Martino: “Questa squadra ha grande talento. E’ compito mio e dello staff darle un gioco corale nel quale coinvolgere tutti”

La 2^ giornata di Serie A2 Old Wild West segnerà il debutto casalingo della Pallacanestro Forlì 2.015 in una Unieuro Arena completamente rinnovata e che offre un colpo d’occhio accattivante. Dopo la brutta sconfitta di Cremona gli uomini di coach Antimo Martino (foto copertina di Stefano Albanese) sono chiamati al pronto riscatto contro la neo promossa Ruvo di Puglia dell’ex Bernardo Musso che giocò a Forlì nell’allora Fulgor Libertas nella stagione 2012/2013. “Domani sarà la prima in casa nel vero senso della parola, – inizia così la sua prima conferenza stampa, coach Martino – dopo un precampionato giocato lontano da Forlì. Sarà un’emozione per noi tornare a giocare qui ma credo anche per molti tifosi che domani per la prima volta vedranno all’opera direttamente la squadra. Siamo molto motivati a fare bene e vogliosi di dimostrare dei progressi rispetto all’ultima partita, oltre, chiaramente, a voler portare a casa il risultato”.

I temi centrali sui quali da inizio stagione si stanno concentrando maggiormente gli sforzi dello staff, per dare un volto quanto più definito possibile alla nuova Unieuro, alla luce di un roster comunque rinnovato nonostante le quattro conferme, sono sicuramente l’equilibrio di squadra e le gerarchie e da questo punto di vista – “la crescita della squadra passa dallo stare insieme e lavorare quotidianamente sui tanti aspetti del gioco che vuoi produrre” – afferma Martino, che – continua – “dobbiamo lavorare e lavorare alzando il livello per trovare i giusti equilibri perché lo scorso anno insegna, questo è un campionato difficile che non ti aspetta ed il paradosso è che domani saremo al 28 settembre e, mentre qualche anno fa saremmo stati in piena pre-season, oggi siamo già alla vigilia della terza partita ufficiale”.

Tante volte la passata stagione ci siamo sentiti ripetere che la nuova formula della Serie A2 ha fatto sì che il livello del campionato si innalzasse prepotentemente e, alla luce dei tanti risultati sorprendenti usciti di settimana in settimana, non ultimo quello della presunta favoritissima di questa stagione, Verona, sconfitta ieri a Cividale, non bisogna dare mai nulla per scontato e soprattutto restare concentrati per tutto l’arco della partita. La formazione di Martino questo lo sa ed in settimana ha avuto modo di preparare bene la sfida di domani come conferma il coach: “La squadra si è allenata in maniera regolare tranne ovviamente Gazzotti che, come saprete, è diventato papà ed ha usufruito della possibilità di saltare qualche allenamento. Ne approfitto, tra l’altro, per fargli gli auguri pubblicamente e sottolineare come spesso ci si dimentichi che dietro l’atleta ci sia sempre una persona, un papà che ha il diritto di vivere questi momenti speciali, ma complessivamente ci siamo preparati bene. E’ ovvio che c’è delusione per la sconfitta di Cremona dove eravamo andati per fare risultato, ma vorrei che fosse chiaro il concetto che in questo campionato si può perdere là come altrove, soprattutto se non approcci le partite con la consapevolezza che fuori casa non sarà semplice per nessuno portare via i due punti”.

Ruvo di Puglia arriverà a Forlì, guidata da giocatori d’esperienza come Musso e Laquintana e vogliosa di rifarsi dopo la pesante sconfitta casalinga subita per mano di Brindisi. “Innanzitutto non dobbiamo pensare che Ruvo di Puglia abbia faticato tantissimo con Brindisi – attacca Martino – ma dobbiamo rispettarli come avversari e cercare di indirizzare subito la partita dove vogliamo perché non siamo certo nella condizione di chi ha la pancia piena e può permettersi di fare l’errore che la vittoria arriverà automatica”.

Sia in Supercoppa che in campionato l’Unieuro si è presentata con Harper in cabina di regia, Pepe, Allen e con Tavernelli in uscita dalla panchina e questo è stato un tema di curiosità anche sede di conferenza stampa. “Sicuramente Riccardo (Tavernelli n.dr.) non è propriamente al meglio della condizione – spiega il coach – però sono onesto, in questo momento stiamo cercando di capire in che modo trovare l’assetto migliore anche in funzione delle rotazioni ben sapendo che nella pallacanestro di oggi non sia importante il quintetto con cui cominci, ma l’assetto finale con cui vai a giocarti i momenti chiave delle partite”.

Oggi la pallacanestro va sicuramente concepita in maniera differente rispetto al passato e, nonostante la scorsa stagione ci abbia detto chiaramente che ci fosse una versione di Forlì con Tavernelli in cabina di regia e un’altra, decisamente meno scorrevole e fluida, con l’ex Tortona in panchina, Martino tiene a sottolineare che: “Della passata stagione abbiamo confermato Tavernelli e Harper che avevano un biennale e la vera novità è che al posto di Parravicini abbiamo Allen che in quel ruolo siamo convinti che all’occorrenza possa darci una mano. Se ricordate, lo scorso anno, Harper nei finali, soprattutto nei playoff, aveva ricoperto quel ruolo perché è evidente che l’unico playmaker puro, in un mondo dove il playmaking è ormai in via di estinzione, abbiamo solo Tavernelli e poi una serie di giocatori che all’evenienza possano ricoprire quel ruolo, magari interpretandolo in maniera diversa. Questa è un’idea voluta e quindi stiamo provando alcune soluzioni, ma non è detto che quello che oggi sarà così anche domani”. La quarta versione dell’Unieuro allenata da coach Martino è senza dubbio quella con maggior talento offensivo e con un potenziale di freccia al proprio arco sulla carta invidiabile. Come tutte le situazioni nuove anche quella che sta vivendo Forlì necessita di un periodo, nemmeno troppo breve, di conoscenza e comprensione tra tutti i componenti e le componenti che determinano una squadra. Anche da questo punto di vista il coach riconosce che – “Questo è un tema importante perché sono d’accordo sul fatto che questa sia una squadra che abbia un talento superiore rispetto alle precedenti versioni dove ognuno deve cercare di capire i propri spazi, la propria utilità e dove sarà ancora più importante avere un gioco più corale per coinvolgere tutti e fare in modo che sia la partita a determinare chi e dove andare in alcuni momenti. In questo momento da questo punto di vista siamo ancora indietro, ma è un processo fisiologico e paradossalmente nelle squadre più lunghe e più talentuoso questo processo richiede più tempo. E proprio in questo sta lo step più importante che dobbiamo compiere: trasformare questo talento in una risorsa e non in un problema”.

Domani sarà la prima in casa della nuova stagione e sarà l’occasione per capire l’attaccamento del pubblico alla squadra anche alla luce delle vicissitudini che si sono sviluppate nel corso dell’estate. La squadra, come tutte, ha certamente bisogno del sostegno dei tifosi e a tal proposito il coach auspica il pubblico sia numeroso e faccia sentire il proprio calore. “Dal canto nostro mi auguro che la squadra sia in grado da subito di ricambiare questo affetto dando sempre il massimo, ma non ho dubbi su questo perché la qualità delle persone è eccellente, soprattutto nei momenti di difficoltà che arriveranno perché è inevitabile a questo punto del nostro processo di crescita. Ai tifosi chiedo un po’ di pazienza all’inizio perché quello che siamo oggi non è detto che saremo tra un mese o due mesi”.