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Dopo l’entusiasmante vittoria maturata in casa contro Rieti, la Pallacanestro Forlì 2.015 è attesa dalla lunga trasferta in terra siciliana contro la Fortitudo Agrigento per il secondo turno della fase a orologio, nonché la 24^ giornata della stagione regolare. Coach Antimo Martino (foto copertina di Massimo Nazzaro) parla così della sfida di domenica alle ore 18:00 al PalaMoncada di Agrigento: “Prima trasferta di questa fase a orologio e sicuramente una trasferta logisticamente impegnativa da affrontare con la giusta concentrazione nella quale l’approccio alla gara sarà determinante perché affrontiamo una squadra che ha delle buone individualità e come collettivo farà di tutto per metterci in difficoltà facendo una partita gagliarda e importante. Considerando che oggi siamo in una fase del campionato in cui tutte le partite hanno un’importanza notevole, soprattutto quelle casalinghe, mi aspetto una partita non semplice e noi dovremo esser molto bravi ad approcciarla e poi ad interpretarla nel corso dei minuti”.

Buonasera coach, siete riusciti a recuperare Valentini?

“Come avevo già detto nel post partita contro Rieti, Fabio non sarà ancora disponibile e di conseguenza ad Agrigento saremo ancora senza di lui. Sta proseguendo il suo percorso di recupero anche se è ancora presto per rivederlo in gruppo. Valuteremo con lo staff medico la prossima settimana considerando che di base non vogliamo correre alcun rischio, né forzare i tempi del rientro”.

Dopo aver visionato filmati su filmati di Agrigento come avete preparato la sfida e qual è il loro punto di forza al quale dovrete fare maggiormente attenzione?

“Come nostra abitudine abbiamo studiato gli avversari e cercato di individuare quelli che sono i loro punti di forza e le loro debolezze. Agrigento ha cambiato da poco l’allenatore ed hanno inserito Fabi che è un giocatore esperto per questa categoria, hanno un giocatore come Ambrosin che è sicuramente capace di accendersi e con tanti punti nelle mani, hanno due stranieri che occupano, uno il ruolo di combo, e l’altro di riferimento interno, e poi hanno Chiarastella che è un giocatore molto esperto e per loro molto importante che è molto consistente e un buon passatore di cui nutro grande stima. Poi hanno diversi giovani che hanno dimostrato di avere le possibilità per fare prestazioni importanti e quindi noi dovremo essere bravi di non mettere nessuno di loro in fiducia e cercare di fare una partita il più solida possibile”.

Questa trasferta così lunga può avere un’incidenza sulla vostra prestazione?

“Sicuramente è la prima trasferta di questo genere, però mi auguro e spero che non sia così. Partiremo domani e arriveremo nel pomeriggio, faremo una rifinitura ed avremo tutto il tempo per recuperare e per esser pronti alla gara. Ciò che sarà fondamentale è, come sempre, la questione mentale e quindi assolutamente non dobbiamo pensare che questo possa influire sulla nostra prestazione perché la stessa Agrigento, come Trapani, viaggia per chilometri e chilometri per ogni partita. A questo aggiungiamo che non siamo certo i primi che vanno a giocare là e quindi non può essere certo questo un alibi che possa condizionarci. La partita sarà domenica alle 18 e lì dovremo farci trovare pronti”.

Facendo un salto indietro alla partita contro Rieti, la percezione da fuori è che al termine del primo tempo ci sia stato un qualcosa con capitan Cinciarini. Poi in quella grande ripresa, dopo una bomba dello stesso capitano, è seguito un grande abbraccio tra voi due. Cosa c’era in quell’abbraccio?

“In quell’abbraccio c’è molto. Questa è una squadra che ha dato anche in passato dei segnali che dal mio punto di vista sono segnali bellissimi. Ricordo ad esempio uno screzio tra Allen e Zilli in panchina a Chiusi, ma questa è una squadra di gente che arriva alla partita con la tensione giusta, di gente che ci tiene e in campo rema tutta per un unico obiettivo comune. L’importante è che si finisca poi con un abbraccio. Questo è un gruppo di uomini che si aiutano, che collaborano e che hanno il piacere di giocare insieme e quindi se durante la gara a volte accadono certi episodi, dettati anche dall’adrenalina dell’incontro, non mi preoccupo perché l’importante è che non si metta mai il proprio punto di vista davanti all’interesse della squadra. E questo da noi devo dire che non avviene mai. Sono contento per come si è sviluppata la partita contro Rieti e ci metto anche l’episodio dell’espulsione di Xavier che ha ancor più compattato la squadra che insieme ai tifosi ha reagito per portare a casa un importante successo.