Nel freddo del Pala Maggiò, Dell’Agnello vuole una Forlì calda e concentrata

Per prepararsi all’ambiente che l’accoglierà al Pala Maggiò (ovverosia a una temperatura decisamente bassa) l’Unieuro si è persino allenata senza riscaldamento… Tutto serve per non farsi trovare impreparati a una partita che già all’andata colse di sorpresa Giachetti e compagni, finiti ko in casa per mano di una Caserta allora priva di Seth Allen e Marco Cusin.

A campi invertiti la Pallacanestro 2.015 resta la favorita, ma l’esperienza insegna, tanto più adesso che c’è un secondo posto in classifica da rafforzare e la trasferta in Campania non deve rappresentare una messa in discussione di quanto di buono palesato dai biancorossi in un mese di gennaio che ha conosciuto solo vittorie.

Coach Sandro Dell’Agnello, che dopo avervi allenato sino al 2017, torna per la prima volta da tecnico avversario nella città che gli ha dato le più grandi soddisfazioni sportive, sa sui cosa i suoi ragazzi dovranno alzare il livello di attenzione.

«È una partita nella quale sarà fondamentale controllare il ritmo. Questo non significa che dobbiamo camminare, ma gestire. Caserta è una formazione che può tranquillamente viaggiare ai 90 punti e noi dovremo confermare innanzitutto di essere più affidabili difensivamente, mantenendoci sui nostri standard abituali per non essere costretti a correre dietro una partita a chi ne segna uno in più.

Per questo dovremo accelerare quando sarà il caso e non dobbiamo farlo quando non si profileranno vantaggi. Mi aspetto una Caserta che venderà cara la pelle e che giocherà al massimo delle sue potenzialità. Che non sono poche: Caserta è bella viva, anche se ha perso, nelle ultime due sfide con Udine e Imola era persino stata avanti di 15 e 20 punti».

Squadra viva nonostante i 4 ko consecutivi e tanti problemi anche a livello societario visto il blocco del mercato in entrata imposto dalla FIBA. E poi c’è uno spogliatoio non semplice da gestire per coach Nando Gentile, con il caso-Allen (lasciato ai box a Imola) che lascia aperto un grande dubbio: la guardia tiratrice che viaggia a oltre 16 punti di media, giocherà?

«Non mi sembrava corretto chiedere informazioni alle persone di Caserta che conosco, ma so che si è allenato durante la settimana e quindi potrebbe esserci. Il fatto che non ci fosse all’andata e il ricordo di quella partita non mi interessa. Certo, vorremmo prenderci una piccola rivincita, ma vedo quel match lontanissimo, sia nel tempo sia in riferimento a come la mia squadra sta ora in campo. Insomma, vivo il presente».

Ecco, dopo la sconfitta coi bianconeri arrivarono 5 vittorie in fila, poi gli stop con Ravenna e Orzinuovi e di nuovo 5 successi. Quali analogie e differenze ci sono tra la prima cinquina e la seconda?

«Stiamo in campo bene dopo Orzinuovi, ho buone sensazioni perché stiamo lavorando e giocando bene. L’immagine che ho della mia squadra è quella di una raggiunta solidità tecnica. Sappiamo cosa fare e quando farlo».

Solidità e anche buona condizione fisica, da fare valere al cospetto di una formazione campana che, invece, negli ultimi incontri ha sempre chiuso con il fiato corto. A Forlì mancherà il solo Kaspar Kitsing, gli altri sono presenti e pronti a vincere una sfida che, come sempre in trasferta, nasconde parecchie insidie. Quali in particolare?

«Dovremo stare attenti alla dimensione perimetrale e al tanto pick and roll di Caserta. I lunghi sono dei veri “rollanti”, gli altri sono tiratori anche di striscia come Hassan, Turel, Allen e soprattutto Giuri».