Stecca Forlì a Rimini: si salva solo Martelli. Tutti i voti

Una sconfitta di misura che lascia l’amaro in bocca. Il Forlì esce battuto dal “Romeo Neri” di Rimini, punito da un singolo episodio in una partita dove, paradossalmente, il migliore in campo è stato il proprio portiere. La prestazione eroica di Martelli, autore di interventi prodigiosi, non è bastata a mascherare le difficoltà di una squadra apparsa sterile in attacco e poco incisiva a centrocampo. Tanti i biancorossi sotto la sufficienza, con i cambi di mister Miramari che non sono riusciti a invertire la rotta. Ecco i voti dei protagonisti.

Martelli: 7,5 (Il migliore) Se il Forlì rimane in partita fino all’ultimo, il merito è quasi esclusivamente suo. Compie un miracolo al 5′ e si ripete con almeno altri due interventi decisivi. Para tutto il parabile, ma non può nulla sul gol. Un muro.

Menarini: 5- Lontano parente del regista che tutti conoscono. Prova a costruire e a inventare come suo solito, ma la manovra risulta spesso imprecisa. Nel finale cerca qualche imbucata disperata, senza trovare fortuna. Appannato.

Saporetti L: 5 Cerca di guidare la difesa con l’esperienza, ma con un centrocampo che fatica a fare filtro, si trova costantemente in balia delle folate avversarie. Soffre più del dovuto.

Petrelli: 5- La sua partita dura un solo tempo, macchiato dall’errore fatale: è sua la palla persa da cui nasce l’azione del gol riminese. Prestazione da dimenticare. (dal 46’ Manuzzi: 4,5 – Il suo ingresso non porta la scossa sperata. Non tiene un pallone, è spesso in ritardo sui colpi di testa e non riesce mai ad aiutare la squadra a salire. Impatto nullo).

Macrì: 5 Inizia come mezzala, poi Miramari lo riporta sulla trequarti, ma il risultato non cambia. L’impegno e il sacrificio non mancano, ma da un giocatore della sua qualità ci si aspetta ben altro impatto. Non incide mai.

Farinelli: 5 Schierato prima nel suo ruolo naturale e poi spostato a centrocampo, paga inevitabilmente dazio in termini di fisicità. Ci mette la solita energia, ma viene spesso sovrastato. Volenteroso ma non basta.

De Risio: 5- Come Petrelli, la sua gara si chiude dopo 45 minuti. L’esperimento del doppio play non paga e lui appare ancora lontano dalla miglior condizione e non pienamente dentro le trame tattiche della squadra. Rimandato. (dal 46’ Scorza: 4,5 – Entra e combina poco o nulla. Appare confusionario, commette falli ingenui e in fase offensiva è totalmente assente. Ingresso anonimo).

Cavallini: 5,5 Corre per due, si spende tantissimo sulla fascia e prova a rendersi propositivo, ma i suoi sforzi sono spesso a vuoto. Generoso, ma poco concreto. (dall’83’ Ercolani: 4,5 – Un quarto d’ora da incubo. Entra e sbaglia tutto quello che può sbagliare, mettendo in mostra limiti evidenti. I suoi cross, totalmente fuori misura, sono il simbolo della sua prestazione).

Elia: 5 Luce e ombra. In occasione del gol, esce in ritardo dalla linea difensiva, lasciando lo spazio che si rivelerà letale. Si riscatta parzialmente immolandosi in scivolata per salvare un gol fatto, ma le troppe sbavature in impostazione pesano sul giudizio. Da rivedere.

Manetti: 5 Esce dal campo stremato. Partita di grande attenzione in fase difensiva, dove non commette errori gravi, ma è completamente nullo quando si tratta di spingere e proporsi in attacco. Bloccato. (dall’83’ Franzolini: 5 – Entra in un momento difficile e non riesce a dare il suo contributo. Spento e fuori dal gioco in un centrocampo che ha sofferto per 90 minuti).

Coveri: 5,5 Tra i più attivi e propositivi là davanti. Con la sua dinamicità prova a creare qualche grattacapo alla difesa riminese, ma predica nel deserto, venendo spesso tagliato fuori dalla manovra. Isolato. (dal 69’ Saporetti S.: 6 – È l’unico dei subentrati a dare un segnale di vita. Entra con il piglio giusto, si muove bene e riesce anche ad arrivare alla conclusione, trovando però la pronta risposta di Vitali. Vivace).

Mister Miramari: 5 Cambia modulo rispetto alla gara con il Gubbio, ma i risultati non arrivano. Il centrocampo resta il reparto più in difficoltà, nonostante il tentativo di affidarsi al doppio play. I cambi non cambiano l’inerzia della partita. Anche per lui, una giornata decisamente storta.