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E’ arrivato il momento tanto atteso perché da domani si entra davvero nel vivo di questi playoffs di Serie A2 che determineranno le due promozioni nella massima serie. Pallacanestro Forlì vs Pallacanestro Trieste è certamente una delle sfide più affascinanti tra due delle grandi pretendenti al salto di categoria. Trieste, dopo un finale di stagione regolare reso difficile dall’infortunio di Reyes, si presenta ora in formissima e come un durissimo ostacolo da superare. Servirà tutto l’apporto dell’Unieuro Arena per indirizzare la sfida oltre ad una prestazione perfetta dei ragazzi di coach Antimo Martino (foto copertina di Massimo Nazzaro) che presenta così Gara 1 di domani: “Ci troviamo di fronte ad una sfida difficile come è normale che sia in una semifinale promozione in cui affronteremo una squadra che all’inizio della stagione da tutti veniva indicata come la favorita. Una squadra profonda, che ha iniziato la stagione con 10 giocatori che la stagione precedente avevano giocato in A1 tranne Candussi che aveva iniziato a Trieste per poi finire la stagione alla Fortitudo, e adesso hanno inserito addirittura un giocatore come Menalo. Nella serie contro Torino in tribuna, non so se per motivi fisici o meno, c’era un certo Campogrande e questo dà un po’ l’idea della profondità del loro roster. E’ una serie che alla luce dell’infortunio di Kadeem sarà molto complicata perché probabilmente la sua assenza, alzandosi il livello dell’avversaria, rischierà di incidere di più. Tutta questa premessa solo per dire che dovremo ancora di più alzare il livello delle nostre prestazioni, della nostra voglia e della nostra energia e sono sicuro che lo faremo avendo il vantaggio di giocare in casa davanti al nostro pubblico”.

Entrando nello specifico di Trieste in cosa è cambiata la squadra tra quello che era prima dell’infortunio di Reyes e quello che è oggi dal suo rientro, soprattutto dal punto di vista tattico?

“La sensazione, almeno da quello che è parso evidente nella serie con Torino, è che sia cambiato qualcosa a livello di assetto perché iniziano con Candussi e Vildera, ruotano meno giocatori o meglio, ci sono giocatori che stanno tanto in campo rispetto a prima dove c’era un ricambio continuo, Reyes viene impiegato soprattutto nello spot di 3 rispetto a quanto succedeva prima del suo infortunio e questo cambia molto la struttura della squadra che assume una fisicità enorme. La fisicità di Trieste è una fisicità importante ed è chiaro poi che, essendo una squadra fatta di giocatori che in questo momento hanno le caratteristiche per dare il meglio e arrivandoci dopo una serie chiusa 3-0 con Torino, hanno l’entusiasmo e il fattore emotivo a sostenerli dopo una stagione regolare piuttosto difficile”.

A proposito di entusiasmo e carica come si presenta Forlì a questa semifinale?

“Ci presentiamo come quelli di sempre. Abbiamo dimostrato durante tutto l’arco della stagione di che pasta siamo fatti ed io non ho dubbi che domani la serie inizierà con grande atteggiamento da parte nostra. Saremo spinti da tanti tifosi e quindi dovremo fare una partita intensa, una partita dura e restare concentrati per tutta la sfida perché è l’unico modo per poter competere con una squadra come Trieste. Non voglio ripetere sempre le stesse cose, ma è chiaro che arrivare a questo di tipo di sfide al completo o no fa una grande differenza e Trieste, avendo giocato un lungo periodo senza Reyes, sa benissimo cosa significhi questo. Noi dovremo essere bravi a mascherarlo”.

Abbiamo parlato della metamorfosi di Trieste sul piano tattico, ma anche Forlì, a causa dell’assenza di Allen, ha dovuto adattarsi ed abbiamo visto un Valentini, liberato da compiti di playmaking in alcuni frangenti di gara, quanto possa essere decisivo. Può questa essere una chiave nella sfida contro Trieste?

“Sicuramente è una delle chiavi perché è evidente che quando ci è venuta a mancare la guardia titolare abbiamo cercato di immaginare come sistemare i giocatori a disposizioni per cercare di mantenere quanto più possibile inalterata la struttura della squadra. Valentini, per caratteristiche e talento, è il giocatore che più si può avvicinare ad una guardia e quindi alla sua pericolosità. Oggi gli chiediamo di prendersi qualche tiro in più, qualche iniziativa in più perché abbiamo bisogno di fare canestro e produrre gioco e, anche se in maniera diversa, ci serve quell’imprevedibilità che l’uno contro uno di Kadeem ci dava”.

Al netto del diverso valore di Vigevano e Trieste uscite con qualche pensiero o dubbio tecnico in meno rispetto a prima dell’inizio dei playoffs?

“Sicuramente la squadra ha dimostrato di non subire troppo il contraccolpo psicologico e i ragazzi ci hanno dato buone risposte dal punto di vista degli adattamenti e soprattutto mentalmente abbiamo vinto una serie molto dura e intensa contro Vigevano. Arriviamo alla sfida con Trieste dopo aver sperimentato la durezza dei playoffs e da questo punto di vista ci arriviamo molto pronti anche se, senza voler mancare di rispetto ai giocatori di Vigevano, cambierà il valore tecnico degli avversari ed il coefficiente di errore dovrà ridursi perché commettere degli errori contro i giocatori che ha Trieste significherebbe essere puniti subito. Noi dovremo alzare l’asticella e sarà l’ennesimo sforzo che chiederò alla squadra di fare anche se non sarà semplice, ma state tranquilli che faremo di tutto per riuscire a farlo”.

Se Forlì facesse valere sempre il fattore campo sarebbe chiaramente promossa. Adesso serve tutta la spinta e l’energia che può darvi il pubblico dell’Unieuro Arena. Cosa chiedi ai tifosi e possono rappresentare l’americano che vi manca sul campo?

“Quello che mi sento di chiedere è di continuare a fare quello che hanno fatto durante tutta la stagione e capire che una spinta positiva in questo momento sarà fondamentale per tutti noi perché abbiamo bisogno di quella spinta in più per andare oltre le difficoltà e i miei ragazzi hanno la consapevolezza che ci sarà bisogno di andare oltre. Alle porte c’è un’impresa da compiere e sarebbe bello farla tutti insieme. Entriamo in questa serie con poco da perdere perché, ripeto, già all’inizio della stagione Forlì-Trieste era una sfida dal pronostico segnato, adesso pensare di arrivarci senza un americano, non voglio mettere la pressione su Trieste, però è chiaro che non credo ci possa essere di meglio che affrontare una squadra che sulla carta ha un valore inferiore al tuo in semifinale e che si presenta senza un americano. Noi dobbiamo avere una grande voglia, ma allo stesso tempo la grande leggerezza di chi non ha nulla da perdere giocando ogni istante come se fosse l’ultimo ed il pubblico su questo sarà fondamentale perché un vantaggio rispetto alle altre ce l’abbiamo: non abbiamo l’americano, però abbiamo il vantaggio del campo che dovrà essere la nostra arma segreta e vincente che dovremo provare a sfruttare anche se poi in campo ci andiamo noi. I tifosi però potranno spingerci e difendere con noi ogni possesso difensivo e fare l’americano che non potremo avere in campo”.