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Per il consueto appuntamento del mercoledì noi di Piazzale della Vittoria abbiamo raggiunto telefonicamente il General Manager dell’Unieuro Forlì, Renato Pasquali (foto copertina di Massimo Nazzaro), col quale abbiamo fatto una bella chiacchierata tra passato, presente e programmi futuri.

Buongiorno Pasquali, innanzitutto le chiedo come stanno i ragazzi e in particolar modo Radonjic, indisponibile domenica, e Pascolo uscito dopo appena 5 minuti?

“Buongiorno innanzitutto. A Radonjic sono stati eseguiti ulteriori accertamenti radiografici dai quali non è emerso nessun problema particolare se non questo ematoma che si sta progressivamente riassorbendo, per cui lo valuteremo ancora giorno per giorno. Per quanto riguarda Pascolo già lunedì stava molto meglio e ieri è migliorato ulteriormente, quindi non dovrebbe essere una cosa molto grave e contiamo di poterlo riavere a disposizione a breve”.

A proposito di domenica ci sono stati problemi tecnici che hanno intralciato la bella iniziativa di trasmettere la gare esterne di Forlì al Cineflash e i tifosi si sono lamentati. Cos’è successo e per il futuro è possibile garantire che questo non accada più?

“Tengo a precisare che il servizio di LNP Pass non è fornito dalla Pallacanestro Forlì bensì dal Cineflash che ha sottoscritto un abbonamento per poter avviare questa iniziativa. Purtroppo può succedere, non a causa della LNP, ma a causa di chi trasmette la partita che un segnale non ottimale porti a delle interruzioni. Certamente non è bello e non va bene, ma non è una cosa dipendente da noi. Ribadisco che l’iniziativa è del Cineflash e che ci ha fatto piacere, ma noi non c’entriamo”.

Facciamo un tuffo nel passato. Tra la fine gli anni ’80 e gli anni 2000 lei ha lavorato, tra gli altri, con allenatori come Messina e D’Antoni. Le chiedo un breve profilo dei due coach e che ricordi ha di quelle due esperienze?

“Ho degli ottimi ricordi di entrambi. Devo molto a Messina e devo ammettere che la mia carriera ha avuto un grande vantaggio dall’aver lavorato alla Virtus Bologna e con lui in particolare apprendendo e facendo esperienze importanti. Successivamente ho potuto mettere a confronto le esperienze fatte con Mike D’Antoni che risultano diametralmente opposte, ma non per questo meno vincenti. L’esperienza, ad esempio, della vittoria dello scudetto vinto con Mike D’Antoni alla Benetton Treviso nel 2001/2002 fu completamente diversa da quella dell’anno successivo con Ettore Messina, con il quale vincemmo, sempre a Treviso, un altro scudetto. Due vittorie ottenute con due filosofie di pallacanestro completamente opposte”.

Dal campo alla scrivania. Il suo percorso inizia a Torino ed arriva a Forlì. Ci traccia un bilancio di questi suoi anni in Romagna?

“Beh a Torino avevo un ruolo più da direttore sportivo e mi occupavo meno di quella che era la parte amministrativa. Con la mia venuta a Forlì ammetto di aver dovuto sostenere un maggior impegno perché è qui che ho imparato il vero mestiere dietro la scrivania grazie all’amministratore delegato Giuseppe Rossi che mi ha seguito in questi anni e mi ha aiutato a crescere. Ritengo che questa nuova esperienza sia stata motivante perché venendo qui cambiavo argomento ed è stato uno stimolo per continuare a crescere e migliorarmi. Credo che questa sia la parte positiva di questo cambiamento”.

L’attualità si chiama Antimo Martino. Può dirci se avete già cominciato a pensare a un futuro ancora insieme?

“Con Antimo Martino, o meglio col suo procuratore, stiamo parlando da diversi mesi perché siamo contenti del suo operato e vorremmo prolungare il rapporto. Se attualmente la situazione è in fase di stallo non è per volontà della Pallacanestro Forlì”.

Dopo 9 giornate, nonostante un buon secondo posto, la sensazione è che questa squadra faccia molta fatica a trovare la giusta alchimia di gruppo. Dal suo punto di vista cosa ancora non funziona?

“Questa squadra è diversa da quella dell’anno scorso, ma capisco che il paragone venga spontaneo. Paragonare la fluidità di gioco che si è ottenuta dopo 7-8 mesi di lavoro a ciò che vediamo oggi non è corretto. Al momento è prematuro fare paragoni, anzi dobbiamo dimenticare la squadra della scorsa stagione perché costruita con giocatori diversi e dobbiamo cercare di innamorarci della squadra di quest’anno che non gioca come l’anno scorso, che non ha la chimica dell’anno scorso che però, ad oggi, è comunque all’interno del progetto che noi avevamo ipotizzato nel costruirla”.

Dal punto di vista professionale qual è stata sino ad ora la più grande soddisfazione da quando è a Forlì? E il momento più difficile?

“La più grande soddisfazione è stata la stagione scorsa nella quale siamo ritornati e abbiamo ripreso da dove eravamo arrivati prima del covid. Non è stato tanto il risultato della squadra, ovviamente anche quello, ma soprattutto il risultato generale del club che negli ultimi sette anni, da quando sono arrivato qui, ha cambiato faccia, ha cambiato struttura e, oggi come oggi, è un club che può essere preso a modello da tutte le squadre di Serie A2 e forse anche da qualche club di Serie A1 per quanto riguarda organizzazione, serietà e soprattutto credibilità. La parte peggiore o il momento più difficile fu nella stagione 2021/2022 quando l’obbligo vaccinale ci privò dell’americano (Kenny Hayes n.d.r.) e rimanemmo due mesi senza trovare un sostituto all’altezza. Contemporaneamente, tra l’altro, dovemmo fare a meno del centro titolare Lorenzo Benvenuti e in quel periodo lì facemmo, se non sbaglio, 9 sconfitte di fila o 9 su 10 partite. Ecco, quello fu il momento peggiore”.

C’è un giocatore che avrebbe voluto portare a Forlì e per il quale ha il rimpianto di non esserci riuscito?

“Beh ce n’è più di uno.. È chiaro che noi non pubblichiamo sui social tutte le trattative che non siamo riusciti a portare a termine, però posso assicurare che ogni giocatore che abbiamo portato qui a Forlì è arrivato sempre a seguito di una dura trattativa nella quale abbiamo dovuto battere la concorrenza. Non avendo il budget più importante della A2 dobbiamo cercare di essere più bravi nel valutare i giocatori e soprattutto vedere se ci sono margini di miglioramento piuttosto che buttarci su giocatori già fatti e finiti. Diciamo che quest’estate un giocatore che avrei voluto prendere e che non siamo riusciti a firmare è Ariel Filloy poi finito a Trieste”.

Qual è stata la trattativa più difficile da quando è GM della Pallacanestro Forlì 2.015?

“Eh.. (segue un lungo sospiro) anche l’ingaggio di Allen quest’anno non è stato facile e non lo è stato perché veniva da una situazione particolare. Andando indietro nel tempo, scavando nel passato, faccio fatica a trovarne una più difficile di un’altra perché non ricordo trattative facili. Ogni trattativa presenta le sue difficoltà e complicazioni e noi dobbiamo sempre provare ad arrivare dove gli altri, al di là del discorso economico, non hanno una conoscenza tecnica. Anche puntare su Federico Zampini è stata una scelta coraggiosa perché veniva da tre infortuni in tre anni come la passata stagione fu per Penna e noi abbiamo valutato che prima o poi la fortuna sarebbe girata perché le qualità tecniche del giocatore non erano in discussione. Difficilmente prendiamo un giocatore dove non c’è la concorrenza dietro, per cui ogni trattativa è sempre complicata”.

Quali sono i progetti futuri di Pasquali e dell’Unieuro Forlì?

“Come tutti gli anni ho il contratto in scadenza e non ho ancora parlato di futuro con la società, come per altro non lo avevo ancora fatto l’anno scorso o gli anni precedenti. Credo sia prematuro parlarne adesso, ma quando arriverà il momento se ne discuterà certamente. Per quanto riguarda la società bisogna fare un distinguo tra progettualità tecnica, compito difficilissimo perché oggi un giocatore non vuole impegnarsi per un lungo periodo con un club, e progettualità societaria volta alla crescita del club stesso in termini di budget e struttura societaria. Noi siamo tra le poche società che offrono contratti biennali, ma non è facile farli firmare a buoni giocatori che ambiscono ad andare sempre più in alto. Detto questo la progettazione tecnica è sempre in atto per quanto ci è concesso e anche quest’anno credo di poter affermare che il nostro progetto tecnico sia in crescita. Il nostro sogno, il giorno in cui riusciremo ad andare in A1, è quello di farci trovare pronti e di poter avere un budget adeguato e sostenibile”.

Si ringraziano la Pallacanestro Forlì 2.015 e il General Manager Renato Pasquali per la disponibilità nel realizzare la presente intervista.