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Con il campionato fermo per le Final Four di Coppa Italia, nella quale ci auguriamo di trovare una Pallacanestro Forlì 2.015 protagonista, a tal proposito sabato alle 16:15 palla a due contro Cantù, noi di Piazzale della Vittoria abbiamo avuto il piacere di incontrare, nel corso della presentazione della maglia per l’evento capitolino, l’ex giocatore dei Boston Celtics e dei New York Knicks, Kadeem Allen (foto copertina di Massimo Nazzaro), per conoscere dalle sue parole i ricordi del passato, l’esperienza in biancorosso e chi è l’americano di Forlì.

Buongiorno Allen, innanzitutto partiamo dalle sue condizioni fisiche. Come sta dopo la distorsione alla caviglia che l’ha costretta a saltare le ultime due sfide di campionato?

“Uhm.. beh, dall’infortunio alla caviglia sto iniziando a sentirmi molto meglio. Sto lavorando molto con il fisioterapista, con l’allenatore e stanno facendo di tutto per rimettermi a posto e consentirmi di tornare in buone condizioni di forma e pronto per sabato”.

Ormai è a Forlì da oltre 6 mesi, che idea si è fatto della città?

“La città, le persone e i tifosi sono molto passionali. Mi sono reso conto che amano davvero la loro squadra e ogni domenica ci offrono un ottimo supporto. Credo che questa passione sia una delle migliori qualità di Forlì”.

Lei hai giocato in NBA a Boston prima e a New York poi. Che effetto le fa essere oggi nella seconda lega italiana e a Forlì?

“Ci sono buoni giocatori in questa lega, c’è talento e alla fine si tratta solo di pallacanestro. Devi trovare un modo per vincere e penso che questo sia uno dei punti salienti della Serie A2. Con i miei compagni dobbiamo cercare un modo per vincere e vogliamo farlo per noi e per Forlì”.

Sempre in tema di NBA ha giocato al TD Garden e al Madison Square Garden. Oggi è un beniamino dell’Unieuro Arena. Come vive un americano un cambiamento di scenario così radicale?

“Qui da voi c’è un’atmosfera più simile a quella universitaria, dove tutti impazziscono e fanno rumore. In NBA non è così intenso il sostegno della gente, quindi amo davvero l’atmosfera che si crea all’Unieuro Arena. Quando le altre squadre vengono a giocare qui è difficile per loro vincere, abbiamo questo vantaggio e per noi è un vero privilegio averlo”.

Boston Celtics e New York Knicks due grandi squadre. Dov’è rimasto il suo cuore e quali i ricordi più belli?

“Dov’è rimasto il mio cuore? Ahahah (ride).. il mio cuore non è lì, di sicuro ho dei bei ricordi, ho realizzato il sogno che avevo fin da bambino. Era qualcosa che ho sempre voluto fare, sai, andare in NBA, ed è successo. Quando ci penso è ancora un grande onore per me, ma al tempo stesso è sempre un grande obiettivo. Chissà, forse in futuro, ma ora sono concentrato qui e sto cercando di farmi un nome in Europa, quindi fare bene qui è la cosa principale per ora”.

Vogliamo farla conoscere meglio ai nostri lettori. Ci racconta chi è Kadeem Allen nella vita di tutti i giorni?

“Kadeem è un padre, un grande uomo, un grande leader e un giocatore di squadra, uno che sacrifica il suo gioco per assicurarsi che la squadra giochi bene. Mi definirei un uomo rispettoso e leale. Questo è Kadeem Allen”.

Dalla partita di Udine, che la vide grande protagonista, abbiamo visto un Allen diverso, più decisivo e più convinto dei propri mezzi. Ora c’è la Coppa Italia e poi a breve arriveranno i playoff. Sente la responsabilità di dover trascinare i suoi compagni ai più alti traguardi?

“No, in realtà sento che tutti in squadra hanno carattere, tutti hanno grande cuore e tutti vogliono vincere, pertanto non penso che dovrò fare molte grida e urla per cercare di spronare i ragazzi a fare un buon lavoro, perché sanno perfettamente qual è il loro compito. Sono venuto qui per vincere e nessuno pensa di essere il più grande in squadra, né io, né nessun altro. Siamo un buon collettivo e giochiamo insieme per avere maggiori possibilità di vincere”.

Gli avversari la rispettano e la temono, ma la sensazione è che ad ogni partita gli arbitri non le fischino diversi falli. Questa cosa la rende nervoso o ha imparato a gestire questa situazione?

“Sento solo di controllare ciò che posso controllare, non potrò mai cambiare gli arbitri, se fischiano o se non fischiano, quindi continuerò semplicemente a cercare di giocare la mia partita. Gli arbitri sono esseri umani e fanno errori, così come io stesso faccio errori, fa parte del gioco. Non ricevo alcune chiamate, così come non ne fischiano alcune che commetto io, ma devo solo pensare ad andare avanti e concentrarmi sull’azione successiva”.

Sabato giocherete la semifinale di Coppa Italia contro Cantù di Anthony Hickey che lei conosce bene per averci giocato insieme all’Hapoel Haifa. Ci descriva Cantù e soprattutto Anthony Hickey.

“Non ho mai davvero visto Cantù giocare, non mi sono mai seduto a guardarla in tv, ma so che sono un ottimo team. Per quanto riguarda Hickey, lui è un buon giocatore, molto veloce, versatile, può stoppare, sa passare bene la palla, sa far migliorare i suoi compagni di squadra e questa è una delle cose su cui dovremo concentrarci e focalizzarci sabato: contenere Hickey e limitare le cose che solitamente fa”.

Si ringraziano la Pallacanestro Forlì 2.015 e Kadeem Allen per la disponibilità mostrata nella realizzazione della presente intervista.