L’Unieuro Forlì perde l’imbattibilità nella tana della Fortitudo Bologna che domina con quella che solitamente è l’arma di punta dei biancorossi: una difesa arcigna, solida ed asfissiante. I derby, quelli veri, si vincono così. Per Forlì nessun dramma, ma il terzo quarto allucinante dei biancorossi deve essere uno spunto di profonda riflessione per il prossimo futuro.
ALLEN voto 6: in una serata decisamente da dimenticare per Forlì è una delle poche note sufficienti. Bene nel 1° tempo, delittuoso lo 0/2 dalla lunetta nel terzo quarto che poteva interrompere il digiuno in attacco dei suoi e l’inerzia bolognese. Esce troppo presto per falli segno di una dedizione alla causa, ma per queste sfide serve di più. SALVABILE
CINCIARINI voto 6: con i suoi 40 anni è ancora uno di quelli per il quale vale la pena andare a vedere il basket. Non può essere sempre il salvatore della patria, ma è sempre un’ancora di salvezza per i biancorossi nei momenti di difficoltà. Stasera però brancola eccessivamente nel buio e soffre anche lui la solida difesa fortitudina. QUALITA‘
VALENTINI voto 4,5: in questo momento è l’uomo più in difficoltà della truppa di Martino in rapporto al potenziale a disposizione. Si passa da match di altissimo livello contro Verona in Supercoppa a partite “no sense” come quelle di questa sera al Pala Dozza. Giocatore che appare sfiduciato e che va assolutamente recuperato perché imprescindibile nel percorso di crescita di Forlì. Al di là delle polveri bagnate, lo zero alla voce assist non può appartenere ad un grande playmaker. Soffre maledettamente la difesa dura e asfissiante di Bolpin e compangi. FANTASMA
ZAMPINI voto 6: sostituire Penna non era un compito semplice, ma il ragazzo nativo di Perugia lo sta rimpiazzando dignitosamente. Serve più apporto su ambo i lati del campo perché sa attaccare il ferro, ma soprattutto deve saper difendere con maggior veemenza ed energia. Mostra ancora eccessi di timidezza. Tutto sommato, però, in una serata segnata da un terzo periodo allucinante di Forlì, cerca di dare il suo contributo. TIMIDO
TASSONE voto n.g.
JOHNSON voto 6,5: parte fortissimo poi Martino gli toglie ritmo richiamandolo in panchina, ma resta il biancorosso che Bologna ha fatto più fatica ad arginare nei momenti di inerzia forlivese. Ha talento e sta crescendo di condizione, ma come i suoi compagni stasera ha sofferto a rimbalzo poco aiutato nei tagliafuori dove la fisicità dei padroni di casa e Freeman hanno fatto la voce grossa. TALENTO
PASCOLO voto 5,5: Martino ha bisogno della sua esperienza e lo getta nella mischia nei momenti di maggior difficoltà. Questa non è però una delle sue serate migliori. Anche lui è travolto dalla fisicità bolognese e non riesce ad incidere come dovrebbe. EVANESCENTE
ZILLI voto 5: serata difficile e da dimenticare sotto certi aspetti. Da ricordare per evitare di incapparci nuovamente. Contro Freeman e compagni servivano fosforo e “cazzimma”, mentre lui è parso soffrire in campo e il clima esterno. MOLLE
POLLONE voto 5,5: anche per lui una serata difficile dove non gli riesce di arginare l’attacco fortitudino, né di incidere sul lato opposto del campo. La volontà ed il sacrificio non gli fanno mai difetto, ma questa sera era una di quelle partite nelle quali sarebbe servito ben di più ed anche lui naufraga coi suoi compagni sotto i colpi bolognesi specialmente in quel “maledetto” terzo quarto. SARA’ PER LA PROSSIMA
RADONJIC voto 5,5: come tutto il reparto lunghi forlivese, eccezion fatta per Johnson, non raggiunge la sufficienza seppellito dalla strapotere fisico dei padroni di casa. Scarso anche l’apporto in termine di punti in una serata dove ha anche rinunciato ad un tiro comodo, comodo in avvicinamento al canestro. Era una partita da non fallire sotto il profilo della battaglia, ma anche un freddo balcanico come lui si è sciolto sotto i colpi bolognesi. RIMANDATO
ALL. MARTINO voto 5: un inciampo può capitare, ci mancherebbe. Perdere un derby è umano. Questa sera però, dopo un primo tempo tutto sommato equilibrato, dove si erano percepite difficoltà sotto le plance, con una discreta quantità di seconde opportunità concesse alla Fortitudo, non è riuscito a trovare il bandolo della matassa e a metterci la cosiddetta pezza. Per lui, che era un ex, sconfitta che forse brucia doppiamente, ma se tantissime volte è stato mago e stratega nei successi forlivesi questa sera gli è mancato qualcosa nell’attuazione del piano partita. UMANO
OSSERVATORIO NAZIONALE PER LE MANIFESTAZIONI SPORTIVE voto 0: una partita di cotanta bellezza non può essere privata dello spettacolo sugli spalti. Lo sport è anche sfottò, coreografia e campanilismo al di fuori del rettangolo di gioco. Impedire di vivere la sfida nella sua interezza è sintomo di inettitudine e scarsa sensibilità verso chi investe e crede in certi valori. La curva bolognese avrebbe meritato un’avversaria anche al di fuori del parquet e i tifosi biancorossi non avrebbero meritato questa discriminazione. RITORNO ALL’ETA’ DELLA PIETRA