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Terminata la stagione regolare con l’entusiasmante successo su Trieste e il sorpasso sulla Fortitudo all’ultima curva, la “macchina” Pallacanestro Forlì 2.015 è pronta per il circuito della fase a orologio con rinnovate ambizioni di promozione. Noi di Piazzale della Vittoria abbiamo voluto sentire il Presidente Giancarlo Nicosanti (foto di repertorio) per vivere l’umore e le sensazioni direttamente dalle sue parole.

Buongiorno Presidente e congratulazioni per questa prima parte di stagione che ha visto Forlì per il secondo anno consecutivo davanti a tutti al termine della stagione regolare. A distanza di poche ore da quella che è già una bella impresa ci racconta le sue emozioni e ci traccia un suo bilancio?

“Il bilancio non può che essere positivo. Arrivavamo da un’annata come quella scorsa che sembrava, o forse ancora oggi sembra, irripetibile ed invece abbiamo centrato un primo posto nella stagione regolare anche un po’ insperato. Abbiamo cambiato una buona parte della squadra e quindi non era così semplice ripetersi nella stagione regolare. Adesso ovviamente vogliamo proseguire e ripeterci anche nella fase a orologio e poi soprattutto nei playoff. Devo dire che dal punto di vista delle emozioni è stata un’emozione grande perché vincere la stagione regolare non è una cosa che rimane nella storia, ma ci darà dei vantaggi da qui in avanti anche considerando che nella fase a orologio ti porterai dietro i punti conseguiti in classifica, inoltre abbiamo messo qualche squadra a una certa distanza e quindi è stata una grande emozione che, ripeto, è arrivata anche insperata”.

A inizio stagione, durante la serata di presentazione a Castrocaro, lei dichiarò che quest’anno per alzare l’asticella non si sarebbe più accontentato di vincere solo i derby. Traducendo in soldoni le sue parole, i tifosi possono sognare?

“Credo che negli ultimi anni abbiamo sempre cercato di alzare l’asticella. E’ chiaro che l’anno scorso abbiamo raggiunto la finale e quindi più di così non si poteva sperare se non quello di fare quelle tre vittorie in più che ci sono mancate alla fine. Sicuramente è stata una stagione importante, ma anche quest’anno siamo partiti con lo stesso identico obiettivo che è quello di arrivare in forma ai playoff in una posizione tra le prime tre/quattro squadre in modo da avere i vantaggi nei vari turni dei playoff della bella in casa. Insomma tanti bei propositi che alla fine si devono poi scontrare anche con le ambizioni e gli obiettivi delle altre squadre perché quest’anno soprattutto il nostro girone, secondo la mia personale opinione, è veramente di altissimo livello con noi, la Fortitudo, che è stata la vera sorpresa del campionato dopo Forlì, Verona, Udine, Trieste e quindi onestamente non era facile immaginare che saremmo arrivati davanti a tutti”.

Sognare non costa nulla, ma poi bisogna fare i conti con la realtà. In una recente intervista ai nostri microfoni il “Marine” Marco Bonamico a precisa domanda su cosa manchi a Forlì per fare il salto di categoria rispose che un po’ di fortuna aiuterebbe perché occhio sulle scelte, la società ce l’ha. La Pallacanestro Forlì 2.015 sarebbe strutturalmente pronta al salto di categoria?

“Mah.. devo dire la verità, in tutta onestà non abbiamo mai affrontato questo argomento. Non dimentichiamoci che questa è una società che è nata nel 2015 e in 8 anni è arrivata a questi livelli facendo i suoi errori e facendo sicuramente qualche scelta che si è rivelata poi sbagliata. Credo però purtroppo, o per fortuna, sia il bello dello sport dove non è un fattore matematico che uno più uno faccia sempre due. Viviamo di equilibri che si devono creare all’interno della squadra e questi sono determinati dalle persone che compongono il roster, dallo staff tecnico e dalla società e quindi poter dire oggi se siamo pronti o meno per la Serie A sarebbe presuntuoso da parte mia. Allo stesso tempo se dovesse succedere, e mentre ne parlo faccio strani gesti e scongiuri affinché ciò possa accadere (ride), vorrei dire che ci faremo trovare pronti. Ovvio che ci sarebbero cose nuove da affrontare, però dal punto di vista fiscale, con le nuove regole che hanno coinvolto la Serie A2, con i tesserati assoggettati ad un nuovo regime fiscale che assomiglia molto a quello dell’A1, abbiamo già fatto un test su quella parte lì. Chiaramente dovremo farci trovare pronti anche in molte altre cose, ma molto francamente le dico la verità: vorrei averlo quel problema a giugno”.

Nonostante i segnali positivi di domenica quello che ai più è parso evidente in questa stagione è stato lo scarso apporto del centro titolare attanagliato da problemi fisici che lo hanno molto limitato. Avete pensato, in proiezione play off, di andare sul mercato tenendo conto che avrete tempo fino ad aprile?

“Noi dobbiamo fare una sola cosa oggi, ovvero ringraziare Zilli per tutto quello che ci sta dando perché purtroppo per lui ha qualche problema fisico di non facile soluzione e quindi innanzitutto lo dobbiamo ringraziare perché sta giocando sul dolore dandoci tutto quello che ci può dare. A tal proposito devo dire che è sì un giocatore, ma soprattutto una persona seria e corretta e da un punto di vista umano dispiace vedere le sue difficoltà fisiche. Sinceramente credo che anche sul fronte mercato saremo molto attenti, con gli occhi aperti e se si dovessero presentare determinate opportunità cercheremo di coglierle. Al tempo stesso stiamo proseguendo un lavoro di recupero di Giacomo perché il mio vero obiettivo sarebbe quello di avere lui come centro titolare per i playoff”.

Veniamo al tema allenatore. Coach Antimo Martino insieme al suo staff in questo anno e mezzo ha svolto un lavoro enorme e apprezzatissimo dalla piazza, ma ad oggi non si sa ancora nulla sul suo futuro. Lei cosa può dirci in merito?

“Il coach è stato scelto e fortemente voluto da noi perché credevamo in lui e nelle sue capacità e dire che siamo contenti è una banalità oltreché un eufemismo che vorrei evitare di ripetere. Ci siamo incontrati e ci siamo detti che in questo momento della stagione dovevamo pensare a gestire questo campionato nel migliore dei modi e personalmente da parte mia c’è l’assoluta intenzione di trovare un punto d’incontro con Antimo perché siamo chiaramente contenti di quello che fin qui ci ha dato e secondo me che potrà darci ancora in futuro. Pertanto voglio essere positivo”.

Domenica inizierà la fase a orologio in casa contro Rieti ed il cammino è ancora lunghissimo e pieno di ostacoli. Evitata la schiacciasassi Trapani, che cosa o chi teme di più da qui alla fase play off?

“Mah.. cosa temo di più?! Innanzitutto il mio grande augurio è di continuare il campionato arrivando agli appuntamenti importanti con tutti i ragazzi sani e nelle migliori condizioni e secondo me questa è la cosa più importante. Quest’anno abbiamo cercato di costruire una squadra più lunga e penso che l’obiettivo sia stato centrato. Ora dobbiamo sperare che tutti i giocatori possano arrivare all’inizio dei playoff nelle migliori condizioni fisiche possibili e questo è ciò che temo di più perché se si fa male qualcuno o qualunque altro tipo di problema che possa andare ad influire sul rendimento di un giocatore sono un qualcosa che non possiamo controllare. Crediamo di aver allestito uno staff medico con fisioterapista, preparatore atletico, osteopata, ortopedico e dottori vari in grado di gestire al meglio il patrimonio umano che abbiamo che sono ovviamente i giocatori. A inizio anno, quando ho fatto l’incontro con tutte le persone che lavorano dietro le quinte per garantire il miglior rendimento possibile alla squadra, ho detto loro che gli avremmo affidato il patrimonio più importante della società per ottenere buoni risultati. Ad oggi questi ci sono stati, adesso ci vorrà anche un pizzico di fortuna per arrivare fino a giugno nelle migliori condizioni possibili iniziando da domenica quando cominceremo ad affrontare avversari che non conosciamo, ma che rappresentano piazze importanti come Cantù, Torino, Treviglio e altre. Dobbiamo avere rispetto di tutti e se c’è una cosa che mi ha fatto piacere è vedere che lo spirito di squadra che eravamo riusciti a creare l’anno scorso si è mantenuto pur con sei giocatori su dieci differenti, tra cui i due americani, e di questo dobbiamo riconoscere il merito sia allo staff tecnico che a tutte le persone che lavorano dietro alla partita e ai quattro giocatori che avevano formato lo zoccolo duro dello spogliatoio”.

La pallacanestro è spettacolo e soprattutto nelle ultime due vinte contro Udine e Trieste ne abbiamo visto tanto anche grazie alle performance dei due americani che in corrispondenza dei big match hanno elevato prepotentemente il loro già buon rendimento. Senza togliere nulla a nessuno possono essere il motivo per sognare in grande?

“Personalmente credo che negli sport di squadra davvero vinca la squadra. Non voglio essere retorico perché sembra una frase fatta, ma davvero il successo di una squadra inizia con lo staff tecnico che ogni giorno prepara le partite della domenica dopo e prosegue con l’applicazione di tutti i componenti del gruppo. Detto questo siamo estremamente contenti del rendimento dei due americani che oltretutto si sono dimostrati ragazzi che sono arrivati in una realtà, soprattutto Allen, completamente nuova con grande spirito. Johnson aveva già conoscenza del nostro campionato e magari per lui è stato più semplice, però devo dire che vince sempre la squadra anche se avere due americani super, aiuta. Senza peccare di presunzione penso di poter affermare che oltre ad una squadra forte, con uno staff tecnico di prim’ordine a cui vanno fatti i complimenti per quanto fatto in questo anno e mezzo, Forlì abbia anche una società seria, fatta da gente seria. Noi siamo arrivati nel 2015 e per me passare l’anno prima davanti al palazzetto e trovarlo chiuso la domenica, perché una squadra si era dovuta ritirare a metà campionato, non è stato facile. Partire con la difficoltà del dover andare a ricreare una credibilità nel mondo della pallacanestro e di tutto quello che vi ruota attorno, considerando che c’erano molti fornitori che avanzavano crediti e tutt’ora non sono stati pagati dal fallimento della vecchia società, è stata una delle cose più difficili. Oggi però credo di poter affermare senza presunzione che Forlì sia un esempio di società ben gestita, sicuramente senza risorse economiche infinite come possono avere altri club, ma se volevamo fare un salto di qualità questo lo dovevamo fare mostrando un lato fondamentale basato sulla serietà e l’affidabilità e in questo dobbiamo dire grazie alla Fondazione Pallacanestro perché senza tuti i soci fondatori questo non sarebbe stato possibile. Come Fondazione ci siamo dati l’obiettivo che ogni anno debbano essere azzerate le perdite e ogni anno al 1° di luglio questa è una società che parte senza debiti. Siamo un gruppo di appassionati che è partito nel 2015 e passando attraverso errori è arrivato oggi ad aver ricreato una società credibile in questo meraviglioso sport. Mi permetta di sottolineare di avere l’onore di essere il Presidente di questa società seria, credibile e spero anche forte”.

Forlì ha chiuso imbattuta in casa la stagione regolare segno che l’effetto Unieuro Arena sa farsi sentire. Nonostante questo stare stabilmente oltre le 4000 unità non è cosa semplice. Vuole fare un appello ai tifosi e alla città?

“Mah.. intanto devo ringraziare quei quasi 2070 abbonati che hanno creduto in noi e i 1500 circa che ogni domenica comprano il biglietto per venire al palazzetto. Anche qui senza voler sembrare presuntuoso credo che a Forlì lo sport che attira l’interesse della maggior parte dei tifosi sia il basket e questo è un dato di fatto che a volte non viene messo nel giusto risalto forse per una questione di equilibri. Ritengo però che Forlì meriti una maggior attenzione da parte di tutti e ai tifosi dico di venire al palazzetto perché lo spettacolo che abbiamo avuto la fortuna di assistere in questi ultimi due anni sia un qualcosa di irripetibile senza voler mancare di rispetto agli altri sport. Le 4000 persone sono l’obiettivo che vorremmo raggiungere in pianta stabile e i presenti sono i maggiori testimoni, più delle mie parole, dello spettacolo a cui assistiamo e di come ci si possa divertire a guardare uno sport bellissimo come il basket. Mi rendo conto che qui l’appassionato prende il sopravvento sul Presidente, ma spero davvero da qui a giugno, facendo i debiti scongiuri, di poterci continuare a vedere all’Unieuro Arena”.

Si ringraziano la Pallacanestro Forlì 2.015 e il Presidente Giancarlo Nicosanti Monterastelli per la disponibilità mostrata nel realizzare la presente intervista.