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Domenica all’Unieuro Arena alle ore 20 andrà in scena la 5^ giornata della fase a orologio, nonché la 27^ giornata di Serie A2, tra Unieuro Forlì e Reale Mutua Torino, una sfida da non sottovalutare e che, alla luce delle ambizioni di entrambe le formazioni, dovrebbe esprimere valori tecnici di assoluto rilievo. Coach Antimo Martino (foto copertina di Massimo Nazzaro) presenta così la sfida: “Torino è sicuramente una squadra che sta dimostrando anche quest’anno una grandissima solidità e per un certo senso credo che le due squadre si assomiglino nel senso di regolarità e per il fatto che, per il secondo anno consecutivo, nonostante non partissero con i favori del pronostico, stanno disputando un’altra stagione importante. Loro hanno mantenuto la stessa guida tecnica e lo stesso gruppo degli italiani e questo è tangibile nelle loro partite e nei loro momenti di difficoltà. Sono certo sarà una partita difficile, una sfida da interpretare nella maniera giusta e proprio stamattina leggevo che Torino è un po’ la bestia nera di Forlì e quindi avremo anche il compito di invertire questa tendenza e mantenere imbattuto il nostro campo”.

Buongiorno coach, domenica a Roma avete condotto alla grandissima per tre quarti del match salvo poi accusare nell’ultimo quarto. Solo una questione di calo di concentrazione o le rotazioni più limitate stanno incidendo a livello fisico sul gruppo?

“Credo innanzitutto sia stato un problema di concentrazione perché è evidente che nei momenti in cui la Luiss le ha provate tutte alzando i ritmi, a rischiare con quel pressing con giocate un po’ fuori dalla consuetudine, mentalmente noi non ci siamo fatti trovare pronti e questo non deve succedere. Non credo ad un problema di rotazioni perché con gli stessi avevamo raggiunto ben tre volte il +12, ma è chiaro che quando si è al completo e percepisci un calo di concentrazione puoi avvalerti di qualche rotazione in più. Però se dovessi individuare la causa del nostro rallentamento questa la indico in un calo di concentrazione che non dobbiamo, né possiamo permetterci”.

Circolano alcune voci riguardo al mercato e sono stati associati due nomi a Forlì come quelli di Daniele Magro e di Gora Camara. Al di là dei nomi vi state guardando intorno per rafforzare il reparto lunghi?

“Innanzitutto sono due giocatori che hanno una squadra e un allenatore e non mi permetterei mai di parlare di giocatori di altre società perché se lo facessero con qualsiasi dei miei giocatori a me darebbe tremendamente fastidio. La società ha dichiarato di essere vigile sul mercato e questo penso sia sufficiente per rispondere alla domanda. Oggi è la presentazione di una sfida importante e da allenatore sono concentrato esclusivamente su quello. Il discorso mercato non è una mia preoccupazione”.

Per varie partite avete affrontato formazioni che facevano un largo uso del tiro dalla distanza, con Torino sarà un po’ il contrario perché è una squadra che ha altissime percentuale nel tiro da due. Come va affrontata tatticamente?

“Torino è una squadra che gioca con grande fisicità ed ha, soprattutto nel quintetto titolare, tantissimi centimetri in tutti i ruoli partendo da Vencato, passando per i due americani che sono ottimi atleti ed hanno parecchia fisicità, De Vico è un agonista e Poser sta facendo molto bene. Sono un squadra molto intensa e a tratti dura e dovremo fare molta attenzione perché in avvicinamento a canestro sono solidi. Detto questo hanno giocatori che possono comunque fare canestro da fuori come Pepe e De Vico e quindi pur giocando una pallacanestro molto semplice sono efficaci e pericolosi”.

Man a mano che si va avanti nella stagione e sempre più partite giocate può cambiare il vostro modo di giocare, preferendo un basket più sotto ritmo e ragionato o la vostra impronta rimarrà imprescindibilmente quella?

“Noi abbiamo dimostrato di avere la capacità di adeguarci alle partite e alle situazioni e nell’ultimo mese e mezzo purtroppo di adeguarci anche alle assenze. Se non sbaglio quella contro la Luiss è stata la quinta, se non addirittura la sesta partita consecutiva giocata senza un giocatore del quintetto base, quindi sicuramente abbiamo dimostrato di essere molto pragmatici. Quello che dico sempre ai ragazzi è che dobbiamo interpretare nella maniera giusta le partite e capire quando è il momento di correre o di rallentare e fare le cose che servono in quel momento. Dal mio arrivo a Forlì mi sento di poter dire che questa è una qualità che quasi sempre siamo stati bravi a far emergere e dobbiamo continuare con questa idea”.

E’ chiaro che siete concentrati su Torino, ma diamo uno sguardo sulla Coppa Italia.

“Sappiamo che la prossima settimana arriverà il momento delle Final Four a cui siamo contentissimi di esserci arrivati e sappiamo di partecipare ad un evento bello in un palazzetto molto bello con avversarie prestigiose. La presentazione a cui ho partecipato dava già l’idea del prestigio di questo evento ed è chiaro che proveremo a fare il massimo sin dalla prima gara contro Cantù e poi vedremo. Oggi però c’è ancora una partita di campionato in mezzo e quindi le nostre attenzioni sono esclusivamente su Torino e per esser chiari con la squadra non abbiamo, nella maniera più assoluta, affrontato il discorso Coppa Italia a cui cominceremo a pensare da lunedì”.

Domani si affrontano due squadre in grande fiducia. Guardando i numeri Forlì ha sinora mantenuto analoghe le cifre ed ha migliorato ulteriormente i punti subiti sino ad arrivare ad essere la miglior difesa di tutta la fase ad orologio. Vorremmo sapere a cosa si deve un cammino così regolare e poi se da domani si entra in una sorta di seconda fase dell’orologio anche dal punto delle tue richieste ai ragazzi.

“Sul discorso della regolarità è un aspetto positivo e fondamentale per condurre una stagione al vertice perché la regolarità è l’aspetto più importante. Lavoriamo quotidianamente ed ogni settimana allo stesso modo e a livello di staff non facciamo mai trapelare che una partita sia meno importante di un’altra. Questo è un modo per arrivare sempre preparati e non sottovalutare mai nessuno. Come staff ogni domenica affrontiamo la squadra peggiore e al di là delle gag con i miei collaboratori questo è un modo per tenere sempre alto il livello di attenzione. E’ sicuramente un po’ più faticoso, ma dà dei vantaggi. Per quanto riguarda il discorso sulla difesa e i minor punti subiti è un aspetto positivo sul quale sicuramente nella stagione regolare hanno inficiato i diversi supplementari disputati. Non credo che si entri in una fase due a partire dalla sfida con Torino anche se è chiaro che piano piano la classifica andrà sempre più a delinearsi”.