Paolo Ruggeri: “Quello dell’assistente è un lavoro oscuro, ma è bene resti tale. Se non si parla di noi significa che si sta lavorando bene”

Siamo entrati nell’ultima settimana della regular season con la Pallacanestro Forlì 2.015, già matematicamente prima del suo girone, che sarà impegnata in trasferta al Pala Cisterna contro la BenAcquista Latina alla ricerca di importantissimi punti salvezza. E’ stata l’occasione per sentire telefonicamente l’assistente di coach Martino, Paolo Ruggeri (foto copertina di Massimo Nazzaro), per capire lo stato di salute fisico e mentale dei biancorossi già proiettati agli imminenti playoff e per “spulciare” alcune curiosità.

Buongiorno Ruggeri. Lei fa parte di quelle persone che in uno staff svolgono quel lavoro oscuro, ma prezioso, che spesso passa inosservato agli occhi dei tifosi. Mi corregga se sbaglio.

“Sì, diciamo che il mio lavoro nello specifico è oscuro ed è bene che resti tali nel senso che è giusto, dal mio punto di vista, che degli assistenti si parli ad inizio anno in sede di presentazione della squadra e poi non se ne parli più per tutto l’anno perché probabilmente sta a significare che hanno fatto bene il loro lavoro”.

Lei arrivò a Forlì nell’estate del 2021 dopo aver allenato squadre giovanili e prima squadra partendo da Castrocaro, passando per Imola sino ad arrivare a Cesena. Cosa le hanno insegnato quelle esperienze?

“Sono convintissimo che il percorso che ho fatto, partendo dalla gavetta se così si può dire, sia stato fondamentale per me, nel senso che da tutte queste cose mi porto dietro ancora tanto sia a livello umano, che a livello di metodi di lavoro e di essere pronto a fare sacrifici ecc., ecc. Anche tecnicamente ho imparato parecchio perché possiamo pensare tante cose, ma poi alla fine il basket è un linguaggio universale e molte cose che ho fatto o esperienze che ho avuto, anche a livelli più bassi, me le sono ritrovate anche tra i semi-professionisti”.

Quando arrivò a Forlì fece parte dello staff tecnico di Sandro Dell’Agnello e da due stagioni collabora, invece, con Antimo Martino. Può raccontarci quali differenze e quali analogie ha riscontrato da assistente?

“Sono sicuramente due allenatori che hanno dimostrato di essere tra i migliori della Serie A2. Per loro parla il record di vittorie in carriera che credo sia tra i più alti tra gli allenatori di questa categoria. Sicuramente poi nell’approccio e nel modo di fare giornaliero, ma anche con la squadra, sono due allenatori molto diversi. Sandro è una persona che fa delle proprie regole, della disciplina, dell’intensità e della rigidità del proprio sistema un punto di forza, mentre Antimo, invece, è più una allenatore a cui piace tirare fuori il meglio dai propri giocatori e cerca di cucire l’abito più adatto alle esigenze della squadra”.

Questa settimana sarete di scena a Latina contro una squadra che avrà motivazioni molto elevate essendo impegnata in una dura lotta salvezza. Alla luce del vostro primo posto già acquisito ci sono maggiori difficoltà a preparare questo tipo di partite?

“Sinceramente è una partita complicata perché noi non siamo certamente in vacanza, nel senso che il nostro obiettivo è quello di arrivare il più pronti possibile ai playoff e quindi dovremo chiedere uno sforzo di concentrazione alla squadra al cospetto di un’avversaria che si deve salvare e avrà l’acqua alla gola e il coltello tra i denti, ma non sarà facile perché non sappiamo che tipo di ambiente ci troveremo di fronte, ma allo stesso tempo noi dovremo onorare il campionato e scendere in campo a Latina per fare la miglior partita possibile. Come dicevo prima, vincere aiuta a vincere e presentarsi ai playoff avendo disputato delle partite con un senso e con un trend positivo sicuramente aiuterebbe”.

Al di là del coach la cui posizione è ovviamente centrale, come sono divise le competenze tra lei e Fabrizi?

“Diciamo che ci aiutiamo parecchio. Io sono più orientato sullo studio degli avversari e dei video da mostrare alla squadra durante le riunioni tecniche che facciamo, mentre Andrea è più improntato a delle parti di allenamento che svolge in prima persona, però ci siamo sempre aiutati e invertiti i ruoli a seconda delle esigenze di giornata o quotidiane che possono capitare. Diciamo che siamo abbastanza intercambiabili”.

All’inizio era inevitabile che la gente facesse paragoni con la squadra dello scorso anno, poi nel corso della stagione avete stupito tutti con un percorso sin qui straordinario. Quando avete capito che vi sareste potuti ripetere?

“Quando lo abbiamo capito precisamente non saprei dirlo. Quello che so e che posso affermare con assoluta certezza è che sin dal primo giorno in cui ci siamo ritrovati ad agosto abbiamo sempre avuto un obiettivo comune ed era quello di ripeterci e fare una grande stagione. Diciamo che questa unione d’intenti, il nostro coach che è una garanzia, dei bravi giocatori e una società alle spalle che sicuramente ci permette di svolgere il nostro lavoro nel migliore dei modi, ci ha aiutato ad arrivare dove siamo fino ad ora”.

Domenica vi giocate l’ultimo atto poi avrete due settimane per lavorare in vista dell’inizio dei playoff in casa contro Vigevano domenica 5 maggio. Come ci si prepara con due settimane di pausa nel mezzo?

“Eh.. dobbiamo cercare di analizzare tutto quello che è successo in questo ultimo periodo di campionato, farci trovare pronti alla partita che pensiamo possa fare Vigevano e sicuramente non è un momento dell’anno nel quale si potrà caricare. pertanto il grosso del lavoro è quello fatto e che ci porteremo dietro da questi ultimi mesi. Poi chissà, magari arriveremo ai playoff con qualche novità, oppure semplicemente con delle migliorie a ciò che abbiamo fatto fino ad ora”.

In attesa di capire chi, oltre a Vigevano, comunque sempre da battere ovviamente, potrà opporsi tra voi e la tanto agognata promozione, sappiamo che si giocherà praticamente ogni due giorni. Questa squadra, senza nulla togliere a quella della passata stagione, secondo lei ci arriva più fresca fisicamente?

“Mah, non so se ci arriva più fresca o meno, di sicuro una differenza che è sotto gli occhi di tutti è che, rispetto alla scorsa stagione, abbiamo un giocatore in più e due se ci mettiamo anche il fatto che possiamo fare rotazioni tra i senior. In questo momento abbiamo Giacomo Zilli che è fuori, ma speriamo che ci possa dare una mano più avanti e quindi diciamo che questo rispetto all’anno scorso è un grande vantaggio. Ricordiamoci poi che la passata stagione abbiamo avuto anche la sfortuna, per larghi periodi durante i playoff, di non avere dei giocatori a disposizione e quindi non riuscimmo ad allenarci come avremmo voluto. Da questo punto di vista sicuramente abbiamo delle prospettive migliori, poi chiaramente tutto si vedrà tra un mese e tutto come sempre sarà stabilito anche dalla fortuna e dalle condizioni fisiche perché se riusciremo ad allenarci sempre in dieci, la nostra condizione sarà migliore”.

Si ringraziano la Pallacanestro Forlì 2.015 e Paolo Ruggeri per la disponibilità concessa nella realizzazione della presente intervista.