La 7^ giornata di Serie A2 offre un bellissimo derby tra Rimini e Forlì che, per la prima volta da moltissimi anni, vede i padroni di casa favoriti. Una bella sfida tra due compagini che lotteranno fino alla fine per le zone alte della classifica e che vedrà il miglior attacco, quello della RBR Rimini, contro la miglior difesa, quella dell’Unieuro Forlì. Coach Antimo Martino (foto copertina di Stefano Albanese), molto positivo sulla sua Forlì presenta così il match: “Buongiorno a tutti, siamo alla vigilia di una partita molto importante e sentita all’interno di un campionato dove tutte le partite saranno ugualmente importanti, senza volerne sminuire nessuna, e ci stiamo preparando come nostra abitudine seguendo quello che è il nostro schema settimanale per arrivare il più possibile pronti alla partita. E’ un derby e come tale nasconde tante insidie tecniche e tattiche anche perché parliamo di un avversario che sta confermando le premesse iniziali e perché sarà una gara carica di emotività e di atmosfera. Sarà una sfida avvincente, piacevole da giocare e il mio augurio è che possa venir fuori un bel derby, corretto, con tanta rivalità sugli spalti, ma una rivalità che faccia da contorno a una partita che merita tutto lo spettacolo possibile che entrambe le tifoserie e le squadre vorranno provare a vincere”.
Buongiorno coach, come sta Dawson e come sta la squadra in generale?
“La squadra sta bene nel senso che queste due vittorie ci hanno dato grande fiducia perché ci hanno permesso di lavorare con più entusiasmo. La vittoria fuori casa poi è stata una di quelle importanti perché non era ancora arrivata e ci ha permesso di preparare al meglio questa partita. Siamo consapevoli del fatto che questa squadra debba ancora trovare regolarità e perfezionare dei meccanismi come è normale che sia perché il paradosso è che, pur avendo tante partite alle spalle, abbiamo iniziato da un mese. La percezione che uno ha è che si stia giocando da tanto, ma la realtà è questa e tutto ciò inevitabilmente comporta il fatto di allenarsi di meno e pur crescendo anche attraverso le partite, un conto è sperimentare le cose in allenamento, un altro è farlo in partita. Questo vale per tutti, tanto che se guardo le altre faccio fatica a vedere delle squadre consolidate, che hanno ritmo e regolarità eccezion fatta per quelle poche che hanno mantenuto un nucleo importante di giocatori della passata stagione. Per quanto riguarda Dawson ha ripreso ad allenarsi singolarmente con qualche parziale con la squadra, ma è chiaro che la sua condizione fisica e di inserimento sia indietro. Valuteremo dopo l’allenamento odierno e la rifinitura di domani se e come utilizzarlo eventualmente. Anche in questo caso paghiamo il numero ravvicinato di partite che ne rallentano la sua ripresa, ma resto concentrato sulla squadra e su ciò che dovremo fare perché domani sarà fondamentale mettere in campo tanta intensità”.
Coach ha parlato di intensità in una gara come questa. Come vuole che questa sfida vada sul vostro terreno preferito?
“Se ci limitiamo ad analizzare le statistiche è evidente che una squadra in questo momento abbia più qualità offensive e l’altra più consistenza difensiva, però non è detto che la partita per forza di cose ci dica questo. I derby sono partite che a volte prendono strade non previste perché possono essere indirizzate da situazioni tattiche, problemi di falli o anche da questioni emotive che possono condizionare le percentuali. In questo momento Rimini tira con grande fiducia però noi possiamo sporcare le loro percentuali e crescere nelle nostre. La cosa importante sarà essere presenti e rimanere sempre dentro la partita e magari mettere qualche tarlo mentale che possa trasformare la pressione casalinga a nostro favore”.
Sdrammatizzando un pochino e riallacciandomi alle statistiche, i ragazzi stanno man mano acquisendo la sua mentalità che parte da una grande difesa. Con l’attacco si vince qualche partita, ma con la difesa si vincono i campionati. Non è però che se ne stiano approfittando troppo?
“Innanzitutto le statistiche dicono delle cose, ma non è che in attacco noi si sbagli perché pensiamo alla difesa, sia chiaro. L’aspetto difensivo è una questione di mentalità, ma non è che il nostro lavoro sia incentrato esclusivamente dal punto di vista difensivo. Nelle stagioni precedenti credo lo abbiamo dimostrato. In questo momento con tanti tiratori non stiamo tirando benissimo, ma sono fiducioso e in passato è successo che giocatori che avessero tirato male poi hanno trovato fiducia o viceversa. Nell’arco di una stagione ci sono certi momenti, ma non ci fasciamo la testa. A volte percepisco che non ci sia consapevolezza del campionato che stiamo facendo. Abbiamo battuto Verona, abbiamo battuto Pesaro, abbiamo fatto due trasferte difficili a Cividale e a Brindisi dove ci può stare di perdere, ma è chiaro che se vogliamo diventare consistenti nessun allenatore, non solo Antimo Martino, vuole che la propria squadra pensi di vincere a 90 punti. Sicuramente non siamo felici delle nostre percentuali, ma guardo il bicchiere mezzo pieno e sono contento dei tiri che produciamo. Dobbiamo avere tutti più vena realizzativa sicuramente, lo stesso Cinciarini nelle ultime partite non sta facendo canestro, però non mi preoccupo perché non è che ci stiamo allenando in maniera diversa e quando uno sa fare una cosa, la sa fare e quindi un buon tiratore prima o poi farà canestro. Quello che invece mi preoccupa è la mentalità perché se quella non cresce come vorrei può diventare un problema, ma in questo momento sono contento della squadra e di come si allena”.
Un giudizio sul roster di Rimini o su qualche giocatore in particolare?
“E’ una squadra talmente profonda in questo campionato, come tante altre del resto, contro cui fai fatica in questo momento. Anche loro hanno un giocatore importante come Robinson che in questo momento parte da dietro, hanno grande fiducia e sono una squadra che si sapeva potesse fare quello che sta dimostrando. Hanno vinto partite importanti dimostrando anche nei finali di avere molta determinazione pertanto sarà una partita molto difficile e non sarà la prima, né l’ultima di questo campionato. Nulla di sorprendente insomma”.
I derby sono partite un po’ a sé e nei quali magari emerge un giocatore che non si aspetterebbe. Chi vede come possibile protagonista nella partita di domani?
“Non lo so, non lo so, sarebbe come sparare un nome a caso. Quello che mi auguro è che tutti i giocatori riescano a dare il proprio contributo e poi magari accettare l’exploit di qualcuno, come successo in passato, che non era tra i più attesi e che invece si è rivelato protagonista. E’ una domanda difficile però quello che mi auguro è che tutta la squadra cresca e continui in questo processo che abbiamo immaginato. Non essere al completo non mi rende felice, ma non ne parlo per rispetto della squadra e perché mi piace responsabilizzare chi va in campo e non voglio scuse, però è chiaro che all’interno di un processo nel quale dovevamo inserire tanti giocatori non essere al completo non è facile. Se guardo la classifica sono molto orgoglioso di quello che stiamo facendo e quindi guardo alle cose concrete più che alle statistiche anche perché si sono molte squadre che hanno cominciato con aspettative molto superiori alle nostre che oggi sono in grande difficoltà e hanno meno punti di noi. Non rendiamo la situazione più negativa di quanto in realtà non lo sia perché noi siamo consapevoli di che tipo di campionato dovremo fare e se guardo in che modo e come stiamo ottenendo questa classifica sono ancora più contento e quindi andiamo avanti con grande serenità”.
A fronte di alcuni giocatori in difficoltà ce ne sono altri, soprattutto nel reparto lunghi, che stanno crescendo nel loro rendimento. Sta ottenendo le risposte che cercava?
“Innanzitutto sono contento di come lavoriamo e questo è un aspetto molto importante. C’è grande serietà e c’è una bella atmosfera e se guardo al futuro questo è un aspetto molto positivo. Mi è piaciuta la reazione dopo alcune sconfitte, mi è piaciuta la mentalità con la quale ci siamo allenati dopo le vittorie e devo dire che la squadra sta cercando anche se non ancora al completo di essere molto equilibrata e positiva nell’affrontare questo momento. Questo mi fa stare sereno perché l’ho vissuto sulla mia pelle e nell’arco della stagione, se ci sono queste cose, si trasformano in vantaggi”.
E’ giusto sottolineare la classifica di Forlì e quello che Forlì sta producendo senza l’apporto di un americano e con Harper ad oggi in evidente difficoltà che probabilmente infondono pessimismo nella tifoseria. Dopo le prime 6 giornate si aspettava di essere a questo punto o pensava che il processo di amalgama della squadra fosse più avanti o più indietro?
“Più o meno siamo in linea è chiaro che io sono uno che vuole vincere sempre anche alla playstation con mio figlio che ha 12 anni e quindi avrei voluto vincere anche a Cividale e Brindisi, però bisogna anche avere consapevolezza di che tipo di campionato stiamo facendo altrimenti saremo tristi di qui alla fine dell’anno e sbaglieremmo l’approccio alla stagione. I vari acciacchi più l’infortunio di Dawson è chiaro ci abbiano rallentato, ma più che rallentato forse è corretto dire che non ci abbiano consentito di sapere il nostro reale valore. Noi abbiamo immaginato una squadra che in questo momento non è quella che abbiamo pensato e in un assetto al completo magari ci sono giocatore che potrebbero rendere e produrre quello che oggi, invece, non riescono. Pertanto ad oggi faremmo delle analisi che sarebbero, tra virgolette, alterate e quindi non parlerei di ritardo, ma di uno scenario ancora da scoprire”.
C’è qualche giocatore che sin qui l’ha sorpresa in maniera positiva?
“Beh è scontato dire che alla luce di quello che sta facendo le performance di Parravicini all’inizio di questa stagione sono positive. Lui è uno di quei giocatori che avevamo immaginato potesse avere margini di crescita e devo dire che sta rispondendo alla grande anche alla luce della nuova realtà che, con tutto il rispetto di Nardò, concorre per traguardi più importanti e con rotazioni più lunghe. Ecco Parravicini è un esempio di come ci siano anche aspetti positivi da sottolineare, situazioni che stanno andando nella direzione immaginata e quindi è bene rilevare queste cose più che fare autolesionismo pensando sempre alle cose che funzionano meno”.