Le pagelle stagionali dei galletti tra sorprese, delusioni e conferme

Dopo una stagione intensa e ricca di colpi di scena, il Forlì ha conquistato la salvezza proponendo un calcio coraggioso e spesso spregiudicato. Tra conferme, delusioni e sorprese, come se la sono cavata i ragazzi di mister Miramari?

Martelli 6.5: tanti alti e qualche basso, ma nel complesso si conferma un portiere solido e affidabile.

Veliaj 6: porta inviolata contro il Ravenna dopo un debutto a sorpresa, meno brillante a Gubbio.

Spinelli 6,5: quando è stato chiamato in causa non si è mai tirato indietro, dimostrando maturità e margini di crescita. L’anno prossimo il classe 2007 potrebbe essere più di un rincalzo.

Cavallini 7,5: stagione della consacrazione: crescita costante e sgaloppate a non finire. Ha stretto i denti anche quando aveva finito la benzina. Chissà se l’anno prossimo sarà ancora del Forlì.

Pellizzari 4: giocatore d’esperienza che ha offerto per lo più prove gravemente insufficienti. Il feeling con il tecnico e con la piazza non è mai sbocciato. L’immagine dei suoi pochi mesi in Romagna resta quel regalo a Leonetti per il 3-2 del Campobasso.

Lorenzo Saporetti 5,5: ha vissuto una stagione condizionata dai problemi fisici e, dopo gennaio, è sparito dai radar.

Mirko Elia 6.5: presente sin dall’inizio, ha sempre dimostrato ottima solidità. È più che pronto per il salto di categoria.

Matteo Onofri 6,5: in piena emergenza infortuni si è ritrovato adattato a terzino. Con l’assenza di Elia è tornato centrale, offrendo buone prestazioni.

Luigi Palomba 7,5: giocatore a dir poco sontuoso: ha guidato la difesa del Forlì con leadership nella seconda parte di stagione, evitando più volte che la squadra sprofondasse.

Mandrelli 6: eclissato dall’esplosione di Manetti, si è fatto trovare pronto quando chiamato in causa, tranne nelle ultime partite contro Ascoli e Perugia.

Manetti 7: partito fortissimo, ha poi leggermente rallentato il proprio percorso di crescita con qualche prova al di sotto dei suoi standard. Quando parte palla al piede, però, è incontenibile.

De Risio 7,5: arrivato quasi in sordina, si è conquistato la fiducia dell’ambiente a suon di prestazioni incredibili e generose. Forse non sempre pulito, ma all’occorrenza ha giocato anche da difensore centrale.

Ilari 5,5: dopo mesi da separato in casa a Ravenna, arriva a Forlì non al top della condizione. Trova spazio soprattutto nelle prime partite del girone di ritorno, senza mai convincere del tutto.

Menarini 7: il classe ’97, alla prima stagione tra i professionisti, non delude: segna gol bellissimi e pesanti, amministrando lo spartito come un direttore d’orchestra. A volte ha mostrato limiti in velocità, che in questa categoria pesano.

Scorza 5: prima parte di stagione anonima; da valutare dopo il prestito alla Recanatese.

Ripani 5,5: la sensazione è che la sua sia stata una stagione da oggetto misterioso. Il passato nella Primavera della Juventus ne conferma le qualità, ma il feeling con il mister non è mai sbocciato.

Scaccabarozzi 6: giocatore intelligentissimo, serviva come il pane. In poche partite ha dimostrato tutta la sua duttilità, ma la tendinite ne ha minato la continuità.

Franzolini 8: centrocampista con un senso del gol fuori dal comune, è il capocannoniere della squadra. L’anno prossimo sarebbe strano vederlo ancora in Serie C.

Giovannini 6-: poco utilizzato da Miramari. Va a voto per il gol del pareggio contro il Pineto.

Coveri 6: giocatore tecnicamente superiore, ma discontinuo come pochi. Con maggiore concentrazione potrebbe diventare devastante.

Farinelli 6: ha sofferto il salto di categoria, ma ha sempre lottato fino all’ultimo. In certe partite ha giocato da mezz’ala e in alcuni spezzoni pure da terzino. Uno che la maglia se la suda eccome, avendo giocato a lungo anche non al meglio della condizione.

Simone Saporetti 4,5: il gol contro il Ravenna aveva illuso tutti, poi il nulla.

Macrì 7: spesso acciaccato, crea calcio e incanta con le sue giocate. Ha dimostrato che in questa categoria può fare la differenza.

Selvini 5,5: spesso impiegato fuori ruolo, ha faticato a incidere e a vedere la porta. L’infortunio da cui era reduce e le vicende extracampo lo hanno sicuramente influenzato.

Zagre 5: a onor del vero ha giocato col contagocce, ma non ha mai convinto.

Manuzzi 5: la Serie C non sembra la sua categoria. A Piacenza è rinato.

Petrelli 7: prima dell’infortunio aveva messo a referto sei gol, offrendo prestazioni qualitativamente alte e generose. Il suo stop rappresenta una vera sliding door della stagione biancorossa.

Trombetta 6: tornato a casa dopo l’infortunio di Petrelli, offre sempre prestazioni di sacrificio, ma ancora una volta gli infortuni ne hanno minato la condizione fisica. Il suo gol a Carpi vale una stagione.

Mister Miramari 7: il condottiero dei galletti non si è mai nascosto e ha sempre mantenuto la propria identità di gioco, a prescindere dall’avversario. Traghetta i suoi verso la salvezza nonostante polemiche arbitrali e infortuni, anche se la squadra ha commesso troppe volte gli stessi errori.