«Ho bisogno di te»: la chiamata di Miramari e il ritorno di Trombetta

Il ritorno di Michele Trombetta a Forlì non è una sorpresa, ma una scelta che parla di fiducia, conoscenza reciproca e bisogno di ritrovarsi nel posto giusto. Dopo una prima parte di stagione complicata al Piacenza in serie D, l’attaccante classe 1994 ha deciso di ripartire da un ambiente che conosce e da un allenatore con cui il rapporto è rimasto solido nel tempo: Alessandro Miramari.

«Quando il mister mi ha chiamato dicendomi “ho bisogno di te”, non ho avuto dubbi: non potevo rifiutare». In quella frase c’è molto più di una semplice trattativa di mercato. C’è la consapevolezza di poter tornare utile, di rientrare in un progetto chiaro, in un’idea di calcio già assimilata.

L’esperienza a Piacenza non ha dato i frutti sperati. Trombetta non cerca alibi, ma analizza con lucidità quanto accaduto: non sempre le caratteristiche di un giocatore coincidono con le esigenze di una squadra. A questo si sono aggiunti due piccoli infortuni che hanno inciso su continuità e rendimento, rendendo il percorso ancora più tortuoso.

Forlì, invece, rappresenta un punto fermo. Non solo per ciò che è stato lo scorso anno, ma per ciò che può essere adesso. «Mi sento fisicamente bene e più maturo mentalmente – spiega –. Conosco il modo di lavorare del mister e so cosa pretende. Questa categoria con lui e con il suo staff è una sfida che avevo dentro da tempo».

Il contesto, però, è profondamente diverso rispetto alla stagione passata. Se dodici mesi fa il Forlì era chiamato a completare una cavalcata entusiasmante, oggi la realtà è quella di un campionato duro, in cui difendere la categoria richiede solidità, equilibrio e personalità. «Sappiamo che non sarà semplice – ammette l’attaccante biancorosso – ma abbiamo tutto per farcela. La salvezza deve essere l’obiettivo minimo, poi si potrà guardare anche oltre».

Dal punto di vista dello spogliatoio, l’impatto è stato positivo. Trombetta ha ritrovato parte della “vecchia guardia” e un gruppo giovane, motivato, con voglia di crescere. «C’è entusiasmo, anche se veniamo da risultati difficili. Si è creato un ambiente di lavoro sano, ed è da lì che passa la possibilità di raddrizzare la stagione».

In avanti la concorrenza non manca, ma non è un problema. «La mia indole è sempre stata quella di mettermi a disposizione della squadra. Ci sarà un’occasione per partire dall’inizio e una per incidere a gara in corso. L’importante è farsi trovare pronti».

Il Forlì ritrova così non solo un attaccante, ma un giocatore che conosce l’ambiente e il peso della maglia. La strada è in salita, ma quando una storia riparte da basi solide, anche la tempesta può diventare navigabile.