Terminato il girone di andata, per la Pallacanestro Forlì 2.015 inizia la rincorsa verso il traguardo di questa stagione che non sarà affatto un rettilineo in discesa, anzi, sarà pieno di curve ed una di queste è già a pochi passi perché domani arriverà all’Unieuro Arena la UEB Cividale di coach Stefano Pillastrini, uno di quegli avversari che definire scomodi e difficile è puro eufemismo. “Domani giocheremo contro Cividale che non può più essere considerata una sorpresa, ma una squadra che oramai può contare su un nucleo storico di giocatori che con regolarità negli ultimi anni giocano insieme con lo stesso allenatore. Sarà una partita difficile – continua coach Martino (foto copertina di Stefano Albanese) – contro una squadra atipica che vanta dei lunghi che non danno punti di riferimento, e questo è a mio avviso il loro grande punto di forza, che ha tanti tiratori da tre punti e un giocatore come Redivo, capace di fare prestazioni nelle quali anche con buone difese diventa difficile limitare. Noi dovremo disputare una grande partita – continua il coach – in un momento mentalmente non semplice, ma chiederò ai ragazzi di giocare con grande determinazione, coraggio e fiducia che in questo momento è ciò che più manca e che dovremo esser bravi a ritrovare”. La giornata numero 20 sarà anche la prima dopo la sfida casalinga del 2 ottobre contro Cento, nella quale Shawn Dawson tornerà convocabile e arruolabile per dare il proprio contributo alla causa e alla luce dell’ufficialità della prosecuzione del rapporto con Toni Perkovic, Martino ed il suo staff si troveranno a dover effettuare delle scelte sulla base di una inconsueta abbondanza sin qui mai avuta. “Innanzitutto ci tengo a sottolineare – attacca il coach – che Perkovic si è meritato la conferma per quanto dimostrato sul campo. Dopo averlo individuato come il giocatore giusto da inserire nel roster ebbi delle buone referenze su di lui da un mio ex giocatore, Rok Stipčević, che contattai e successivamente con Toni fui chiaro dicendogli che non sarebbe dovuto venir qui per essere di passaggio, ma di approcciare a questa opportunità con grande determinazione per far sì che il contratto annuale diventasse una realtà. Devo dire che lui lo ha fatto guadagnandosi la conferma. Ma la vera novità di questa settimana – come rimarca il coach dell’Unieuro – è che dalle valutazioni fatte, Dawson per la prima volta sarebbe convocabile e disponibile. Ci riserviamo – continua Martino – queste ultime ore di avvicinamento alla sfida per decidere giocatori e assetto”. Non sarà una scelta definitiva perché ad oggi Forlì dispone di tre stranieri ed è giusto che questa situazione, che lo stesso Martino definisce – “diversa e anomala”, sia gestita con responsabilità. Ma la settima appena trascorsa è anche quella che è seguita ai fatti che hanno riguardato Harper di cui umanamente non può certo esserne rimasto indifferente e le scelte dello staff non possono non tenerne conto. “Sicuramente l’aspetto mentale è uno di quelli che dobbiamo mettere sul tavolo perché non possiamo far finta di niente, – evidenzia un Martino molto sereno e realista – non possiamo non riconoscere che oggi Harper si trovi in un momento di difficoltà soprattutto psicologico, è un dato di fatto che non stia performando per quello che ci aspettavamo e dice la sua carriera, dodici anni trascorsi nelle prime leghe europee ed oggi alla prima esperienza in A2, è lui il primo a non essere contento di quello che sta facendo, sa che nemmeno noi lo siamo e per questo in questi mesi abbiamo cercato di aiutarlo io ed il mio staff, così come anche la società. Il fatto che, giustamente, certe cose non vengano sventolate pubblicamente non significa che non ci rendiamo conto che ci sia un problema e che non si stia lavorando per risolverlo, questo è bene sia chiaro a tutti. Adesso dovremo essere bravi a venirne fuori e la questione mentale è uno degli aspetti su cui riflettere”. Mentre dovrà riflettere Martino col proprio staff sulla scelta migliore da effettuare nell’immediatezza della sfida di domani, speriamo possa aver riflettuto anche quella parte del pubblico dell’Unieuro Arena che nelle ultime due partite casalinghe non ha mancato di far sentire il proprio disappunto verso l’americano di Nashville. Qui l’allenatore biancorosso, consapevole della situazione e di non poter pretender nulla ha un desiderio: “Quello che mi auguro è che ci sia la consapevolezza che oggi la squadra è in difficoltà e quando una persona a cui tieni è in difficoltà ci sono tanti modi per darle una mano, poi ognuno farà quello che riterrà più giusto. E’ chiaro che in questo momento è la squadra ad aver bisogno del pubblico piuttosto che la stessa avere la forza di riconquistarlo nell’immediato se non attraverso l’unità e l’impegno che questi ragazzi hanno e mettono in ogni allenamento. Ogni stagione è una storia a sé e quella attuale non è nata sotto la miglior stella, ma a prescindere da questo noi continueremo a batterci e lottare indipendentemente da quello che ci circonda”. Contro Rieti il black out degli ultimi 5 minuti è stato fatale perché l’Unieuro aveva difeso benissimo e condotto sino a quel momento un match di grande solidità raggiungendo anche il vantaggio di +8 in una sfida a punteggio piuttosto basso che il coach tiene a sottolineare – “dalla valenza doppia”. Le partite sono fatte di momenti e anche di una questione di centimetri, ma dall’analisi di Martino attualmente ai suoi ragazzi manca la fiducia necessaria per prendersi delle responsabilità. “Eccetto Toni, che comunque anche lui nell’ultimo quarto ha avuto un passaggio a vuoto, – evidenzia il coach forlivese – nessuno si è preso la responsabilità o ha avuto la forza di fare uno o due giocate che potessero farci respirare e questo ci è stato fatale. Non cerchiamo alibi perché dovevamo chiuderla prima e i giocatori devono avere fiducia e coraggio soprattutto in quei momenti di difficoltà”. Il presente si chiama comunque Cividale, Rieti fa parte del passato e deve aver insegnato qualcosa, ed entrando proprio nel merito della sfida, il coach biancorosso si aspetta una risposta dai suoi proprio dal punto di vista del carattere perché come dice sorridendo: “L’avversario di domani è il migliore nel senso che se superiamo questo ostacolo significa che abbiamo un buon temperamento e al tempo stesso il peggiore perché ha un sistema consolidato, è in fiducia e gioca con grande agonismo. Sarà una gara stimolante e difficile perché troviamo una squadra che fa della durezza il suo punto di forza”. Vedremo quale sarà la decisione sull’assetto e sul giocatore da affiancare nel match di domani sera a Toni Perkovic che attualmente sembra essere l’unico punto fermo nelle scelte dello staff. Quel “sarebbe convocabile” di Martino riferito a Shawn Dawson lasciano uno spiraglio alla possibilità di Demonte Harper di prendersi una rivincita immediata dopo la serataccia di domenica scorsa e di aspettare ulteriormente, anche alla luce degli impegni imminenti e ravvicinati, il ritorno dell’ex Maccabi Rishon LeZion, ma l’aspetto mentale incide soprattutto per chi non è un “robot” e in questo momento un turno di pausa non è detto che non possa essere salutare per il numero 22 biancorosso. La sensazione, perché nulla di definitivo è trapelato, è che quella di domani sera possa essere la volta della coppia Dawson-Perkovic. Paradossalmente, se l’israelo-americano dovesse dare risposte positive dal punto di vista fisico, potrebbe diventare lui nel prossimo futuro l’asse su cui ruotare la scelta del secondo straniero.