlando di tre esterni e il fatto che siano guardie, o playmaker/guardie, o guardie/ala piccola cambia poco nella preparazione della partita”.
Veniamo alla sua esperienza forlivese. Come la giudica, quale il ricordo più bello e perché il suo rapporto terminò nonostante la buona stagione disputata?
“Ho il ricordo di un’annata stupenda nella quale ci siamo veramente divertiti tanto. Penso al tempo stesso che abbiamo fatto divertire molto il pubblico e credo sia stata una squadra che, nonostante in regular season abbia avuto qualche momento in cui non abbia espresso un grande basket anche singolarmente, nella fase a orologio e poi fino alla cavalcata della finale abbia offerto qualcosa di molto bello ai propri tifosi. Poi è inutile ricordare che c’è stato un disastro ambientale che ha riguardato tutta la città, l’infortunio occorso a Sanford verso la fine dell’anno, insomma abbiamo avuto anche noi qualche sfortuna di troppo, però penso sia stata un’annata molto importante, propositiva di cui nutro ricordi molto belli legati alla città, ai miei compagni e ad Antimo stesso. Venendo all’ultima parte della domanda non c’è molto da dire perché quando le stagioni finiscono ci si confronta, si valutano tante cose ed entrambi abbiamo valutato così, ma in generale la stima reciproca è rimasta intatta e personalmente posso solo che parlare bene della realtà forlivese e in generale del pubblico e dei miei compagni. Quella a Forlì è una stagione che ricordo sempre con grande affetto”.
In conclusione ci dica, avendo avuto modo di vedere ed affrontare tutte le avversarie di questa Serie A2, qual è la squadra che l’ha maggiormente impressionata e quale invece la sorpresa che non si sarebbe aspettato?
“Beh per quanto riguarda la sorpresa, in questo momento posso dire Milano che ha un quintetto base veramente di alto livello, basti pensare ad Alessandro Gentile, però è una squadra corta che non mi aspettavo potesse occupare stabilmente le prime quattro/cinque posizioni e quindi da questo punto di vista mi ha sorpreso perché me l’aspettavo forte, ma non così nonostante stiano facendo un ottimo lavoro. Per quanto riguarda altre squadre, che potrei definire certezze, direi che Cantù e Rimini sono le due, a mio modesto avviso, che si giocheranno la promozione diretta con l’outsider Udine che in casa ha fatto percorso netto, ma che fuori ha avuto qualche problema che Rimini e Cantù hanno avuto in misura minore. Tra l’altro Cantù ha recentemente aggiunto due giocatori di livello assoluto e quindi penso che con Rimini e appunto Udine si giocherà fino alla fine la prima posizione per la promozione diretta in A1”.
Si ringraziano la Scaligera Basket Verona e l’atleta Giulio Gazzotti per la disponibilità concessa nella realizzazione della presente intervista.