Cosa ha comunicato e cosa ci ha lasciato in dote il raduno della Pallacanestro 2.015? Al di là dei sorrisi e delle buone intenzioni che in queste occasioni sono di prammatica e si ripropongono ciclicamente di post-ferragosto in post-ferragosto, il ritrovo della rinnovata squadra biancorossa (8 elementi nuovi su 12) ha trasmesso sensazioni e generato riflessioni che vogliamo condividere con voi.
In otto punti (o spunti) in ordine più o meno sparso.
1. Ambizione – Eccola la parola ripetuta come un mantra dal presidente Giancarlo Nicosanti e dallo stesso coach Sandro Dell’Agnello. E già questa è una differenza rispetto al passato perché l’estate scorsa dsi parlò di alzare l’asticella e di obiettivo play-off, ma ora si vuole guardare oltre. Si vuole competere per il vertice.
Sino a che punto? Sino a mettere nel mirino il ritorno in serie A? Calma… La squadra è finalmente attrezzata (sulla carta) per stare alla pari con le migliori in un torneo senza Fortitudo, Treviso, ma con Udine e Verona che partono con un leggero vantaggio. Ecco, la vera ambizione è tenere il loro passo e vedere, in corsa, se si può avere persino qualcosa in più di loro. Non si intravedesse la possibilità crediamo non sia un dramma, l’importante è davvero dimostrarsi a quel livello e poi…. Poi per la serie A serve una società che sia strutturata, nel caso, per restarci. E su questo fondamentale aspetto c’è ancora tanto da capire e da scoprire in questa stagoione che deve, giocoforza, programmare anche questo salto di qualità. Oltre a una squadra per la serie A, bisognerà creare una società da serie A. Un primo passo in questa direzione lo abbiamo visto. Basta leggere il punto 2.
2. Giovani – Non solo prima squadra, al vernissage domenicale era presente un gruppuscolo di ragazzi della neonata società unica “Pieffe-OneTeam” e con loro c’era anche il nuovo responsabile tecnico Lorenzo Gandolfi. Per carità, è solo un’istantanea, nulla di più, ma vedere presenti e sorridenti alcuni dei ragazzi (i più grandicelli) di un vivaio che questo club non aveva ancora creato è un bel segnale di volere costruire realmente qualcosa anche sotto questo profilo. Segnale di impegno, quanto meno. E una società che vuole durare ad alto livello ha bisogno questa base sia sempre più solida.

3. Tonnellaggio – A proposito di solidità, ecco un’altra evidenza che il gruppo biancorosso ha trasmesso. Renato pasquali ha dichiarato che alla squadra si è cercato di dare soprattutto profondità, esperienza e tonnellaggio e a vederla l’Unieuro è davvero tosta dal punto di vista fisico. Certo, mancheranno gli atleti verticali che saltano, schiacciano e stoppano, però il “peso specifico medio” è davvero alto a livello di centimetri e muscoli. E questo è fondamentale. Anche chi ne ha meno come Maurice Watson, ha una struttura della parte alta del corpo che lascia ben sperare.
4. Energia “Mo” – Ecco, Watson… Tantissimi occhi dei quasi 300 tifosi giunti davanti allo store Unieuro erano posati su di lui che ci ha trasmesso un’immediata simpatia umana. Giunto alla conferenza stampa con moglie e 3 figli al seguito, aveva sorrisi per tutti, sembrava uno dei suoi tre pargoli alla scoperta di un parco divertimenti della Riviera e al centro commerciale eccolo intrattenersi con chiunque, scherzando soprattutto con i bambini. Tutti parlavano di lui, gli applausi sono stati a decibel molto elevati e il pensiero dominante era «sì, può regalarci grandi soddisfazioni, può essere la sorpresa, speriamo…».

5. Marini, la sfida – Watson è una delle due variabili tattiche della stagione. L’altra e forse la maggiore, è legata al nuovo ruolo di Pierpaolo Marini un’ala piccola che di fatto sarà l’unica guardia (Campori a parte) dell’Unieuro. Pasquali dice che si è voluto così per avere più fisicità con un giocatore di 1.93 in quel ruolo e Rush in ala piccola; coach Dell’Agnello assicura che “Pier” «ha le caratteristiche giuste per maneggiare la palla da guardia».
Bene, per noi le cose stanno così in partenza. Marini è un “progetto di guardia”, ma ancora non lo è. Proprio il trattamento di palla deve migliorare, così come la costanza nel suo tiro dalla lunga, la capacità di costruire anche per i compagni e in primo luogo, la tenuta mentale. Forlì quest’anno lo ha responsabilizzato e non poco. Lo ha eletto a “prima punta” Lui deve sentire questa responsabilità addosso e trasformarla in lavoro “matto e disperatissimo” per dirla alla Leopardi. In una stagione vissuta a testa bassa a darci sotto per fare il vero salto di qualità. Ne va della sua carriera e del risultato che l’Unieuro centrerà.
6. Accettare limiti e sconfitte – Eccoli altri due tasti sui quali Renato Pasquali ha battuto e che dicono molte più cose sulla stagione che la Pallacanestro 2.015 si è lasciata alle spalle rispetto a tutto ciò che da gennaio a maggio si è detto su questa. Ognuno deve imparare ad accettare i limiti e le debolezze del compagno significa umiltà e spogliatoio. Ecco, l’anno scorso troppe parole e sguardi torvi al suo interno che nelle sconfitte arrivate dopo il famoso derby del Pala Dozza, hanno compromesso l’annata. Sì, perché poi come dichiara il general manager, non accettando le prime sconfitte (e colpevolizzandosi a vicenda, anche se non è stato detto espressamente, ma si evinceva dalle dichiarazioni di ieri) la squadra si è “ammalata” e non ha più trovato la cura. I ko arriveranno, sia chiaro, bisogna accettarlo e reagirvi subito.

7. Difesa e carattere – E sul campo? Che Forlì Sarà? Poche parole di Sandro Dell’Agnello al riguardo. Solo una frase ci ha colpito, ma non ci ha stupito. «Dovremo essere una squadra contro la quale sarà difficile per tutti trovare la via del canestro». A dare una rapida scorsa alla rosa, Forlì non ha chissà quale potenziale in termini offensivi, ma appare decisamente rognosa e se farà quadrato difensivamente, allora avrà creato le fondamenta per essere vincente.
8. Vincere subito – E il presidente Giancarlo Nicosanti ha una gran voglia di vincere. Tanto, sino a giugno e subito. Sin dalle amichevoli. Sin dalla Supercoppa che scatta col derby contro Ravenna così come il campionato. Vincere aiuta a vincere. Prendere immediata consapevolezza è importante al di là di risultati che, sino a ottobre, non varranno per la classifica, ma saranno determinanti per fare capire di avere imboccato la strada giusta.